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ESCLUSIVA PM – Serafini: “Aspettiamo i cinesi senza pregiudizi. Berlusconi? Epopea irripetibile”

Il giornalista Luca Serafini

Luca Serafini, giornalista sportivo e tifoso del Milan, in esclusiva a 'PM' per parlare di closing, dei 31 anni di presidenza Berlusconi e del derby

Daniele Triolo

"Quest'oggi, poco dopo le ore 14:00, il Milan è stato ufficialmente venduto da Fininvest alla Rossoneri Sport Investment Luxembourg, società presieduta da Yonghong Li, il quale è divenuto nuovo proprietario del Milan mettendo dunque fine a 31 anni di presidenza di Silvio Berlusconi. Per parlare della situazione societaria del Milan, in continua evoluzione, abbiamo contattato in esclusiva il giornalista sportivo, e tifoso rossonero, Luca Serafini.

"Dott. Serafini, quali sono le sue impressioni sul closing finalmente andato in porto oggi? “Quello che ci si aspettava da tanto tempo, finalmente si è concluso. Per quello che mi riguarda, non rientra nel mio mestiere esprimere valutazioni economiche sull'operazione. Speriamo di essere finiti in buone mani. L'operazione, va detto, è stata condotta in maniera strana, nei dettagli e nella comunicazione: aspettiamo questo nuovo gruppo al varco, senza essere prevenuti o scettici. Vediamo che armi hanno da mettere sul tavolo, e soprattutto, capire che filosofia, strategia e programmi avranno. Spesso sono più importanti del mercato”.

"Intanto, si è conclusa l'epoca di Silvio Berlusconi alla guida del Milan. Cosa lascia in eredità il Presidente uscente? “Quando Berlusconi prese il Milan, nel 1986, si presentò dicendo molte cose, e cominciò a muoversi in una direzione. Quasi tutto ciò che promise, lo ha realizzato, e più volte. Al di là dei successi sportivi, che sono sotto gli occhi di tutti, ha creato uno 'stile Milan', per esempio andandosi a complimentare nello spogliatoio avversario prima di entrare in quello rossonero. Berlusconi, poi, ha sempre avuto una strategia vincente sul mercato, la quale, non necessariamente, è stata perseguita spendendo vagonate di soldi. Basti ricordare come Marco Van Basten e Ruud Gullit furono due intuizioni di mercato costate pochissimo. La sua eredità, sicuramente, i 29 trofei in 31 anni, riassunto e dimostrazione lampante di tutto ciò che è stato fatto. Berlusconi ha segnato un'epopea irripetibile, non credo ci sarà mai un Presidente così in grado di vincere così tanto, soprattutto a livello internazionale. Ha perseguito degli obiettivi, li ha raggiunti con stile. Ci sono state cadute, certo, come quelle di Marsiglia (1991), quella del 2006, ma ha 'creato', anche, un dirigente come Adriano Galliani che ha saputo guidare la Lega Calcio, trattare i diritti televisivi. Era giunto, però, il momento di cambiare: la fine del ciclo”.

"La chiave vincente del Milan senza Berlusconi e Galliani? “Il Real Madrid ha sempre speso più di tutte, eppure per arrivare alla 'Décima', ci ha messo una vita. Nella sua vita Berlusconi ha vinto perché, prima di tutto, ha saputo scegliere gli uomini. Oggi, dopo 31 anni, finisce l'epoca di una società costituita da due uomini, Berlusconi e Galliani, filo conduttore di una società che ha cambiato, in più di trent'anni, appena da due direttori generali, Paolo Taveggia e Umberto Gandini, e due team manager, Silvano Ramaccioni e Vittorio Mentana. Non dimentichiamo che, senza questi ultimi cinque anni balordi, aveva esonerato appena tre allenatori in 26 anni. Nel nuovo Milan verrà a mancare questo 'lato umano', poiché non è stato creato un ricambio generazionale. D'altronde, conclusione inevitabile, per un Milan che, da un po' di tempo, somigliava molto ad un'azienda stanca e logora”.

"Qual è il ricordo più bello che la lega al Milan di Berlusconi? “Il primo giorno della presentazione della squadra ad Arcore, nel 1986: ero ragazzo, appena arrivato a 'Forza Milan', quel giorno ero con Maurizio Mosca. Andammo insieme ad Arcore, dov'era in programma un pranzo con i giornalisti. All'epoca non c'erano radio e tv private. Eravamo in pochi, mi sentivo importante, lavoravo in un mensile che vendeva 100mila copie, ma ero con una ventina di colleghi di testate più importanti. Berlusconi non era così popolare, si conosceva come immobiliarista ed imprenditore, e rimanemmo affascinati da quel pomeriggio. La squadra partì poi per il ritiro a Vipiteno, perché fu Arrigo Sacchi, poi, ad inaugurare quelli a Milanello. Noi rimanemmo lì con lui: Berlusconi si rimboccò le maniche e parlò con noi per un paio d'ore di tutto ciò che avrebbe voluto fare e che, nel tempo, ha poi realizzato davvero. Questo è il ricordo più dolce che mi porto: le squadre italiane mancavano dalla ribalta internazionale, e fu soprattutto grazie al suo Milan se le nostre carriere presero slancio”.

"Quali dovranno essere, a suo avviso, i primi passi dei cinesi? “Sicuramente rinnovare il contratto dell'allenatore. Io sono assolutamente montelliano. Sì, come tutti avrà commesso errori, nei cambi, nelle formazioni iniziali, ma non si può mettere in discussione Vincenzo Montella. Con questa squadra ha veramente moltiplicato pani e pesci, creato una mentalità, giocato belle partite contro le grandi, vinto un trofeo, valorizzato giocatori e ritrovato unità di intenti nello spogliatoio. Merita assolutamente di restare al Milan. Quindi, i rinnovi di contratto per Suso e Gianluigi Donnarumma. Dico più il primo, andando controcorrente, perché lo reputo un grandissimo giocatore, talentuoso. In un mondo ormai globalizzato, le bandiere contano relativamente: se ti si presentano con 100-120 milioni per un portiere, Donnarumma lo si può anche vendere, anche se ovviamente vorremmo tutti vederlo per 20 anni nella porta del Milan. Se poi i cinesi li bloccassero tutti e due, allora sì che dimostrerebbero intenzioni serie”.

"Conclusione dedicata al derby di sabato: la squadra risulterà deconcentrata dalla vicenda closing? “E' un anno e mezzo che la squadra è 'distratta' dalla situazione. Mi auguro che siano tutti coscienziosamente professionisti e pensino alla partita di sabato invece che al loro futuro professionale con i cinesi. Un mio pronostico? L'Inter ci ha abituato così bene che potrebbe persino vincere il derby e poi farsi scavalcare di nuovo la settimana dopo perdendo la prossima partita. Ma, siccome il Milan è un po' che non perde i derby, da buon tifoso rossonero, mi auguro di vincerlo e staccare i nerazzurri in prospettiva Europa League”.

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