Milan, Gilardino e Ambrosini: “Ecco i nostri ricordi sulla Partita Perfetta”

MILAN NEWS – Alberto Gilardino e Massimo Ambrosini hanno parlato in diretta attraverso il profilo Facebook del Milan. Ecco i loro ricordi sulla partita perfetta

di Renato Panno, @PannoRenato
Alberto Gilardino con la maglia del Milan

MILAN NEWS – Alberto Gilardino e Massimo Ambrosini hanno parlato in diretta attraverso il profilo Facebook del Milan. Ecco i loro ricordi sulla ‘partita perfetta’ Milan-Manchester United:

Ambrosini sulla gara d’andata: “Io sono convinto che quel gol preso al 92esimo sia stato la chiave per quelle partita lì. Partivamo da una situazione di svantaggio. La delusione della partita d’andata la ricordo bene, lo spogliatoio cupo che poi si è trasformato in carica positiva. Non so se non avessimo preso quel gol all’ultimo secondo se avremmo fatto quella partita al ritorno”.

Gilardino: “Quella stagione giocai spesso tante partite fuori casa in Champions League, penso sia giusta la cosa detta da Ambro sul gol all’ultimo. Si creò un qualcosa di grandioso insieme alla gente che riempì San Siro”.

Ambrosini sui tifosi: “Ci sono partite che sono diverse dalle altre. San Siro era stracolmo già all’inizio ed è una cosa che all’estero non succede e ci dovrebbero invidiare. Mi sono commosso perché vivevo la tensione del momento in una maniera differente. Mi sono goduto prima quello che sarebbe successo insieme ai tifosi”.

Gilardino: “Mi ricordo che dormii pochissimo la sera prima. Per me era la prima volta che ero in una squadra che si giocava la finale di Champions. In quella serata ci fu un oceano di folla che ci ha accompagnato allo stadio”.

Ambrosini sulla partita giocata da Capitano: “Le parole non riescono a venirti fuori bene. Io sono arrivato ragazzino e il mio impatto è stato traumatico. Sono arrivato con Baresi, Savicevic, Donadoni, gente di cui collezionavo figurine fino a poco tempo prima. Il primo allenamento è stato un sogno. Giocare quella partita da capitano è stato incredibile”.

Gilardino sulla scaramanzia: “Io avevo un paio di scarpe che mi portavo dietro da diversi anni che non usavo più che emanavano un flusso magico. C’è tanta attenzione nei particolari che non si parla tanto in quelle partite. La squadra sapeva affrontarle”.

Ambrosini sulla rimonta: “La speranza c’era ma non ce lo aspettavamo. Loro sapevano di venire a giocare contro i più forti di tutti e questo ha pesato per loro. Se poi ci metti una squadra determinata con quel pubblico, allora non poteva non andare in quel modo”.

Gilardino su Ancelotti: “Il mister era talmente bravo a gestire le partite e altrettanto bravo a stimolare con le parole giuste chi doveva subentrare. Entrai con grande carica, ci fu quell’opportunità e andò bene”.

Ambrosini sull’assist a Gilardino: “Io non facevo tanti assist, non mi ero nemmeno reso conto che avesse tutto quello spazio. In quel momento andava fatta quella giocata senza stoppare. Poi lui ha dovuto fare quella corsa, ha avuto il tempo di ragionare ma è stato freddo e lucido”.

Gilardino: “Non penso di aver mai fatto una cavalcata così lunga. E’ stata una situazione talmente veloce e sono stato freddo a tirare in porta. L’esultanza è stata una liberazione, ci tenevo ad essere determinante in quella partita e devo dire grazie anche alla squadra”.

Ambrosini su Gattuso: “Giocavamo in un modo un po’ particolare. A me non piaceva andare sulla fascia, Rino doveva far quasi l’ala destra. Lui in alcune situazione arrivava dove tu non ce la facevi. Quella sera poi potevi mandarlo a fare di tutto”.

Gilardino su Kakà: “Kakà era il più forte, abbinava potenza velocità e tecnica, era all’apice della sua carriera. Bisogna sottolineare anche il centrocampo: bastava un’occhiata tra tutti, è stata la fortuna di mantenere uno zoccolo duro per anni”.

Gilardino su cosa si è portato dietro da Ancelotti: “La sua pacatezza, la sua serenità, la sua disponibilità nel rapportarsi con i giocatori. Non lo ha fatto solo al Milan, ma ovunque, vincendo tanto”.

Gilardino: “Era un sogno quella serata, fin da bambino uno gioca per divertirsi ma anche per ottenere obiettivi. Dopo la partita andammo a festeggiare e fu una serata che ricordiamo”.

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