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Milan, Baresi: “Leao può restare per tanti anni. Su De Ketelaere e Kalulu…”

Renato Panno

Franco Baresi, vicepresidente onorario rossonero, ha parlato del passaggio di proprietà, di Rafael Leao, del derby Milan-Inter e non solo

Franco Baresi, vicepresidente onorario rossonero, ha parlato del passaggio di proprietà, di Rafael Leao, del derby Milan-Inter e non solo. Queste le dichiarazioni rilasciate a 'La Gazzetta dello Sport'.

Il club sta iniziando un nuovo capitolo e si apre ulteriormente al mondo: che effetto le fa? “L’augurio è che ci sia quella continuità che c’è stata con Elliott. Ci saranno tutte le opportunità per continuare a far bene. L’auspicio è che il Milan rimanga sempre ad alti livelli e continui questo progetto. Da quando è arrivato Elliott sono stati fatti passi giganteschi, la squadra è cresciuta, i bilanci sono migliorati, ora il Milan è una società solida e con i conti a posto. Una cosa fondamentale e credo che chi subentra farà lo stesso”.

Possiamo dire che il Milan ha preso la strada giusta per il calcio del futuro? “Le proprietà devono essere attente a tutto e investire nel modo giusto. Noi in questi anni abbiamo dato l’esempio, con investimenti ben fatti, col risanamento e rivalutando i giocatori arrivati. Non solo: in un contesto simile sono arrivati persino i risultati. Tutto questo ha risvegliato l’entusiasmo nei tifosi, verso cui abbiamo responsabilità”.

Sarà un Milan con un Dna sempre più internazionale. “Il Milan ha da sempre un brand internazionale, un fascino dovuto alla sua storia e ai suoi successi, e le proprietà, anche se straniere, conoscono bene il valore del nostro marchio. Quindi arrivano con entusiasmo e voglia di far bene”.

A proposito di cambiamenti, fra i progetti più importanti c’è anche il nuovo stadio: le scapperà la lacrimuccia nel dare addio a San Siro? “Bisogna essere bravi a guardare avanti, il calcio corre velocemente. San Siro è stato la mia casa per vent’anni e sarà sempre un ricordo indimenticabile, ma oggi il calcio ha bisogno di altre prospettive e l’asset stadio è sempre stato un obiettivo della nuova proprietà. Averlo sarebbe fantastico”.

Lei è una bandiera del Milan, ma non è l’unica all’interno del club: Maldini si è ormai impossessato del suo nuovo mestiere. “In questi anni ha dimostrato la sua competenza, facendo un bellissimo lavoro. Ha investito nei giovani di prospettiva e di qualità, ha formato coi suoi collaboratori un gruppo importante”.

Passiamo alle faccende di campo: che cosa racconta la partita di due giorni fa? “Quando inizi a giocare spesso può capitare di incappare in prestazioni in cui non riesci a fare ciò che pensi, e che sai fare. Non bisogna fasciarsi la testa, occorre dare la giusta importanza alle cose”.

Che tipo di derby potrebbe essere? E quanto “sposta”? “Immagino una partita molto equilibrata, con due squadre che arrivano convinte dei propri mezzi. Dobbiamo essere tranquilli e fiduciosi nel nostro gioco, che è quello che ci ha fatto vincere lo scudetto”.

A proposito: ci dica il motivo migliore grazie al quale il Milan potrebbe bissare lo scudetto. “Noi dobbiamo pensare a come l’abbiamo vinto, questo scudetto. Ovvero con il gruppo e il gioco. Quando la squadra gioca da squadra, ne hanno tutti giovamento. Restiamo una squadra giovane, ma ormai anche con una certa esperienza e abbiamo la possibilità di esser protagonisti come un anno fa”.

Come giudica il Milan che esce da questa campagna acquisti? “La società si è mossa dove c’era bisogno di rinforzare la rosa. Dirigenti e allenatore sono sempre stati in sintonia, la rosa è migliorata e questo era l’obiettivo”.

Ci risponda con lo sguardo del difensore: se l’aspettava un’esplosione simile da Kalulu? “È arrivato come terzino e invece è riuscito a esprimere tutte le sue qualità da centrale. Ha acquisito molta sicurezza, aiutato dalla squadra. Quando c’è compattezza ne beneficiano tutti, lo so per esperienza diretta. Pierre si è ritagliato un ruolo importante e la cosa mi fa molto piacere”.

Lo stesso ruolo a cui è chiamato De Ketelaere: l’ha stupita in questi primi scorci? “È un talento, con grandi qualità. Occorre un po’ di pazienza, dargli la possibilità di inserirsi. Non si può pretendere che le giochi tutte al top”.

Quale futuro le piacerebbe per Leao? “Credo sia felice di essere al Milan, e credo possa restare ancora tantissimi anni”.

Il giorno del raduno Pioli ha fatto il nome di Bennacer: lei chi “segnala” per questa stagione? “Non penso ci possa essere un nome solo, sarebbe limitante. Se abbiamo fatto l’impresa scudetto significa che tutti hanno dato un contributo enorme. La difesa è cresciuta, Maignan anche, Giroud e Leao hanno fatto gol importanti, Tonali una stagione straordinaria, Bennacer si è confermato. Non vedo un nome sopra gli altri. Semplicemente, dobbiamo essere consapevoli che abbiamo l’opportunità di fare ancora bene”.

A proposito di Pioli. Ci parli di lui a ruota libera: la prima cosa che le viene in mente? “È arrivato con umiltà, si è messo in gioco e nel momento difficile del lockdown è stato bravo a coinvolgere i giocatori fino a portarli allo scudetto, ovvero dove nessuno in partenza pensava che il Milan avrebbe potuto arrivare. È il suo grande merito”.

In Champions l’obiettivo minimo sono gli ottavi? “È stato un buon sorteggio. E comunque il Milan deve sempre pensare al meglio. Anche l’anno scorso nel girone di ferro eravamo convinti di fare bella figura, è un’esperienza che ci aiuterà a esprimerci al meglio”.

Come vorrebbe che finisse il derby? Vogliamo risultato e marcatore. “No, per carità, lo sapete che queste cose non si chiedono…”. Calciomercato Milan: tutti gli acquisti e le cessioni della sessione estiva

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