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Galliani: “Segreto della conquista della Serie A? La mia matta passione”

Galliani:
Adriano Galliani, Amministratore Delegato del Monza, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla promozione in Serie A da parte dei brianzoli

Enrico Ianuario

Per la prima volta nella sua storia, il Monza parteciperà al campionato di Serie A. Avrà un sapore speciale per Adriano Galliani, il quale non ha mai nascosto la sua gioia nell'aver centrato la promozione nella massima serie con i brianzoli. In vista dell'imminente inizio del torneo, lo stesso Galliani ha rilasciato delle dichiarazioni a 'Il Giornale'.

Sulla scalata del Monza: "Indico due date per capire al volo: nel 2017 il Monza era in serie D, nel 2020 in Lega pro, adesso in serie A. Non solo. All’atto dell’acquisto di Fininvest del club, il 28 settembre 2018, la tribuna est dello stadio risultava chiusa dal 2001, lo stadio dichiarato inagibile, il centro sportivo addirittura abbandonato. Pensi: tra i cespugli incolti di Monzello trovammo anche la carcassa di un’auto. Sabato 13 agosto per il debutto riapre anche la tribuna est. Il segreto? Il primo è molto semplice: le risorse dell’azionista aggiunto alla passione di un matto come me!"

Sulla promozione sfiorata negli anni passati: "Tante volte, troppe volte, ho sfiorato questo traguardo storico, 4 volte per la precisione, a cominciare dal 76/77 per finire al 2021. E indovinate chi c’è voluto per tagliare dopo 110 anni di storia questo traguardo? Silvio Berlusconi, naturalmente".

Se è stato più difficile vincere con il Milan o la promozione con il Monza: "Guardi che la spiegazione è elementare e non vuole sminuire l’impresa epica realizzata in 31 anni rossoneri. Prima di noi il Milan aveva già vinto tutto, scudetti e coppe. Il Monza non era mai stato in A: per questo motivo la considero una conquista più complicata. E per uno come me che ha alle spalle 45 anni da dirigente sportivo di cui 41 al fianco di Silvio Berlusconi a cui sono sempre grato, non c’è nulla di più entusiasmante".

Galliani sui tanti italiani presenti in rosa: "È una filosofia che discende direttamente dal presidente Berlusconi e fu inseguita anche ai tempi del primo Milan, con la trattativa per Vialli come esempio. Poi c’è l’aspetto romantico. Uno dei primi ad arrivare è stato Pessina, nato calcisticamente nel Monza e diventato il nuovo capitano. Adesso è sui giornali il titolo su Petagna che presi a 14 anni dalla Triestina per il settore giovanile del Milan. E c’è una gran bella scoperta: con tutti gli agenti e i calciatori con cui discutiamo, non abbiamo mai ricevuto un no perché siamo una neo-promossa".

Su Berlusconi: "È già atteso per il debutto col Torino, sabato sera. Il presidente è impegnatissimo in politica ma trova sempre il tempo per chiamarmi, più volte al giorno, per informarsi ed essere aggiornato sul mercato. È diventato un grande tifoso e posso garantire che il Monza occupa un posto molto in alto nella classifica delle sue priorità".

Sugli acquisti: "Da capo azienda bisogna alzare l’asticella, sempre. Al Monza anche nel recente passato non abbiamo mai dato premi ad personam ma collettivi e a risultato raggiunto. Così tutti i contratti di nuovi acquisti sono o prestito secco oppure prestito legato alla permanenza in A. È stato difficile far digerire la modalità alle altre società ma alla fine ci siamo riusciti. Ho evitato anche di prendere svincolati perché avremmo risparmiato sul cartellino ma ci saremmo ritrovati con stipendi pesanti per molti anni sulle spalle". Milan, si riparte contro l'Udinese: le ultime sui rossoneri.

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