Conferenza Meite: “Sono nella squadra più forte” | LIVE News

ULTIME NOTIZIE MILAN LIVE NEWS – Meite, nuovo arrivo in casa Milan, presentato ufficialmente in conferenza stampa a Milanello.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi
Soualiho Meité AC Milan

CONFERENZA MILAN MEITE 

Le parole di Meite live nella conferenza di presentazione al Milan

ULTIME NOTIZIE MILAN LIVE NEWS – Amici di ‘PianetaMilan.it‘, benvenuti nel centro sportivo di Milanello dove tra poco, alle ore 14:00, andrà in scena la conferenza stampa di presentazione di Soualiho Meite, francese classe 1994. Meite è stato il primo colpo di calciomercato del Milan nella sessione di gennaio. Restate con noi per non perdervi neanche una dichiarazione in diretta di Meite in conferenza.

LIVE – LE PAROLE DI MEITE NELLA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE

Quasi tutto pronto, dunque, a Milanello per il live della conferenza stampa di presentazione di Dalot e Hauge. Potete seguirla sull’app ufficiale di A.C. Milan oltre che sul nostro sito web.

SI COMINCIA!

Se si sente difensivo o a tutto tondo: “Mi sento tutto, deve saper difendere e attaccare. Ho sempre giocato così, si toccano tanti palloni e mi piace molto”.

Sull’ingresso col Cagliari: “Ho sentito subito al primo allenamento l’ambiente. Tante parole, tanti discorsi. Mi è piaciuto tanto. Quando sono entrato ero libero, tutti parlavano, senza fretta. Mi è piaciuto”.

Sull’emozione: “È il momento più emozionante. Sono nella squadra più forte della mia carriera. Ci sono stati tanti giocatori. Siamo primi, c’è Ibra che fa ancora queste cose. Io da giovane posso solo seguirlo. Devo fare sempre di più”.

Se è l’occasione della sua vita: “Non dico della mia vita, ma sicuramente è una grande occasione. Al Milan bisogna cambiare modo di essere. Saranno mesi importanti”.

Cosa non ha funzionato al Torino: “Al Torino era differente perché era da tanto che non vincevamo. Nel primo tempo eravamo sempre avanti, poi andava sempre male. Era più una cosa mentale che altro”.

Qual è il suo punto di riferimento e l’impatto con Pioli: “Ci sono tanti giocatori che mi piacciono. Però come centrocampista, per essere più completo possibile prendo le qualità dei grandi, come Pirlo, Modric, Yaya Tourè. Guardo le partite e provo a migliorarmi. Pioli mi è piaciuto. Ha un modo di lavorare diverso. Quando abbiamo la palla siamo sempre in movimento e senza palla siamo sempre in pressing, sempre in avanti. È la cosa migliore”.

Sul numero 18 e sull’amicizia con Kessie: “Non ho scelto a caso il 18. Quando ho iniziato con la prima squadra era il mio primo numero. Quindi l’ho ripreso. Sono contento che ci sia Kessie perché mi fa sentire subito bene conoscere qualcuno”.

Cosa l’ha colpito del Milan e se pensa di essere al posto giusto nel momento giusto: “Ho avvertito subito un grande gruppo e un’emozione forte, un impatto forte. Anche se ci sono grandi campioni. Mi sono sentito subito nella squadra e tranquillo. Si può solo andare avanti”.

Le differenze tra Giampaolo e Pioli: “Sono modi diversi di lavorare. Pensano le cose diversamente. Non posso dire chi è meglio. È diverso il modo in cui vedono le cose. Con Pioli vanno bene, con Giampaolo vanno male”.

Le differenze con Kessie: “Sì, penso di poter fare il titolare. Sappiamo tutti che c’è concorrenza. Io devo solo lavorare bene. Devo farmi trovare pronto e conquistare il posto da titolare”.

Cosa ha provato quando ha saputo del Milan: “Ero molto contento. Mi cercavano altri club, ma quando ho saputo dell’interesse del Milan sono voluto venire subito qui”.

PM – Quando ha saputo del Milan: “Era prima della partita di campionato. Il mio procuratore mi ha chiamato e mi ha detto che dovevamo parlare con Maldini. Avevo finito l’allenamento ed ero molto contento. Lì ho capito che si poteva fare”.

Sull’abbinamento con i compagni: “Conosco le mie qualità. Con il 4-2-3-1 creo il 4-1-2-3. Qui c’è tanta mobilità. Non conosco bene i miei compagni, ma mi piace e mi sono sentito bene subito. Il calcio è una lingua. Se la capisci va bene, sennò è complicato”.

Il compagno che l’ha colpito di più: “Tutti giocavano bene. Al primo allenamento era più tattica che gioco, quindi tutti bene”.

Sulle trecce come Gullit e sulla somiglianza con Desailly: “Quando sento il nome di Gullit a me fa piacere, anche se non l’ho visto giocare. Sappiamo tutti che è un grande giocatore e mi fa molto piacere. Conosco Desailly perché sono francese, è un bel giocatore, però lui è lui e io sono io. Ha fatto bene, però io devo scrivere la mia storia”.

Sui tanti impegni subito: “Mi sento pronto, devo esserlo. Non sono venuto qui perché la città è bella e siamo primi. Siamo primi e deve rimanere così. Non posso stare così e dirmi che è tutto bello. No, devo fare di più. Chi è già qui ha fatto belle cose, ora devo farlo anche io”.

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