INTERVISTE

Milan, Massaro: ”Le partite e i successi li costruisci a Milanello”

Kenneth Malandrin

Ha parlato a Milan TV Daniele Massaro, storico attaccante del Milan durante l'era Sacchi e l'era Capello. Queste le sue parole

Intercettato dai microfoni di Milan TV,Daniele Massaro, ex giocatore del Diavolo durante gli anni 80' e 90', ha parlato della tradizione europea del club rossonero e sul momento della squadra di Pioli. Di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni.

Sull'emozione che si prova nel vestire la maglia del Milan:"Quando aprivo il cassetto da bambino c'era la maglia del Milan, della mia squadra. Ho fatto di tutto per coronare questo mio sogno: dedizione, sacrificio, passione e appartenenza. Dico sempre che il Milan è la parte più bella di me. Quando indossi la maglia del Milan in Italia, in Europa, nel Mondo, devi sempre dare felicità ai nostri tifosi che sono sempre fantastici, cercare di essere più bravi degli altri e di vincere in tutte le competizioni".

Sulle avversarie europee ai suoi tempi:"Dovevi studiare perché c'era più qualità da parte delle squadre che affrontavi in Europa, anche se nei miei tempi la qualità che c'era nelle squadre italiane era veramente altissima".

Sulla preparazione:"Il segreto è quello che le partite e i successi li costruisci a Milanello. Ricordo che in certe partite l'unica cosa che si sentiva era il sudore che cadeva sull'erba perché capivi l'importanza di quella partita".

Sui gesti scaramantici: "Mettermi prima la scarpa destra, non allacciare le scarpe e farlo direttamente in campo, sedermi al fianco di Franco Baresi. Le partite ai miei tempi erano un po' diverse, non c'erano i gironi, era dentro o fuori subito, non potevi sbagliare. A Milanello si preparavano la partita con la stessa voglia e intensità anche se partivo dalla panchina. Una delle mie grandi fortune era di confrontarsi con la difesa più forte al mondo, con dedizione, sacrificio e lavoro senza tralasciare nessun particolare".

Sul suo passato: "Ho fatto 5 anni con Sacchi e 5 con Capello, è stato veramente un periodo straordinario. Era bello sentir dire: "Tanto l'anno prossimo non sarà così", e dopo due anni ancora. La cosa bella è che in quello spogliatoio la consapevolezza era di sentirci bravi, ma non così tanto bravi da mollare. Abbiamo vinto tanto, abbiamo anche perso, ma lavoravamo per portare a casa una rivincita l'anno dopo".

Sulla gara contro il Salisburgo nel '94:"Ricordo quella partita fondamentale per il passaggio. Un gol annullato a Maldini, un grande Rossi e un gol mancato da Marco Simone ma io ero lì nel posto giusto al momento giusto, che ha dato la qualificazione per il passaggio. Poi sappiamo tutti com'è andata".

Sulla gara che rigiocherebbe:"Quella contro il Marsiglia. Era più difficile arrivare in finale. Quando parti dall'oratorio e hai il sogno di alzare la Coppa dalle grandi orecchie, vuol dire che hai fatto qualcosa di straordinario, con un gruppo e una società straordinaria, che ora è tornata ai vertici che gli compete".

Su Pioli:"Sta facendo benissimo. Vista l'esperienza dell'anno scorso, qualcuno ha fatto qualche partita capendo le difficoltà affrontando squadre di livello europeo. Quando hai la consapevolezza di aver fatto tutto bene, di aver fatto quello che chiede l'allenatore e di esserti preparato bene fisicamente e anche psicologicamente, perché non è facile di andare a giocare in certi campi in Europa dove senti molto la pressione che arriva dagli spalti". Milan, aperta la pratica per il rinnovo di Leao: le ultime news >>>

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