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INTERVISTE

Cessione Milan, Ambrosini: “Maldini e Pioli vanno confermati. Su Ibra…”

Massimo Ambrosini, ex giocatore AC Milan (credits: Getty images)

Massimo Ambrosini, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni

Salvatore Cantone

Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco cosa ha detto Ambrosini: "Cessione Milan? Se le cifre sono quelle che leggo, Elliott sta per fare un grande affare: realizzare un guadagno di circa 150 milioni in un arco temporale così breve, a mio avviso, è una grande operazione".

L’affare sarà solo per Elliott o anche per chi arriverà dopo?

«Oggi il Milan è un club con i conti in ordine, tornato competitivo. Corre per vincere il campionato ed è rientrato in Champions dopo sette anni di assenza. Mi auguro che le garanzie che Investcorp ha dato all’attuale proprietà vadano in questa direzione e che si possa finanziare un processo di crescita».

Ambrosini è fiducioso?

«Un fondo di investimento lavora per valorizzare un asset, logico che chi vuole il Milan operi per accrescerne il valore, anche a livello di risultati».

Mantenendo lo stesso assetto a livello dirigenziale?

«Tra i meriti di Elliott c’è quello di aver scelto gli uomini giusti. A livello gestionale e tecnico. Maldini e Massara hanno costruito una squadra da vertice, valorizzando il materiale a disposizione. Pioli ha fatto altrettanto guidando il gruppo con una idea di gioco chiara e sempre propositiva. È difficile pensare che chi subentrerà alla proprietà attuale non voglia introdurre qualche figura di riferimento, ma il punto di partenza penso debba essere la conferma dei vertici attuali».

Avanti con Pioli anche se non dovesse vincere lo scudetto?

«L’analisi tecnica non può essere condizionata da quello che succederà in proprietà. Il Milan ha portato avanti un progetto che ha dato dei frutti, e Pioli è tra i principali artefici».

Si aspetta un mercato più aggressivo?

«Ampliare il budget per allargare la platea di rinforzi è una soluzione. Detto questo, non servono rivoluzioni: la base è ottima e va puntellata rinforzando le zone del campo in cui il Milan ha sofferto di più. Un esterno destro, un trequartista e un centravanti».

Suggerimenti?

«Mi piace Darwin Nuñez del Benfica, ma tutto dipenderà da quali cifre saranno investite. Nkunku del Lipsia è un altro profilo che mi stuzzica».

Sulle richieste eccessive di rinnovi Elliott ha mostrato il pugno di ferro.

«Scelta condivisibile. È anche vero però che se vuoi avere meno incognite per raggiungere i risultati, qualche concessione devi farla... È una questione di obiettivi: questo Milan è stato costruito per tornare in Champions e restarci, vedremo a cosa mirerà il prossimo».

Il Milan di Mr. Li, nel 2017-18, spese oltre 200 milioni ma arrivò sesto. Cos’ha insegnato quella esperienza?

«Che gli stravolgimenti non portano alle vittorie. Ma questo è un altro Milan, non ci sono rischi simili: oggi c’è una struttura chiara e funzionante».

Della quale fa parte anche Ibra. Lo vede anche in un Milan targato Investcorp?

«Se sta bene perché no? Se Zlatan deciderà di andare avanti, non sarà per fare la figurina. In questo senso la nuova proprietà potrà stare serena: andrebbe a confrontarsi con un uomo ben consapevole di quello che può ancora dare».

Capitolo scudetto: il ko nel derby di Coppa inciderà?

«Non direi. Da qui in avanti i le sfide reali da vincere saranno quelle contro le avversarie delle ultime cinque giornate. Da calciatore, cercherei di tradurre lo spirito di rivalsa post derby in energia per lo scudetto». Intanto possibile colpo dal Real Madrid.

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