Cessione Milan, La Scala: “Fininvest ingaggi dei manager veri. Sui cinesi …”

Cessione Milan, La Scala: “Fininvest ingaggi dei manager veri. Sui cinesi …”

Giuseppe La Scala, Presidente dell’Assemblea dei Piccoli Azionisti del Milan, furioso con Fininvest per la piega che sta prendendo la cessione del club

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Giuseppe La Scala, Presidente dell’Assemblea dei Piccoli Azionisti del Milan, furioso con Fininvest per la piega che sta prendendo la cessione del club. Queste le sue dichiarazioni integrali, rilasciate ai microfoni dell’inviato di ‘Pianeta Milan’, Luca Fazzini:

“Che effetto ha fatto l’assemblea odierna? Lo stesso effetto di dicembre, moltiplicato per due. Noi abbiamo sollevato una questione antropologica: a dicembre abbiamo fatto delle domande a Fininvest sul closing, un’operazione che serve al Milan, e sulle quali Fininvest continua a non rispondere. Tra cinesi e Fininvest c’è un patto di ricapitalizzazione importante, poiché a fine anno ci troveremo un bilancio in passivo di 75 milioni. Se Fininvest, invece di dare risposte a noi, Piccoli Azionisti, che non contiamo niente, si fosse risposta da sola alle domande, a sé stessa, forse non saremmo arrivati qui. Il tema della consistenza della cordata cinese riguarda innanzitutto Fininvest, ma anche un problema dei cinesi. Chiedo a Marco Fassone ed ai suoi mandanti cinesi di mettersi la faccia, in modo formale, e di raccontarci tutto ciò che è successo: chi si è sfilato, se queste autorizzazioni non sono mai arrivate, se sono state realmente chieste, se l’operazione fatta all’estero ha dei problemi. Nel mondo degli affari, dell’economia, ad un certo punto qualcuno deve metterci un volto ed una voce, non prima delle trattative. C’è già un preliminare, chiediamo trasparenza. Se poi il mercato è quello delle squadre di calcio porta effetti disastrosi sui tifosi: è 2-3 giorni che stiamo tirando giù i milanisti. Il nostro popolo non ha eguali. I cinesi, se ci sono, hanno ragione: la portata che il Milan ha dal punto di vista mediatico è senza pari, ma non si può approfittare di questa situazione per continuare con quest’assenza di trasparenza. Nella lettera aperta scritta da noi a SES e Fininvest avevamo scritto che i cinesi, oltre a dimostrarci di avere i soldi per poter pagare le quote, avrebbero dovuto dimostrarci che avevano i soldi per pagare i 75 milioni di euro di debiti che ci saranno a bilancio. Poi bisogna andare dalle banche a trattare per i 220 milioni di euro di debiti pregressi che Fininvest non potrà garantire, e poi bisognerà fare la campagna acquisti. 80, 100, 130 milioni? Rimarremo a batterci per entrare in Europa League? I cinesi dovranno avere un super business plan: in questo piano tutte queste cose dovrebbero esserci scritte. Devono spiegarci tutto questo. Fininvest deve spiegarci tutto questo. Berlusconi, ed il suo modo di fare impresa, ormai è stravecchio. Quando abbiamo detto che non è un caso che il Milan sia in queste condizioni adesso, è perché non è un caso che anche per Berlusconi passino gli anni. E’ un uomo di 80 anni, ha un amministratore delegato di 70, ed in 150 anni in due non si amministra una società calcistica in questo modo, in un mondo del calcio che è cambiato e cambia ogni giorno. Vi pare che gli standard di management del Milan siano allo stesso livello di quelli delle migliori società del mondo? In quelli del Real Madrid, del Barcellona, del Manchester United, del Chelsea, vedete lo stesso spirito manageriale che c’è al Milan? Se lo vedete, fatemelo notare, perché non lo vedo. Dieci anni fa eravamo la terza società per ricavi al mondo, negli ultimi 4 anni ci siamo persi un terzo del fatturato e dei ricavi. Questo significa che non si va da nessuna parte. Per questo abbiamo detto: salta questa trattativa? Può darsi, perché magari i cinesi non sono consistenti? Va bene, si riparta da capo, magari si chieda un prezzo minore. Nel frattempo, però, per cortesia, si faccia una cosa che una società come Fininvest può ovviamente fare: ingaggi dei manager veri e si faccia un ‘turn around’. Fininvest è proprietaria di Mediaset e Mondadori, è impossibile che non si ritrovi la possibilità di avere dei manager di altissima qualità che possano impostare un concreto piano di salvataggio del Milan: c’è bisogno di questo, ed è un piano che ricostituirebbe un’alleanza con i tifosi del Milan. Se Fininvest oggi fa saltare la trattativa con i cinesi, e trova un altro acquirente, può anche ribassare il prezzo da 740 a 500 milioni, ma nel frattempo non è che facciamo la manfrina di adesso. E se anche non possiamo spendere per il mercato, non possiamo pensare che ci si muova con logiche che non siano mirate all’esclusivo interesse del Milan. Se si continua da anni a sostenere che il Milan, da anni, si muove sul mercato con logiche non trasparenti, c’è anche un problema di immagine. Se il Milan gestisce così male i suoi affari, facendo pensare ai suoi tifosi che ci sia della malafede dietro, siamo arrivati al punto di non ritorno. Va cambiato tutto. Non è difficile questa cosa, lo fanno tutte le imprese. Il Milan è ora che lo faccia, dopo 32 anni. Non sono nelle condizioni di lanciare appelli, manifestazioni, prese di posizione: mi trovo in una situazione curiosa di occupare un ruolo che non vorrebbe ricoprire nessuno, cioè il ‘cane da guardia’ del management. Io spero di scomparire al più presto dalle ribalte: quando scomparirò vorrà dire che il Milan sarà tornato una società normale, ed io non servirò più a nulla. Se servo a segnalare tutte queste cose che non vanno, non va bene. Se c’è un accordo che dice che i cinesi rifinanziano il Milan con 300 milioni in 3 anni, quest’accordo è giuridicamente vincolante, serve al Milan, che è una società senza continuità aziendale. Ciò vuol dire che i revisori aziendali, nel momento del bilancio, ricevono una letterina da Fininvest che recita ‘Ragazzi, niente paura, quando mancano i soldi ci penso io’. Ma quando Fininvest, chi manderà questa letterina? Dovrà essere uno che conterà quanto Fininvest. Senza avere la pretesa di lanciare alcun proclama che non sia un appello a trasparenza e chiarezza, chiedo ai tifosi del Milan di avere pazienza, tanto, con quello che hanno passato in questi anni non chiedo loro nulla di strano. Presto, però, dovremo fare i conti con la circostanza che così non si può più andare avanti. Spegnere la televisione e non andare più allo stadio? E’ il minimo. Quelli del Rangers, però, andavano allo stadio anche con la squadra in Quarta Categoria: dimostra che l’attaccamento alla squadra non dipende dai risultati sportivi, se sono risultati dovuti a sorte e destino, ma non si può continuare a speculare sul fatto che i milanisti ci sono e ci saranno sempre. Continuano a far finta di niente, perché i giocatori quest’anno sul campo si battono, come non accadeva da tempo, ed ottengono risultati più utili rispetto a quelli che ci aspettavamo. Merito a Montella ed ai cambiamenti che ha portato nella squadra: ma, rispetto alla gestione Mihajlovic, quanti punti in più abbiamo? Due? In che posizione siamo? Settimi? Siamo ancora fuori dall’Europa, con una squadra che, siamo tutti d’accordo, ha ottenuto più di quello che pensavamo. I giocatori si impegnano, eseguono il loro compito con impegno militare. Come finirà la trattativa tra Fininvest e SES? Fininvest avrà bisogno di vendere, non vuole staccare tra due mesi 75 milioni di assegno, non può rinnovare le garanzie di impegno, non è contenta di tenere una partecipazione così. Lo capisco, sono contento, ma è ora di fare passi decisivi sulla trattativa. I cinesi, più che essere chiamati a versare altri 100 milioni tra una settimana, devono essere chiamati a dimostrare di averne 400-500 nei prossimi tre mesi. Se Fininvest vuole lasciarci in buone mani, la svolta è questa. Il mio lavoro è sedermi al tavolo con uno che ha i quattrini. Se i cinesi non avranno soldi per fare la campagna acquisti, a questo punto continuo con i parametri zero. ‘Sino-Europe Sports’ esiste, non credete alle parole di chi dice il contrario, perché altrimenti Fininvest dovrebbe portare in tribunale chi lo afferma per false comunicazioni aziendali. Pensate che sia una manovra di Berlusconi per far rientrare capitali dall’estero? Ingannando tifosi e la Finanza di tutto il mondo? Non esiste: Fininvest e Berlusconi dovrebbero reagire. I cinesi ci sono, hanno difficoltà evidenti nel raccogliere i fondi, ma può succedere. Chi ha organizzato la cordata è speculatore, nel senso positivo del termine, non è che fa questa cosa per amore dei colori rossoneri. Chiedo a Fininvest le stesse cose che chiedono tutti, loro sanno benissimo le domande che deve fare a sé stessa: ha dimenticato come si comunica. Nel calcio, i tifosi sono i veri ‘proprietari’ di una società, in senso filosofico, quindi Fininvest non sa più comunicare correttamente, e mi dispiace, ed i cinesi non hanno mai imparato a farlo. I movimenti di Fassone e Mirabelli in giro per l’Europa hanno rimosso i miei giudizi negativi sul loro passato da interisti perché in questi mesi i movimenti sul mercato internazionale erano stati fatti con coerenza e logica: ora, però, se non ci si mettono volti, facce dei cinesi, e, soprattutto, soldi, non si capisce come va instaurato e gestito un rapporto adulto con i tifosi”.

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