MILAN NEWS

Marchegiani: “Milan, un errore non sostituire Kessie. Su Tatarusanu…”

Enrico Ianuario

Luca Marchegiani, ex portiere e oggi opinionista di 'Sky Sport', ha rilasciato delle dichiarazioni sul Milan in vista del derby contro l'Inter

Intervistato da 'Tuttosport', Luca Marchegiani ha rilasciato una lunga intervista in vista del derby di domenica tra Inter e Milan. Queste le dichiarazioni dell'ex portiere.

Marchegiani su che derby sarà: "Una partita fondamentale per le due squadre. Non credo più di tanto per la classifica, come lo è stata nell'ultimo campionato, ma perché Inter e Milan stanno attraversando un momento cruciale della loro stagione e credo che, esattamente come l'anno scorso, le conseguenze di questa partita potrebbero essere determinanti nella prosecuzione del loro percorso".

Se la finale di Supercoppa può essere un fattore: "Lo è al 90% perché è stata una gara giocata troppo poco per essere stata dimenticata ed è stata anche una partita che ha detto tanto, vista la differenza che c'è stata tra le due squadre. Per questo credo che i giocatori se la portino dentro quella gara: chi per voglia di rivalsa, chi avendo maturato la convinzione di sentirsi superiore".

Se l'idea di Pioli di ripartire con il 4-3-3 è giusta: "E' chiaro che il Milan deve cambiare qualcosa perché le ultime tre sconfitte sono state deflagranti. Il Milan non è che negli ultimi due anni non sia mai caduto, ma ha sempre avuto la capacità di rialzarsi velocemente. Che le difficoltà si ripetessero per tre partite così importanti e in modo così evidente non era mai capitato, perciò è chiaro che qualcosa debba succedere e che non si possa aspettare che la situazione passi da sola. Motivo per cui, credo sia indispensabile che Pioli provi a dare nuove certezze e stimoli nuovi alla squadra. Il rovescio della medaglia è che non è che ne abbia molti di centrocampisti il Milan..."

Se è un problema che ha origine in estate: "Si perché il Milan ha perso un giocatore importante come Kessie e non l'ha sostituito: Pobega ha fatto bene quando è stato chiamato in causa, ma è ancora un giocatore di un altro livello rispetto al collega. In più nel derby non avrà pure Bennacer quindi non è neanche facile cambiare modulo mettendo un centrocampista in più perché qui non si tratta di arretrare Brahim Diaz di trenta metri..."

Marchegiani su come si spiega questo black-out: "Le ragioni sono molteplici: sicuramente il Milan è una squadra che non è in una grande condizione, né fisica, né mentale e non ha i giocatori che l'anno scorso l'hanno guidato alla vittoria dello scudetto: Leao sta così così, Theo Hernandez non è più lui dopo il Mondiale, Maignan non c'è proprio. In più, tanti giocatori che probabilmente non hanno vissuto una stagione magica, oggi si sono normalizzati".

Marchegiani su Maignan: "Il rendimento di un portiere dipende molto dal rendimento della squadra e viceversa, per questo non direi che Tatarusanu è costato dei punti al Milan. Io dico che il Milan in questo momento non ha idea di quello che sia la solidità difensiva e che è una squadra che non può iniziare una partita pensando di non subire gol, come era diventato quasi automatico nella seconda parte dell'ultima stagione. E se hai la certezza di non prendere gol, questo ti permette anche di gestire la partita con più pazienza e con la consapevolezza che, prima o poi, l'occasione giusta ti può capitare. Quello di ridare un minimo di solidità difensiva alla squadra secondo me è il primo aspetto su cui Pioli deve lavorare".

Ancora su Maignan: "Detto che i problemi del Milan sono molto più complessi, è chiaro che lui e Tatarusanu hanno una dimensione diversa: il francese è stato scelto per sostituire Donnarumma dopo aver vinto la Ligue 1 da protagonista; l'altro è un portiere di esperienza internazionale che ha fatto una buonissima carriera ma che in questo momento è un secondo che si sta giocando venti partite importanti, per giunta in un momento così difficile in un ruolo diverso rispetto a quello per cui è stato preso. Maignan poi ha delle caratteristiche che al Milan mancano perché lui, quando è in campo, trasmette la sua personalità e la sua leadership ai compagni e pure al pubblico, in più è un portiere che gioca molto bene con i piedi e, rispetto a Tatarusanu, sa gestire benissimo ogni situazione che ti pone la partita. Non a casa il Milan oggi non riparte più con la stessa efficacia che aveva quando c'era Maignan in porta. Per il resto non è che Maignan parasse e Tatarusanu non para: ridurla così è sbagliato dal mio punto di vista".

Marchegiani su Lukaku: "E' una situazione molto delicata: molto dipende da qual è il livello di potenziale che è in grado di esprimere Lukaku. Se è vicino al suo massimo, va reinserito anche rischiando di lasciare fuori un giocatore che è stato importante come Dzeko. Se non lo è, non c'è un motivo per non continuare a impiegare il giocatore che è stato il più continuo e più importante del reparto offensivo dell'Inter. Perché è vero che Lautaro ha fatto tanti gol ed è un centravanti fortissimo, ma nello sviluppo e nella creazione del gioco offensivo Dzeko in questo momento è quasi indispensabile. Per questo è difficile gestire il rientro di Lukaku. Detto ciò, sicuramente non lo si aiuta mettendolo dieci minuti dalla fine".

Marchegiani sulla differenza tra Onana e Handanovic: "Ho un'idea mia sull'argomento. E penso che per il modo che abbiamo in Italia di valutare i portieri, dove l'aspetto tecnico e la pulizia delle parate hanno un valore, beh io preferisco Handanovic ad Onana e non me ne voglia nessuno. Poi che anche per ragioni anagrafiche ci sia stata nella testa dell'Inter l'idea di sostituire Handanovic è comprensibile, ma stiamo parlando di un portiere che è forte. Quello che invece non ho ancora visto in Onana è l'affidabilità nel comportamento tra i pali. In una grande squadra il portiere nell'interpretazione delle varie situazioni di gioco deve essere altamente affidabile: io non so se ci stanno lavorando in allenamento e lui stia cercando di adattarsi dal punto di vista tecnico al nostro calcio, però finora è stato un po' un limite di Onana".

Se è l'anno buono per vedere un'italiana ai quarti di Champions: "Me lo auguro e penso che ne abbiamo la possibilità perché il sorteggio non è stato impossibile per nessuna delle tre: certo ci vorrà attenzione però una, due o forse tre me le aspetto ai quarti".

Se è più insidioso il Porto o il Tottenham: "Il Milan con il Tottenham non parte favorito però può batterlo perché è una squadra forte ma non è una corazzata come le altre squadre inglesi. L'Inter con il Porto parte avanti e l'insidia è proprio quella perché è vero che il Porto non ha il grande nome di altre avversarie, però è una squadra che è abituata a stare in Champions e che quello che sa fare, lo fa sempre bene. Se però pure l'Inter riesce a fare quello che sa fare, secondo me è più forte e dovrebbe passare. Però non può giocare sotto al massimo perché, soprattutto a casa loro, sono aggressivi e giocano bene". Milan, 8 giocatori in partenza: il punto sul mercato in uscita.

Clicca qui per: ESCLUSIVE | VIDEONEWS CALCIOMERCATOTWITCH |YOUTUBE