Coronavirus, Rooney: “Taglio stipendi: noi trattati come capri espiatori”

Coronavirus, Rooney: “Taglio stipendi: noi trattati come capri espiatori”

Wayne Rooney, attaccante e consulente tecnico del Derby County, si è lasciato andare ad un duro sfogo sul ‘Times’: ecco le sue dure parole sul tema

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Wayne Rooney Derby County

NEWS DALL’ESTEROWayne Rooney, classe 1985, ex attaccante di Everton e Manchester United in Premier League, nonché dei DC United in MLS, è tornato, a gennaio, in patria per indossare la maglia del Derby County, club che milita in Championship e del quale è anche consulente tecnico dell’allenatore olandese Phillip Cocu.

Rooney, ex capitano della Nazionale inglese, è da qualche settimana anche editorialista del ‘Times‘ e, attraverso le sue colonne, si è sfogato sul tema del possibile taglio degli stipendi ai calciatori a causa della pandemia da coronavirus: “Il modo in cui è stata trattata la vicenda è una vergogna”, ha infatti esordito il calciatore britannico.

Rooney, ben felice di offrire un supporto, si è infatti chiesto: “Perché all’improvviso i calciatori sono i capri espiatori? L’annuncio della proposta da parte dei club di Premier League di voler ridurre del 30% gli stipendi aumenta la pressione sui giocatori se dicono di non essere d’accordo. Si parla sempre di giocatori ricchi. Mi è sembrato strano, perché ogni altra decisione è stata presa a porte chiuse e non capisco perché questa vicenda doveva essere annunciata pubblicamente. È come far vergognare i giocatori, costringerli in un angolo in cui devono pagare il conto per le entrate perse”.

Rooney ha inoltre affermato che il contributo della Premier League di 20 milioni di sterline al Servizio Sanitario Nazionale inglese (NHS) è stato “una goccia nell’oceano rispetto a ciò che i giocatori sono stati invitati a rinunciare. È vero che i calciatori sono ben pagati e potrebbero rinunciare ai soldi, ma si dovrebbe valutare caso per caso. Qualcuno potrebbe dire ‘posso permettermi un 30%’, un altro solo il 5%. Siamo facili bersagli”. LE PAROLE DI IVAN GAZIDIS SUL CORONAVIRUS >>>

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