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Bierhoff: “Nel calcio meno avidità. Rangnick? Sarei contento di vederlo al Milan”

Alessio Roccio

Lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport dall'ex attaccante tedesco Oliver Bierhoff: ecco le sue principali dichiarazioni

NEWS MILAN - Lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport dall'ex attaccante tedesco Oliver Bierhoff: ecco le sue principali dichiarazioni.

Sul particolare momento: il calcio deve farsi da parte?

"No, non deve farsi da parte. Il calcio ha una funzione importantissima, quella dell'emozione. In Germania si dice che la Nazionale è l'ultimo fuoco attorno al quale tutta la gente si riunisce, ma oggi tutto il calcio è quel fuoco. Il calcio serve come esempio e può dare una gioia. Può aiutare. Noi ad esempio coi calciatore della Nazionale abbiamo aperto una fondazione per donare 2,5 milioni. L'aiuto non sarà solo economico ma anche psicologico".

Sul suo stipendio ridotto il 18 marzo: gesto per evitare tensioni?

"E' stato un gesto simbolico e giusto. Corretto accettare di avere di meno anche nei confronti della Federazione, degli operai, della gente che lavora. Si può andare avanti anche con meno, non cambia la nostra vita".

Come cambierà il calcio?

"Calerà  il mercato e si abbasseranno i prezzi. Un calciatore a fine contratto, come ad esempio Mario Gotze, non potrà più aspirare a prendere le stesse cifre di prima. Fino ad ora c'era una velocità altissima nel calcio, si voleva sempre di più e ognuno pensava che si dovesse sempre guadagnare da ogni situazione. L'avidità come primo principio. Adesso si ricomincerà a un livello più basso. In molti saranno contenti anche solo di avere un lavoro. Una felicità nuova".

Sulle partite a porte chiuse: il male minore?

"Sì, sono dell'idea che questa stagione debba essere portata a termine, magari mandando in ferie i calciatori adesso per giocare in estate, spostando la finestra di mercato e i contratti. Sulle folli negli stadi mi dispiace per i tifosi, però ci sono 3 motivi per cui il calcio debba essere accettato anche a porte chiuse. Primo: i diritti tv sono più importanti delle entrate del botteghino. Secondo: tutti vogliono finire i campionati (in Italia non è proprio così..) per non lasciare la stagione a metà. Terzo: la gente si è stufata di vedere in televisione Germania-Italia del passato".

Ralf Rangnick: un profilo da Milan?

"E' un personaggio che ha dimostrato di avere idee chiare e va sempre a mille all'ora. Tuttavia, deve trovare un ambiente disponibile al 100% ai suoi metodi e magari mostrare tolleranza. Sarei comunque contento se un tedesco tornasse al Milan". Queste, invece, le belle dichiarazioni di Kakà sui ricordi rossoneri>>>

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