Filippo Galli: “Milan? C’è poca chiarezza, vanno chiariti i ruoli”

Filippo Galli, ex responsabile del settore giovanile del Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella diretta con il giornalista Luca Serafini

di Salvatore Cantone, @sa_cantone
Filippo Galli

NEWS MILAN Filippo Galli, ex responsabile del settore giovanile del Milan, ha parlato in diretta su Instagram con il giornalista Luca Serafini. Ecco cosa ha detto: “Ripresa del campionato? Ci sono FIFA e UEFA che sicuramente spingono perchè i campionati vengano portati a termine in qualche modo, però mi sembra inopportuno e penso che ci siano delle priorità. Continuare a fare uscire ipotesi credo che sia anche poco elegante. Aspettiamo che ci siano un po’ più di certezze. Io ho la sensazione che si vada a settembre, però è solo una mia sensazione. E’ inutile far uscire proposte, perchè sembra che non ci sia serietà di fondo. Questo è un peccato per le istituzioni, il messaggio che arriva alla gente rischia di essere sbagliato”.

Sulla dirigenza del Milan: “Indubbiamente vanno chiariti i ruoli, le mansioni e chi decide cosa. Quello che traspare è che ci sia poca chiarezza al Milan, poi non so fino in fondo come stiano le cose. Credo che un amministratore delegato possa andare a parlare con un allenatore. E’ come se una volta Galliani dovesse chiedere il permesso a Braida per poterlo farlo. Dopodichè non lo so, sinceramente sono beghe di cui preferirei non parlare e preferirei che si risolvessero per il bene del Milan. Pioli stava facendo un buon lavoro e cominciavano ad esserci dei risultati”.

Sul calciatore con cui è diventato più amico: “Non ho grandi frequentazioni con i miei ex compagni, però se devo fare dei nomi direi Tassotti, Giovanni Galli, Nuciari, Roby Donadoni e Pietro Virdis”.

Sul calciatore con cui si è trovato meglio in campo: “Per me il riferimento è sempre stato il capitano, Franco Baresi: in partita e in allenamento è stato un esempio”.

Sulla partita più bella con il Milan: “A me piace ricordare anche il primo Scudetto con Sacchi e anche la notte di Barcellona nell’89, con le strade piene di milanisti. La mia partita personale? Indubbiamente Atene contro il Barcellona: fu la partita della mia consacrazione e in quella stagione ero diventato titolare, poi sono legato anche ad altri momenti in rossonero. Il Barcellona era favorito, ma facemmo la partita perfetta”.

Su quanto ci vorrà a vedere il Milan tornare a lottare ad alti livelli: “Sono ottimista, secondo me un paio di anni. Bisogna essere ottimisti, soprattutto in questi momenti”.

Su un aneddoto mai raccontato: “Forse l’ho già raccontato, ma è sempre bello. Eravamo un tavolo di stupidi con Simone, Nava, Weah e forse Albertini e abbiamo messo lo stuzzicadenti sul cuscino della poltrona quando stava per sedersi Simone. Solo che lo stuzzicadenti si infilò nella coscia e lui il giorno dopo non giocò perchè aveva questo ematoma sul flessore della coscia. Non uscì mai questa cosa, lui aveva detto che era scivolato nel bagno. Poi ci sono le stupidaggini che facevamo nel primo anno di Sacchi: siccome non ci piacevano tanto gli allenamenti di Arrigo e di Pincolini, facevamo cose strane come quando feci i 1000 metri a piedi nudi insieme a Carletto Ancelotti”. Intanto Cutrone parla della sua esperienza con il coronavirus, continua a leggere >>>

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