Milan, Abbiati: “Supercoppa Italiana a Pechino nel 2011, ecco i miei ricordi”

MILAN NEWS – Christian Abbiati, ex portiere del Milan, ha parlato della Supercoppa Italiana vinta a Pechino contro l’Inter. Ecco i suoi ricordi

di Renato Panno, @PannoRenato
Christian Abbiati Milan

MILAN NEWS – Intervenuto attraverso la app ufficiale del Milan, Christian Abbiati ha raccontato i suoi ricordi incenerenti alla Supercoppa Italiana vinta dal Milan a Pechino contro l’Inter. Le sue parole:

Sul viaggio: “I viaggi sono quasi tutti lunghi. Chi è più fortunato riesce a dormire tutto il tempo sull’areo, chi è meno fortunato legge, ascolta musica o gioca a carte. Io sono uno di quelli che appena sale sull’areo si addormenta.”

Sull’accoglienza: “L’accoglienza la vedi subito in aereoporto: vedi le persone tutte in fila a chiedere gli autografi ed è molto piacevole.”

Sul caldo: “C’è una grossa umidità. Io, dato che non ero un giocatore di movimento, lo accusavo un po’ meno. Penso che i giocatori soffrissero molto di più quelle temperature”

Su un portafortuna: “Avevo un piccolo rosario nella parte destra della gamba e diciamo che mi portava fortuna”

Sui tifosi cinesi: “Mi ricordo che i tifosi di Milan e Inter avevano intonato un coro in italiano a favore delle proprie squadre”

Sulla punizione di Snejider: “Ero convinto di averla presa, ma la palla andò sul palo interno. Secondo me non avrei dovuto prendere gol, sono stato molto critico nella mia carriera”.

Su Ibrahimovic: “Aveva più motivazione e giocare contro l’ex squadre ti fa venire voglia di far vedere quanto vali. I vari campioni sono quelli che in allenamento danno il 100% come se fosse una partita. Le qualità le vediamo tutti, però la differenza la fa quella. E tutt’ora, alla sua età, è competitivo”.

Sulla partita: “Quello che ricordo è che il Milan ha meritato la vittoria finale. Nella ripresa, quello che mi è rimasto in mente, è che l’Inter è entrata in campo cambiando modulo di gioco e noi siamo riusciti ad avere più occasioni e ribaltare il risultato”.

Su Zambrotta: “Zambro è uno spettacolo, sembra serio ma è scemo anche lui (ride, ndr). Il suo curriculum parla da solo, ha giocato da per tutto e ha vinto. Come persona non c’è da dire nulla, è un grandissimo uomo”.

Sui festeggiamenti: “Quelli nuovi erano molto più entusiasti. Penso che le emozioni siano nella strada che percorri per raggiungere l’obiettivo”.

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