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Cosmi: ‘Messias? Maldini e Massara mi chiamarono. Rinnovo Pioli strameritato’ | ESCLUSIVA

Cosmi: ‘Messias? Maldini e Massara mi chiamarono. Rinnovo Pioli strameritato’ | ESCLUSIVA

Serse Cosmi, ex allenatore di Crotone tra le altre, ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di 'pianetamilan.it'

Enrico Ianuario

Più di 900 panchine tra Serie A, Serie B e categorie inferiori e una Coppa Intertoto UEFA vinta con il Perugia. Stiamo parlando di Serse Cosmi, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di 'pianetamilan.it'.

Buon pomeriggio signor Cosmi. Questa mattina Stefano Pioli ha rinnovato il suo contratto con il Milan. Cosa ne pensa?

"Credo che non sia meritato, ma strameritato per tutti i motivi necessari per far sì che sia un rapporto destinato a durare. Ha lavorato benissimo, ha valorizzato al massimo una rosa che già era competitiva però composta da tanti giovani. Ha dimostrato di saper gestire nella maniera impeccabile un gruppo e allo stesso tempo di ottenere i risultati perché nell'ultimo anno e mezzo il Milan ha la squadra che ha ottenuto dei risultati straordinari, è anche tornato in Champions. Oltre ad aver centrato tutti gli obiettivi ha anche dato un'idea positiva di questo club".

Aggiungerei anche un'idea di gioco ben definita.

"Si, è chiaro. Anche sotto l'aspetto tattico è una squadra che piace, che gioca non tralasciando quello che è l'aspetto estetico. Si, intendevo dire sotto tutti gli aspetti".

Nella rosa di Stefano Pioli è presente anche un giocatore che lei conosce molto bene in quanto l'ha allenato al Crotone: Junior Messias. Ha deciso l'incontro di Champions League contro l'Atletico Madrid. Gol e vittoria all'esordio assoluto: quali sensazioni le ha suscitato tutto ciò?

"A livello emotivo è stata una bella emozione. La storia di Junior la conosciamo tutti, sembrava già un sogno che potesse giocare in Serie A. Da un punto di vista tecnico non ho avuto minimamente la sorpresa. Purtroppo per lui ha avuto tanti infortuni e ha giocato pochissimo però ha tutto per giocare in un grande club e fino a prova contraria il Milan è un grande club. Ho sempre detto che ero convinto perché le qualità tecniche, morali di questo ragazzo sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo essendo un ragazzo con il suo passato e non più giovanissimo inevitabilmente c'erano mille preclusioni nei suoi confronti. Però non ho mai pensato che fosse fuori luogo".

Adesso le speranze del Milan di proseguire il percorso in Champions sono vive grazie a Messias.

"Si, ma non vorrei riassumere il tutto in un solo episodio. Alla fine lui ha giocato neanche una partita per intero. E' stato infortunato e leggevo delle critiche assurde. Le critiche si fanno quando il giocatore gioca e non si esprime, ma se non ha mai giocato non riuscivo a capire le critiche. Mi dispiace perché in questa prima parte di stagione lui avrebbe potuto sfruttare le sue possibilità in virtù anche di diverse defezioni come l'indisponibilità di Brahim Diaz. Poteva essere una situazione che poteva avere dei vantaggi per lui, invece si trovava fuori e non ha potuto dimostrare il suo valore. In ogni caso i complimenti vanno fatti a Massara e Maldini. Gli artefici di questo Milan, oltre a Pioli, sono anche loro due. La scelta di Messias è stata 'contro corrente', loro però si sono basati su fatti reali. Conosco bene Massara e Maldini, quando volevano prenderlo mi chiamarono. Avevano capito le sue potenzialità e hanno messo la faccia. I veri artefici sono loro, un po' come Vrenna e Ursino che lo portano al Crotone prima in Serie B e poi in Serie A. Altrimenti va a finire che i meriti se li prendono gli altri, ma alla fine chi mette la faccia è la società".

Messias che è solamente uno degli ultimi capolavori compiuti sul mercato dalla coppia Maldini-Massara.

"Hanno fatto un lavoro incredibile. Se prendi un calciatore a 70 milioni è un conto, se lo prendi a 8 o in prestito con diritto di riscatto ne è un altro. Il loro lavoro è assolutamente straordinario in relazione alle possibilità economiche del Milan, club che può spendere meno rispetto ai grandi club d'Europa. Però è lì, è primo in classifica e con merito".

Come ha ben detto, il Milan è primo in classifica a pari merito con il Napoli. Secondo lei chi vincerà lo scudetto?

"Ad oggi le possibilità di veder vincere il Milan o il Napoli sono identiche. Stanno praticamente facendo un percorso in linea: se vince una, vince anche l'altra, se pareggia una, pareggia anche l'altra... Credo che l'unica che può inserirsi nella corsa è l'Inter. Per i nerazzurri è stata decisiva la vittoria con il Napoli. Se avesse pareggiato o perso non dico che sarebbe stata tagliata fuori però sarebbe stato un discorso molto più complicato. L'Inter è l'inseguitrice più accreditata, ma non mi sento di dire chi possa vincerlo tra Milan o Napoli".

Quindi Juventus fuori dai giochi?

"Si".

Considerate le parole di Dusan Vlahovic, il quale ha dichiarato di essere andato nello spogliatoio del Milan a parlare con Ibrahimovic al termine della partita contro la Fiorentina, potrebbe esserci una possibilità di vedere l'attaccante serbo in rossonero?

"Questo non lo so. Chiaro che il Milan ha bisogno di giocatori di quel livello, ma anche la Juve. Forse l'Inter è l'unica che in quel ruolo è coperta bene nonostante la partenza di Lukaku. Poi non credo che dipendano dai colloqui tra lui e Ibra, a meno che Ibrahimovic non decida di diventare il presidente del Milan (ride, ndr). Chiaro che lui è una figura importante per il club, però non dimentichiamoci che dietro ai calciatori ci sono anche i procuratori".

In merito alla sua carriera da allenatore, sulla panchina del Trapani ha ottenuto prima una salvezza, poi la promozione in Serie A sfiorata nella finale dei play off. Grazie a questi risultati ha ottenuto la cittadinanza onoraria, un premio che forse va oltre gli stessi risultati sul campo.

"E' stata un'esperienza incredibile, meravigliosa, che non ha prezzo. A Trapani ho fatto un'esperienza meravigliosa. Calcisticamente è mancato un epilogo che avremmo meritato, ovvero quello di portare la squadra per la prima volta in Serie A. Questo però passa in secondo piano rispetto a tutto quello che la città mi ha dato e quello che penso di aver dato anche io. E' un ricordo ancora vivo, sono passati diversi anni ma mi sembra ieri di aver vissuto questa emozione. L'unica cosa che aggiungo è che dopo aver sfiorato questa impresa non ho ricevuto nessuna richiesta di nessuna squadra, né di Serie A né di Serie B. Questo fa capire bene tante cose".

Quando la rivedremo in panchina?

"Se dipendesse da me mi avreste rivisto. Aspetto una chiamata per un motivo semplice: mi piace fare questo mestiere. Dopo quello che mi è successo negli ultimi anni, se non avessi questa passione avrei mollato. Invece continua ad esserci questa voglia dentro di me e aspetto una chiamata".

Si ringrazia il signor Cosmi per la disponibilità.

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