Piatek, troppo brutto per essere vero: dove è finito il ‘Pistolero’?

Piatek, troppo brutto per essere vero: dove è finito il ‘Pistolero’?

Altra, pessima prestazione di Krzysztof Piatek ieri sera all’Allianz Stadium. La risalita del Milan, però, deve passare attraverso i suoi gol …

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILAN – Ieri sera, all’Allianz Stadium di Torino, altra sconfitta per il Milan di Stefano Pioli, battuto dalla Juventus nel finale di gara con un’invenzione di Paulo Dybala. La prestazione dei rossoneri è stata buona, al cospetto della capolista del campionato, ma ciò non è servito ad evitare l’ennesimo k.o. stagionale.

Il Diavolo, in particolare modo, ha evidenziato gravi limiti sotto rete: nel primo tempo, infatti, il Milan è giunto alla conclusione almeno in 3-4 circostanze. E se sul colpo di testa di Lucas Paquetá è stato bravissimo nella deviazione volante il portiere juventino Wojciech Szczęsny e sul tiro di Theo Hernández si può recriminare sulla sfortuna, altrettanto non si può dire sull’occasione avuta da Krzysztof Piatek.

Il numero 9 polacco, proprio in avvio del match, ha avuto una chance colossale di indirizzare, subito, la partita sui binari giusti per il Diavolo, ma il suo colpo di testa, da solo, al centro dell’area di rigore, è stato la giusta sintesi del momento assurdo che vive l’ex genoano. Traversone perfetto, stacco di testa e … figura barbina, con un movimento totalmente scoordinato del corpo ed una stoccata terminata 2-3 metri lontano dalla porta bianconera.

In questa stagione Piatek ha messo a segno appena 3 reti: le prime 2 dagli undici metri, entrambe in trasferta, contro Hellas Verona e Torino; quindi, è tornato in gol su azione, contro il Lecce a ‘San Siro’, in una gara dove era partito dalla panchina ed era sembrato entrare sul terreno di gioco con tante motivazioni. Ritrovata una maglia da titolare, il polacco si è nuovamente inabissato. Gioca quasi a nascondersi dietro i difensori avversari, non riesce a giocare di sponda. In alcuni frangenti sembra persino aver dimenticato come si stoppa un pallone.

Eppure ha enormi qualità tecniche, mostrate, a più riprese, nella passata stagione tra Genoa e Milan. 30 gol tra Serie A e Coppa Italia, più tutti i centri siglati con la Nazionale del suo Paese, alcuni di questi bellissimi, non possono di certo passare alla storia come guizzi isolati, frutto di un’avventura da ‘one season wonder’ nel calcio internazionale. Il Piatek attuale, in realtà, è troppo brutto per essere vero, e ci si comincia a domandare, anche dalle parti di ‘Casa Milan’, dove sia finito il ‘Pistolero’.

Già, proprio lui: quello che aveva ispirato una canzone in una famosa radio, quello dell’esultanza, sistematica e continuativa, con le due pistole incrociate, quello che non lasciava scampo a portieri avversari e difensori rivali. Non vogliamo credere che il cambio di numero, dal 19 al 9, abbia contribuito a gettargli sulle spalle la maledizione che, da qualche tempo, si ritiene aleggiare in casa rossonera, né, tanto meno, che il vero Piatek sia questo e che quello versione 2018-2019 era una fortunata, sporadica, versione isolata.

Sabato 23 novembre, alle ore 18:00, alla ripresa del campionato dopo la sosta per le Nazionali (sperando che gli impegni con la Polonia rigenerino Piatek …), ci sarà Milan-Napoli a ‘San Siro’. Proprio contro il Napoli, Piatek esordì in rossonero in campionato, nello scorso gennaio, subentrando negli ultimi minuti di gioco a Patrick Cutrone e, qualche giorno più tardi, segnò i primi gol rossoneri nel 2-0 del Diavolo di Gennaro Gattuso in Coppa Italia. Due reti bellissime, in tecnica e potenza, da bomber di razza.

L’auspicio del Milan è che, magari, rivedendo quell’azzurro cielo, Piatek, come d’incanto, si risvegli dal torpore che lo assale da tanti, troppi mesi e possa tornare a fare quello che, in teoria, saprebbe far meglio: segnare. Anche per scacciare i fantasmi di una possibile cessione a gennaio: continua a leggere >>>

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