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INTERVISTE

Kaladze: “Al Milan nove anni stupendi, con la Juventus la vittoria più bella”

Matteo Boninsegna
Kakhaber Kaladze, ex difensore del Milan, ha ricordato la sua esperienza in rossonero, e non solo, ai microfoni di radio Serie A

Kakhaber Kaladze, ex difensore del Milan, si è concesso ai microfoni di Radio Serie A. L'attuale sindaco di Tiblisi, capitale della sua Georgia, intervistato dal noto giornalista Alessandro Alciato, ha toccato diversi argomenti, parlando anche di alcuni suoi ex compagni in rossonero come Andriy Shevchenko e Paolo Maldini, suo grande idolo. Le sue dichiarazioni.

Sul passato da calciatore: "Nonostante il presente mi impegni molto, il passato non lo voglio dimenticare. Ringrazio il Milan che mi ha dato la possibilità di vincere tutto e gli sarò per sempre grato. Da piccolo ero appassionato di calcio, figlio di un ex calciatore che mi portava spesso allo stadio; ho iniziato a muovere i primi passi nella scuola calcio del paese dove vivevo, per poi spostarmi alla Dinamo Tbilisi e a 16 anni giocare come professionista. Come tutti i ragazzi, avevo dei riferimenti che seguivo: i miei erano Maradona e Paolo Maldini. Ero un bambino quando Maldini giocava, avevo in camera i suoi poster; era il mio idolo e Dio mi ha dato la possibilità di giocare con lui. Da piccolo ho sempre sognato di diventare un calciatore, anche se non mi rendevo conto delle difficoltà e dei sacrifici che servono per arrivare ad alti livelli. I miei compaesani non si aspettavano di vedermi vincente in un top club anzi, in paese quando ci trovavamo per giocare, mi dicevano che ero scarso. La chiave del successo è il lavoro, nel mio caso lo stimolo di voler dimostrare a tutti che si sbagliavano. Io devo ringraziare anche chi mi ha sempre screditato perché grazie a loro ho trovato lo stimolo per riuscire a fare bene".

Sul post indipendenza in Georgia: "Gli anni '90 sono stati un periodo difficile per la Georgia e l'Ucraina: non c'erano luce, gas e il cibo era poco reperibile. In Georgia ci sono state diverse guerre e abbiamo vissuto periodi difficilissimi; i miei genitori non riuscivano a portare il pane in tavola. Anche per i calciatori era molto difficile: economicamente il Paese era in crisi e giustamente la gente si concentrava su quelle che sono le vere priorità; c'era poco spazio da dedicare allo svago e allo sport. Io volevo diventare calciatore anche per avere maggior disponibilità economica e per aiutare la mia famiglia. Ai miei figli parlo spesso di quel periodo buio e loro faticano a credere che il nostro Paese e la gente che lo viveva, abbiano passato momenti così difficili".

Su Shevchenko: "Io e Shevchenko abbiamo fatto stagioni importanti con la Dinamo Kiev: eravamo giovani, forti e motivati, avevamo un grande allenatore e la squadra lavorava bene. Quando lui andò al Milan, ci fu molta curiosità: la società aveva grandi aspettative e lui non le deluse; già dalla prima stagione dimostrò di essere molto forte. Dopo un anno e mezzo lo raggiunsi. Avevo avuto contatti con il Bayern Monaco; andai a Monaco dove avrei dovuto firmare il contratto, ma tornato a Kiev, Rezo Chokhonelidze mi disse che sarei dovuto andare a Milano per firmare il contratto con il Milan. Parlai con Galliani e trovai subito l'accordo per un contratto iniziale di cinque anni. Ero felicissimo di poter giocare in un club con una storia importante".


Sul Milan: "Sono stati 9 anni bellissimi. Ci sono sicuramente stati momenti bassi segnati anche da brutti infortuni, ma con il Milan ho vinto tutto quello che si poteva vincere: due Champions League, Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa Europea, Intercontinentale, abbiamo vinto tutto. La nostra era più una famiglia che una squadra con a capo un grande Mister: Carlo Ancelotti. La vittoria più bella è stata quella di Manchester contro la Juventus nella finale di Champions League. Il calciatore che più ho apprezzato è stato Maldini: un grande calciatore, un grande campione, ma ancor prima un grande uomo e questa è la cosa più importante. Rino Gattuso è un altro grande uomo; ci divertivamo molto a fargli scherzi perché lui era molto permaloso. Ho una gag divertente da raccontare che lo riguarda: una mattina eravamo a Milanello per la consueta seduta di allenamento; aveva piovuto molto la sera prima e appena scesi in campo con Rino, vedemmo una lumaca sul prato; gli dissi che se l'avesse mangiata, gli avremmo dato 10.000 euro, e lui lo fece. Noi ovviamente non gli abbiamo mai dato i soldi pattuiti. Con tutta la squadra andavamo a cena tutti insieme quasi tutte le sere, eravamo davvero tanto uniti. Se penso al Milan di oggi penso a una bella squadra che mi auguro possa rimanere in alto in classifica per potersi giocare la prossima Champions League. Servono acquisti importanti per poter essere competitivi anche in Europa. Non riesco a immaginare un Milan senza Maldini e un Maldini senza Milan. Lui ha fatto bene, ha fatto acquisti importanti e con lui hanno iniziato a crescere; la decisione di allontanarlo è stata molto strana".

Sul dramma legato a suo fratello: "Mi ha segnato molto; questa è una ferita che non si rimarginerà mai. Questa vicenda mi ha cambiato molto, dal punto di vista psicologico ho sofferto davvero tanto. Per di più io ero solo a Milano e la mia famiglia era qua; mi chiamavano quotidianamente piangendo. Io sapevo di non potermi abbattere, di dovermi far sentire forte per loro. In quel periodo ho sentito molto il sostegno dei miei amici che ringrazierò per sempre. Senza questa vicenda sono sicuro che avrei potuto rendere ancora di più in campo, ma il destino non si cambia. Abbiamo ricevuto tante richieste di riscatto, anche da chi non c'entrava nulla con il rapimento. Gli anni '90 sono stati davvero un periodo bruttissimo, che fa male ricordare. Oggi la Georgia è un Paese totalmente diverso. Uno dei miei figli ha il nome di mio fratello, questa era una promessa che mi ero fatto e così è stato".

Sull'esperienza al Genoa: "Al Genoa sono stati due anni bellissimi; la prima stagione fu meravigliosa. Gasperini è un allenatore in grado di prepararti al meglio per le partite; ci faceva dare il massimo durante le intense sedute d'allenamento senza però farci sentirci stanchi e sempre con la voglia di non mollare mai. Di Genova ho davvero ricordi meravigliosi. La tifoseria è sempre stata presente, molto calda e unita; loro vivono per il Genoa e questo lo si percepisce; lo stadio è bellissimo".

Sull'intraprendere una carriera politica: "Non è stata una decisione semplice, ma l'ho fatto per il mio Paese. Avevo ancora un anno di contratto, ma decisi di ritirarmi prima perché sapevo che la mia terra aveva bisogno di me. Nel 2012 abbiamo fatto campagna elettorale vincendo le elezioni parlamentari e a oggi governiamo il Paese. Da 7 anni sono sindaco di Tbilisi; sento una grossa responsabilità perché questa è una città con molti abitanti e molti problemi. Questa città va visitata per essere capita: ci contraddistingue l'ospitalità georgiana che va vissuta per sapere quanti e quali valori ci contraddistinguono; abbiamo mare, montagna, ottimo cibo e vino. Sono in carica fino al 2025 e ho molti progetti importanti da voler realizzare; penso solo a migliorare la mia città".

Su Kvaratskhelia: "È un bravissimo ragazzo; parlo molto anche con suo padre che è una persona davvero unica. Prima del suo arrivo a Napoli mi sono messo in contatto con la dirigenza partenopea per parlargli di Khvicha e per fargli capire quanto sia una persona meravigliosa; poco dopo mi hanno chiamato per ringraziarmi. Lui per la Georgia è un giocatore importantissimo; tanti bambini che sognano di diventare calciatori lo vedono come un esempio da seguire e anche per la Nazionale è fondamentale. Io gli auguro di arrivare in un club ancora più rinomato, gli auguro di vincere la Champions League e di realizzare tutti i suoi sogni".

Su Gilardino: "Sta facendo un grande campionato, fa giocare molto bene la squadra. È una grande persona e si sta dimostrando anche un grande allenatore". LEGGI ANCHE: Clamorosa indiscrezione sul possibile ingresso di PIF nel Milan: le ultime news >>>


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