Verso Juventus-Milan: Bonucci e Higuaín, non ci siamo mai amati

Verso Juventus-Milan: Bonucci e Higuaín, non ci siamo mai amati

Domani sera, in Juventus-Milan, il Diavolo ritrova da avversari Leonardo Bonucci e Gonzalo Higuaín, simboli di una mai avvenuta rinascita rossonera

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILAN – Domani sera, in occasione di Juventus-Milan, sfida in programma alle ore 20:45 all’Allianz Stadium di Torino, i rossoneri ritroveranno, da avversari, due simboli di una mai avvenuta rinascita del Diavolo di queste ultime due stagioni, ovvero Leonardo Bonucci e Gonzalo Higuaín, entrambi classe 1987, rispettivamente leader difensivo e centravanti della ‘Vecchia Signora‘.

Bonucci arrivò al Milan, in pompa magna, il 21 luglio 2017, per 42 milioni di euro, proveniente proprio dalla Juventus, club in chi aveva giocato, divenendo un top player, nelle precedenti sette stagioni. Scappò via da Torino, Bonucci, per via di un litigio con l’allora tecnico Massimiliano Allegri (ricordate quando fu confinato in tribuna, sullo sgabellino, in Champions League in casa del Porto?) e per la necessità di trovare nuovi stimoli.

Cercò di ritrovarli nel Diavolo dell’era cinese, l’epoca delle ‘cose formali’ di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, in un’operazione che vide, anche se non contestualmente, il trasferimento di Mattia De Sciglio in bianconero. Il Milan, con Bonucci, pensava di aver messo a segno un grande colpo che avrebbe sistemato la difesa della squadra di Vincenzo Montella nell’immediato e per gli anni a venire. Non fu così.

Con il suo amato numero 19, scippato a Franck Kessié, e con la fascia di capitano al braccio (…), Bonucci ha disputato una sola stagione in rossonero, con 51 gare tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League, con 2 reti messe a segno in campionato. Una, decisiva, a ‘San Siro‘, in Milan-Crotone 1-0 del 6 gennaio 2018; l’altra, inutile ai fini del risultato, ma pesantissima, ironia della sorte in un Juventus-Milan 3-1 del 31 marzo dello stesso anno.

Nella mente dei tifosi del Diavolo resterà, indelebile, l’esultanza smodata sotto la curva dei sostenitori bianconeri, con quell’eloquente ‘sciacquatevi la bocca‘ che sembrava aver proiettato Bonucci, definitivamente, nell’universo rossonero e chiuso le porte al passato. Tutt’altro. Perché appena cinque mesi dopo, agosto 2018, Bonucci si tolse, idealmente, la fascia di capitano del Milan, consegnandola ad Alessio Romagnoli, per fare ritorno ‘a casa’, come da lui stesso professato.

D’altronde, è più facile vincere ed essere ricordato nella squadra più forte del momento storico, per di più con Cristiano Ronaldo dalla propria parte. Giro più tortuoso, invece, ha compiuto Higuaín, che è riuscito nell’intento di farsi odiare prima dai tifosi del Napoli, all’epoca del suo tradimento per la Juventus (26 luglio 2016, per i 90 milioni di euro della clausola rescissoria) e poi da quelli del Milan, per essere praticamente scappato da Milano ad appena cinque mesi dal suo arrivo per riabbracciare Maurizio Sarri al Chelsea.

Salvo poi fare ritorno anch’egli a Torino, chiudendo idealmente un cerchio fatto di gol (pochi) ed incomprensioni (tante), con i sostenitori del Diavolo che, dall’agosto 2018 in avanti, lo avevano eletto come idolo e visto in lui quell’attaccante in grado di non far rimpiangere i migliori cannonieri della storia rossonera con l’obiettivo di tornare presto in Champions League. Preso dalla coppia LeonardoPaolo Maldini insieme a Mattia Caldara, ed in cambio propri del ritorno di Bonucci alla Juventus, dopo un inizio tutto sommato positivo (gol contro Cagliari, Atalanta, Chievo – doppietta – e Sampdoria in campionato; Dudelange ed Olympiacos in Europa League), il ‘Pipita‘ cominciò a mostrare tutto il suo malessere.

Voleva andare via, voleva lasciare il Milan. E tutto il suo nervosismo esplose, anche qui ironia della sorte, esattamente un anno fa, l’11 novembre 2018, quando, in Milan-Juventus 0-2, sbagliò il calcio di rigore del possibile, momentaneo pareggio rossonero, facendosi ipnotizzare da Wojciech Szczęsny e, oltretutto, rimediando un’espulsione all’84‘. Fu, in fin dei conti, quella la fine del rapporto di Higuaín con il Diavolo, passato attraverso un gol illusorio in Milan-Spal e concretizzatosi, poi, il 23 gennaio 2019 con la partenza per Londra.

Con buona pace di chi gli aveva consegnato la maglia numero 9 lanciando, di fatto, la sfida tutta ‘milanese – argentina’ con Mauro Icardi, all’epoca capitano dell’Inter. Prima nemici, poi amici, quindi nuovamente avversari. In questo Juventus-Milan, con Bonucci e Higuaín sull’altra sponda, di sicuro una cosa: con il Milan non si sono mai amati.

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