INTERVISTE

Albertini: “Tonali via dal Milan? Grande giocatore, ma 70 milioni …”

Daniele Triolo Redattore 

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan, ha parlato della cessione di Sandro Tonali e del mercato rossonero alla Gazzetta dello Sport

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan, ha parlato in esclusiva a 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. Ecco, dunque, tutte le dichiarazioni dell'ex Metronomo del centrocampo rossonero negli anni Novanta.

Milan, Albertini alla 'rosea' sulla cessione di Tonali e sul mercato

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Sull'effetto che fa l'addio di Sandro Tonali al Milan: «Più che effetto, parlerei di riflessione: il nostro campionato è diventato una vetrina per i giovani talenti, lo dice la legge del mercato. Comincerei dall’eliminare il termine “bandiera” dal nostro vocabolario .... Con l’addio di Tonali il Milan ha perso un grande giocatore, su questo non ci piove. È vero anche, però, che 70 milioni sono tantissimi: il prezzo reale di un giocatore lo fa chi ha la disponibilità economica e un club come il Milan di oggi si trova davanti a due strade, o prendi altri giocatori da 60-70 milioni da affiancare a Tonali oppure lo vendi per reinvestire e creare altro valore. I rossoneri hanno scelto la seconda opzione».

Sull'eventualità che la decisione del Milan di cederlo sia stata corretta: «Oltre al valore tecnico, Tonali garantiva lo spirito di appartenenza che in una grande squadra fa la differenza. Tuttavia si può vincere anche rinunciandovi, quello che conta è creare sentimento: guardate il Napoli dell’anno scorso. Ha venduto giocatori simbolo, legatissimi all’ambiente come Insigne, Koulibaly e Mertens ma ha vinto lo Scudetto dopo 33 anni grazie a grandi intuizioni e allo spirito creato da Spalletti».

Albertini sull'arrivo al Milan di Ruben Loftus-Cheek dal Chelsea: «Parliamo di un centrocampista fisicamente imponente e abituato ai ritmi altissimi della Premier. Se saprà inserirsi velocemente, per Pioli è un’ottima soluzione».


Su Tijjani Reijnders: «Ho l’impressione che stia nascendo una squadra più muscolare, più europea se vogliamo. Reijnders ha buoni numeri e può essere l’uomo giusto per ripartire, ricordiamoci che per un po’ mancherà anche Bennacer ...».

Su cosa potrebbe dare, eventualmente, Yunus Musah ai rossoneri: «Sia lui che Reijnders arrivano da due campionati dove si gioca un calcio molto propositivo. Il Milan di Pioli in questi anni ha dimostrato di saper giocare e di divertirsi, vedo un filo conduttore nella strategia della società. E vedo soprattutto un Pioli davvero più coinvolto: ho l’impressione che mai come in questo mercato l’allenatore possa essere determinante nella scelta degli obiettivi».

"Vorrei Scamacca al Milan. Pulisic? Le motivazioni fanno la differenza"

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Sulla possibilità di vedere Davide Frattesi al Milan prima che optasse per l'Inter: «È un ottimo giocatore, moderno: si inserisce, cerca la porta, ha personalità. Ma se cambi squadra devi farlo volentieri, e da quello che ho letto in questi giorni il suo gradimento era indirizzato verso l’Inter ...».

Sulle chance di vedere Christian Pulisic indossare la maglia rossonera: «Un rinforzo che ci sta. Il talento non si discute, le motivazioni possono fare il resto: al Milan può sentirsi protagonista e troverà meno concorrenza che al Chelsea. E poi i precedenti recenti incoraggiano, no? Tomori, Giroud .... Chi non trova spazio al Chelsea, al Milan si rilancia alla grande. Spero solo che facciano presto. È una questione di inserimento, vale per Pulisic e per tutti gli altri obiettivi rossoneri. Ogni giorno trascorso a Milanello è un mattone in più per costruire il nuovo Milan: respirare l’aria del club vale forse più degli schemi e dei moduli da assimilare».

Sul centravanti che vorrebbe vedere al Milan tra Álvaro Morata, Gianluca Scamacca, Boulaye Dia, Loïs Openda e Jonathan David: «A me piace Scamacca, per due motivi. Primo, perché al Sassuolo ha fatto intravedere delle qualità importanti e le difficoltà vissute in Premier possono renderlo più maturo, più forte. Seconda cosa, è giovane: può diventare un ottimo investimento».

Su Rafael Leão che, con il numero 10 sulla schiena, potrà prendere il posto di leader che era di Zlatan Ibrahimović: «Deve. Il talento, se sei al Milan, deve essere una missione: ora Rafa deve diventare Michael Jordan che prende il tiro da tre all’ultimo secondo. E sono sicuro che non si sottrarrà al compito».

Albertini sul Milan che ha mandato via Paolo Maldini per affidarsi agli algoritmi sul mercato: «Sull’addio di Paolo non entro nel merito ma, certo, mi ha colpito: Maldini è molto di più della competenza del suo ruolo, che peraltro ha dimostrato di avere. Sulla tecnologia a supporto del mercato la scelta non mi stupisce: i numeri oggi li usano tutti, conta saperli interpretare».

Infine, sulla stagione di mister Stefano Pioli: sarà la più difficile? «Sarà la più stimolante». Milan, un colpo da 90 per la fascia destra >>>