Milan-Juventus Femminile, Katia Serra: “Rossonere competitive, ma…”

Milan-Juventus Femminile, Katia Serra: “Rossonere competitive, ma…”

Katia Serra, commentatrice tv e grande esperta di calcio femminile, ci ha parlato di Milan-Juventus, big match che si giocherà domani al Brianteo

di Redazione

MILAN FEMMINILE – La prima forza del campionato contro la seconda. Le due squadre che segnano di più nel finale di gara. Le migliori difese del campionato. In una parola: Milan-Juventus, il biglietto da visita più suggestivo che possa offrire in questo momento la Serie A Femminile. Katia Serra, Responsabile AIC del Calcio Femminile, Consigliera della Divisione Femminile in Figc e commentatrice e opinionista televisiva ci ha raccontato in esclusiva la gara di domani, che si giocherà domani alle ore 15 presso lo Stadio Brianteo di Monza: “Ganz dev’essere audace, Guarino paziente. I fattori possono essere le palle inattive e le ripartenze. Occhio agli errori individuali”.

Katia, giochiamo un po’ con questa partita. Tre fattori decisivi in Milan-Juventus.

“Subito domande impegnative (sorride, ndr). Partiamo dalle palle inattive: è un fondamentale dove la Juve può far davvero male. Le ripartenze possono essere l’arma del Milan. L’errore individuale quello che fa saltare il banco e mutare la partita”.

Vesti i panni di Maurizio Ganz: come te la giochi?

“Mettiamola così: da una parte l’arte dell’audacia per il Milan, dall’altra quella della pazienza per la Juve. Se sono Ganz schiero dal primo minuto anche Salvatori Rinaldi: voglio trasmettere un messaggio positivo e offensivo. Equilibrio sì, ma fiducia al massimo: cercando di utilizzare le corsie esterne e riempiendo l’area con due attaccanti di razza come Giacinti e, appunto, Salvatori Rinaldi”.

Ok, cambiati: sei Guarino adesso…

“La Juve deve avere appunto l’arte della pazienza. Di una squadra che sa interpretare i momenti della partita mostrando consapevolezza e maturità. Senza essere influenzata da quello che farà il Milan”.

C’è una squadra tra le due che arriva meglio a questa partita?

“Partiamo da un presupposto. La Juventus ha complessivamente una rosa fortissima, che continua a maturare, e collaudata. Anche i cambi dalla panchina possono fare la differenza. Il Milan dalla sua ha un grande entusiasmo. L’avvio di campionato è stato grandioso nonostante abbia cambiato tantissimo. Il 3-0 dell’andata dello scorso anno può generare un circolo virtuoso nella testa delle giocatrici. E, fattore non trascurabile, meno calciatrici rossonere sono state impegnate in trasferta con le varie nazionali”.

Ti aspettavi un Milan così competitivo sin da subito?
“Si e no. Sì per il potenziale, no perché pensavo ci fosse bisogno di più tempo, visti i tanti cambiamenti estivi. Il limite rossonero può essere la rosa corta, ma un allenatore come Ganz può trasmettere tanta esperienza di alto livello anche nella gestione delle giocatrici”.
Ti convince la scelta di puntare sempre di più su allenatori uomini, come Ganz, nel calcio femminile?
“E’ un problema che non mi pongo. Mi spiego: quello che conta è la competenza e la professionalità, non il genere. E se ex calciatori di alto livello (ovviamente che hanno maturato già esperienze come allenatori, non buttati a caso) possono portare una mentalità che aiuti il movimento a crescere mi chiedo: perché no?”.
Dove sono più impattanti le due squadre?
“La difesa della Juve, se recupera Gama e Sembrant, è di livello totale. Ovvio che se ne dovesse mancare anche solo una le cose cambiano. Il Milan ha un centrocampo stravolto rispetto allo scorso anno ma che è compatto in fase di non possesso e in grado di donare imprevedibilità in costruzione”.
Difesa (le due migliori), o attacco (tra i più prolifici). Chi vince?
“Per me sarà una partita tiratissima. Con emozioni ma non necessariamente tanti gol”.
Chi ha più da perdere?
“La Juventus sicuramente. E’ la squadra più attrezzata e inevitabilmente la favorita. Il Milan ha dalla sua un entusiasmo incredibile”,
Il fattore Brianteo può far la differenza?
“Può dare una grande spinta. Il Milan ha già mostrato nel derby quanto i tifosi possano aiutare. Anche la Juve ha sempre un grande seguito. Sarà bello da vedere”.
Niente San Siro nonostante la pausa campionato. Ti convince come scelta?
“Step by step. Domani mi auguro di vedere il Brianteo pieno: sarebbe il messaggio che siamo sulla strada giusta per arrivarci, a San Siro. Lo spero: non voglio venga dispersa tutta questa energia che si è creata nel 2019”.
Hai paura che possa succedere?
“Dipende dall’interesse di tutti. Da come il movimento viene portato avanti per raggiungere gli obiettivi. La speranza è che altri club professionistici si impegnino a pieno nel femminile, mi riferisco a piazze come Bologna, Palermo, Genova, Napoli, Lecce. Che creino strutture, bacino, affezione”.
Quindi vorresti una Serie A allargata, magari a 14 squadre?
“Assolutamente no. Le società nuove devono partire dal basso: costruire, vincere i campionati, crescere gradualmente. L’attuale format a 12 squadre è perfetto perché garantisce la qualità tecnica delle partite, che richiedono ancora un processo per avere il loro assestamento definitivo”.
Milano, Torino, Roma e Firenze: quattro piazze importanti per trainare il sistema…
“Per trainare tutto il movimento. Questo è importante. Ripeto, arrivasse magari anche qualche altro club, sarebbe ancora meglio. Ma queste piazze sono fondamentali per la cassa di risonanza della nostra Serie A”.
Parlavi di movimento: cos’ha portato il Milan entrando nel femminile?
“Ha dato tanto. Un bacino di tifosi importante, una presenza costante sui social, un affetto e un entusiasmo che era difficile prospettare. Speriamo si protragga nel tempo”.
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