Krunic, buona la prima (da titolare): il bosniaco merita più spazio

Krunic, buona la prima (da titolare): il bosniaco merita più spazio

Rade Krunic artefice di un’ottima prestazione individuale in Milan-Lazio di ieri sera. Fin qui poco considerato, può dare tanto alla causa rossonera

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILAN – Altra sconfitta, la sesta in undici gare di campionato, per i rossoneri di Stefano Pioli, ieri sera, in Milan-Lazio a ‘San Siro’. La zona Champions, adesso, dista ben 8 punti mentre, pericolosamente, quella retrocessione è soltanto a 6 lunghezze di distanza. Sarebbe meglio, per il Diavolo, evitare voli pindarici, tornare con i piedi ben saldi a terra e pensare, partita dopo partita, a come e dove migliorare per scongiurare guai peggiori.

Pioli sta cercando di trovare la giusta chiave di volta per svoltare: il tecnico emiliano, negli allenamenti a Milanello, sta valutando tutti gli elementi a sua disposizione nel tentativo di individuare il miglior assetto di gioco (o, comunque, quello più facilmente assimilabile dal suo gruppo), nonché gli interpreti idonei per l’idea di calcio che ha in mente. Come logica conseguenza, ogni tanto si assiste a qualche cambio nella formazione titolare.

Ieri sera, al cospetto della squadra di Simone Inzaghi, la novità tattica più significativa in casa Milan è stato l’impiego di Rade Krunic da titolare. Classe 1993, prelevato in estate a titolo definitivo dall’Empoli per 8 milioni di euro, Krunic, fin qui, aveva disputato appena 67’ di gioco in stagione: 45’ contro la Fiorentina e 22’ contro il Lecce, entrambe le volte a ‘San Siro’, ed in entrambi i casi subentrando a gara in corso. Anche per lui, dunque, è arrivata la grande chance per giocare titolare e Krunic non ha deluso le aspettative.

Vero, il Milan ha perso ancora, ma la squadra rossonera ha offerto una prestazione tutto sommato positiva, dando la sensazione di essere sulla strada giusta. E Krunic, in tutto ciò, ha fornito una prova molto positiva. Il numero 33, schierato da mezzala sinistra, si è praticamente incollato alle caviglie di Sergej Milinkovic-Savic, spauracchio del centrocampo biancoceleste, per una vera e propria marcatura a uomo come tanto andava in voga negli anni Sessanta e Settanta.

Risultato, Krunic ha cancellato dal campo il suo diretto avversario, limitandone al minimo la pericolosità e costringendolo ad una partita da comprimario. Nel frattempo, però, l’ex empolese non ha disdegnato, come voluto dal Pioli, gli inserimenti tra le linee in fase offensiva, dando prova di saper essere anche incisivo in attacco quando serve. D’altronde, nella passata stagione, seppur culminata con la discesa dell’Empoli in Serie B, Krunic aveva realizzato ben 5 gol.

Il Milan, logicamente, è ben altra cosa, ma il ragazzo, grande professionista negli allenamenti a Milanello, ha dimostrato di poterci stare in gruppo, di non patire troppo (magari come altri più giovani di lui) l’impatto di ‘San Siro’, e fatto vedere a Pioli che, in caso di bisogno, può fare ricorso alle sue qualità senza timore o possibilità che il livello della squadra si abbassi. Tutt’altro. Perché, spesso, dove non si arriva con la tecnica, si sopperisce con l’impegno e la dedizione alla causa.

“Non abbiamo tanti campioni, ma siamo tutti ottimi giocatori”, ha spiegato Pioli, ai microfoni di ‘Sky Sport’, nel post-partita di Milan-Lazio. Tra questi, certamente, c’è anche Krunic, il quale, adesso cercherà evidentemente più spazio nell’undici titolare. Un merito conquistatosi in campo e fuori, anche perché i suoi concorrenti nel ruolo, al momento, a cominciare dall’abulico Franck Kessié dell’ultimo periodo, vivono una fase di flessione anche preoccupante.

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