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Borghi: “Ecco perché andai via dal Milan. Su Sacchi e Berlusconi…”

Renato Panno

MILAN NEWS - Claudio Daniel Borghi venne acquistato dal Milan senza mai giocare in prima squadra. Ecco i suoi racconti e retroscena su quel periodo

MILAN NEWS - La storia di Claudio Daniel Borghi al Milan è del tutto particolare. Arriva in rossonero nel 1987 ma non gioca mai in prima squadra per un semplice motivo. All'epoca era possibile tesserare soltanto due stranieri in rosa e, vista la presenza di Marco Van Basten e Ruud Gullit, fu costretto ad andare via per ovvi motivi. L'ex giocatore ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di 'Gianlucadimarzio.com' in cui parla del suo passato rossonero. Ecco le sue dichiarazioni: "Ho dei bei ricordi. In quegli anni era difficile arrivare in Europa, perché potevano essere tesserati solo due stranieri. Sono arrivato in un club potente come il Milan, in un momento complicato".

Su Berlusconi: "Non mi ha mai fatto notare la sua preferenza nei miei confronti. Ricordo che stava molto attento a dei piccoli, ma grandi dettagli, come la cura per i denti o l'abbigliamento. L'immagine che dava un giocatore del Milan era molto importante per lui. Si preoccupava di tutti i giocatori. Non mi era mai successo con altri presidenti".

Sull'addio al Milan: "Quando arrivai al Milan mi dissero che se avessi giocato bene il Mondialito sarei rimasto e così è stato. Venni nominato miglior giocatore del torneo. Sacchi poi fece benissimo con Gullit e Van Basten: mi sono trovato a competere con due grandi campioni e quindi sono dovuto andare via".

Su Sacchi: "Era particolare nei modi e nello stile. Ho letto un'intervista poco tempo fa in cui Van Basten disse che amava Milano ma non Sacchi (ride, ndr). Era molto esigente, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto fisico. Chissà, forse non avendo giocato a calcio non capiva che a volte esagerava. Però i risultati gli hanno dato ragione. Ha rivoluzionato il calcio italiano e vinto tutto".

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