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Albertini: “Milan, con Ibra e Leao per l’impresa. Simeone? Meglio Pioli”

L'intervista di Demetrio Albertini (ex centrocampista AC Milan) a 'La Gazzetta dello Sport' | Milan News (Getty Images)

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan ma anche dell'Atlético Madrid, ha parlato della partita di Champions League di domani sera

Daniele Triolo

Demetrio Albertini, ex centrocampista del Milan ma anche dell'Atlético Madrid, ha parlato in esclusiva ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola. L'ex 'Metronomo' del Diavolo ha parlato della partita di domani sera in Champions League, in programma alle ore 21:00 al 'Wanda Metropolitano' di Madrid, ma non soltanto. Ecco le sue dichiarazioni integrali.

Albertini sul retroscena dopo la partita di andata a 'San Siro': "Dopo il 2-1 di Luís Suárez al 97', a 'San Siro', mi telefonò il Presidente dell'Atlético Madrid, Enrique Cerezo, quasi scusandosi per la rimonta. 'Demetrio, mi dispiace per il tuo Milan, ti capisco. Noi per un gol nel recupero abbiamo perso una finale di Champions ...'".

Albertini sulle possibilità che il Milan passi il turno in Champions League: "Il tifoso che c'è in me direbbe che è impossibile passare il turno, anche se una fiammella di speranza continuerebbe a bruciare. Da osservatore, invece, parto con una certezza: questo Milan può fare i punti che gli servono, è nelle sue corde".

Albertini sui suoi legami con l'Atlético Madrid: "Mi hanno appena invitato ad assistere alla partita allo stadio. Purtroppo non riuscirò. Ho giocato a Madrid un anno, ma si è creato qualcosa di speciale. Per due motivi. Primo, la professionalità che portai con me dall'Italia. Rimasero colpiti specialmente perché arrivavo da anni ed anni di successi con il Milan. Secondo, quel gol nel derby contro il Real Madrid. Episodi così non segnano solo una partita, ma anche il rapporto con il club e i suoi tifosi".

Albertini sui concetti di 'Cholismo' e 'Piolismo': "Diego Pablo Simeone ha ottenuto risultati importanti. Stefano Pioli sta costruendo per arrivarci. In ogni caso, quando vedi giocare le loro squadre riconosci un marchio di fabbrica, è il loro successo più bello. Se devo scegliere tra i due stili, il gioco di Pioli mi diverte di più ...".

Albertini sull'Atlético Madrid che si aspetta domani sera: "Vedremo il solito Atlético granitico e compatto, che va a rubare palla per ripartire con tanta qualità nei singoli. Se il Milan riuscirà a giocare come gli piace, ovvero nella metà campo avversaria, lo metterà in difficoltà. I rossoneri oggi fanno paura a squadre più quotate come l'Atlético in Europa".

Albertini su Zlatan Ibrahimović che può fare la differenza: "Ibra può fare la differenza in qualunque torneo. Ovviamente, dovrà essere supportato dai compagni. Più lo tengono vicino alla porta, meglio è".

Albertini su chi potrà essere l'uomo in più del Milan domani sera: "Rafael Leão. Ha già dimostrato cosa può fare all'andata, deve trovare continuità a certi livelli".

Albertini su chi farebbe giocare tra Sandro Tonali, Franck Kessié ed Ismaël Bennacer a centrocampo: "Vado per esclusione. Tonali mi piace moltissimo ed è in crescita, a Kessié non rinuncerei mai".

Albertini su Kessié che può andare via a parametro zero: "Apprezzerei se facesse una scelta professionale e non economica. Restare al Milan oggi vuol dire sposare un progetto di crescita nel tempo. Magari non vinci la Champions l'anno prossimo, ma tra qualche anno sì. Tonali ha ragionato in questo senso, Alessio Romagnoli mi pare faccia lo stesso".

Albertini sul Milan che può accelerare in Serie A qualora uscisse dalla Champions: "La Champions misura la competitività di una rosa. Se il Milan dovesse passare, vorrebbe dire che i suoi giocatori reggono il doppio impegno. Se uscirà, l'esperienza maturata in coppa tornerà buona per lo Scudetto. E fisicamente saranno più freschi".

Albertini sulla sconfitta di Firenze come incidente di percorso: "Una serata 'no' ci può stare. Sarei più preoccupato se avessero perso giocando male ...".

Albertini sul Napoli senza Victor Osimhen e sull'Inter che si riavvicina: "Perdere un uomo-gol può pesare tanto. Però penso anche che 4 punti di vantaggio, in una Serie A così livellata, non sono pochi. E il Milan ha sempre un vantaggio: gioca così e infila risultati da due anni. La continuità paga".

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