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Milan, Donadoni: “Vlahovic e Gosens? Colpi che danno fastidio ai tifosi”

Roberto Donadoni, ex giocatore del Milan (credits: Getty images)

Roberto Donadoni, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le parole dell'allenatore

Salvatore Cantone

Roberto Donadoni, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Il tecnico ha parlato della più stretta attualità rossonera: "Vlahovic e Gosens? Stare al palo e vedere giocatori del calibro di Vlahovic finire altrove può dare fastidio, però il tifoso rossonero deve prendere atto che il club va per la sua strada. Una strada che ti ha riportato in Champions dopo anni e ti vede oggi al secondo posto".

Vero, ma una Juve rinforzata non mette a rischio il piano per tornare in Champions?

«Di sicuro aumenta la competitività. Ma non dimentichiamo che è la Juve a dover inseguire chi sta davanti e non viceversa».

Però il Milan ha perso un titolare come Kjaer e non l’ha ancora sostituito.

«Un duro colpo, ma il mercato non è finito e per me qualche spiraglio per un’occasione last minute c’è. Sono sicuro che la società ci stia ancora lavorando. Il Milan sinora ha sopperito bene con Romagnoli, Gabbia e Kalulu. Se poi pretendiamo come lo scorso anno un acquisto alla Tomori, che per me è l’unico centrale di livello superiore in rosa, allora le cose sono più complicate: chi ha un giocatore del genere difficilmente lo vende a gennaio. È già capitato una volta...».

In estate il Milan rischia fortemente di perdere a zero sia Kessie che Romagnoli. Dopo Donnarumma e Calhanoglu... Non è un po’ troppo?

«La società si è comportata in modo coerente, ma per un accordo bisogna essere in due. Chiaro che non monetizzare con una cessione quattro profili del genere sarebbe un vero peccato a livello di cassa. Mentre sul piano tecnico, non si può negare che il Milan abbia, per esempio, sostituito Gigio alla grande con Maignan e sia nella stessa posizione di classifica dello scorso anno».

Addirittura era partito meglio del 2020-21. Poi però c’è stato un calo: a cosa è dovuto?

«Le tante assenze hanno pesato e qualche passo falso è stato fatto, ma alla fine Milan e Napoli hanno tenuto lo stesso ritmo. È stata piuttosto l’Inter ad accelerare negli ultimi due mesi e non è una sorpresa, essendo la squadra più attrezzata per vincere il campionato».

Non è il caso di pensare già al dopo Ibra? È arrivato Lazetic, ma ha solo 18 anni...

«Credo che il Milan ci stia ragionando. Ibra quando sta bene fa ancora la differenza, ma ha quasi 41 anni e per quanto sia un highlander, la carta d’identità non fa sconti a nessuno. Gli infortuni sono la naturale conseguenza».

C’è qualcuno di questo Milan che avrebbe giocato nel suo?

«Difficile dirlo e mi permetta, nemmeno giusto domandarselo. Il Milan è una squadra molto giovane, formata da elementi di qualità che sono in crescita, ma che necessitano ancora di tempo per arrivare al loro top. Come Tonali, Bennacer e Leao».

Si riparte subito col derby contro l’Inter, quanto sarà importante per il Milan?

«Tanto e non solo per la classifica. Vincere con la squadra più forte del campionato aumenterebbe l’autostima. Viceversa, perdere costringerebbe i rossoneri a guardarsi alle spalle con un po’ di ansia».

Donadoni, ma il Milan ci arriva nelle prime quattro?

«Penso che sarà una lotta serrata con Napoli, Atalanta e Juve sino alle ultime giornate. Ma sì, sono ottimista: il Milan tornerà di nuovo in Champions». Intanto sta per arrivare un bomber che vuole solo il Diavolo.

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