PM – Calciomercato Milan: Laxalt in uscita: il suo impatto a bilancio

PM – Calciomercato Milan: Laxalt in uscita: il suo impatto a bilancio

Diego Laxalt, classe 1993, è arrivato la scorsa estate dal Genoa. Potrebbe lasciare il Diavolo in questi giorni: ecco tutti i numeri che lo riguardano

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Si parla molto, in queste ore, di una possibile cessione di Diego Laxalt, classe 1993, esterno uruguaiano che il Milan aveva prelevato, lo scorso 17 agosto 2018, dal Genoa per un’operazione da 14 milioni di euro complessivi.

Il Diavolo, in realtà, pagò al Genoa soltanto 4 milioni di euro in contanti, perché, nell’affare, fu incluso il riscatto obbligatorio (10 milioni di euro), da parte dei rossoblu di Enrico Preziosi, del cartellino dell’attaccante Gianluca Lapadula, in un primo momento in prestito in Liguria.

A bilancio nella stagione 2018-2019, però, come si evince da questa tabella pubblicata, qualche tempo fa, dal popolare portale web di riferimento del settore, ‘Calcio e Finanza‘, il Milan ha giustamente inserito il cartellino di Laxalt tenendo conto della cifra complessiva, 14 milioni di euro.

Laxalt, con il club di Via Aldo Rossi, aveva sottoscritto, assistito dal suo agente Ariel Krasouski, un contratto di quattro anni, fino al 30 giugno 2022, per un ingaggio netto di 1,2 milioni di euro a stagione, pari a 2,2 milioni di euro lordi l’anno. Il mancino uruguaiano, pertanto, ‘impatta’ a bilancio, per la società rossonera, 5,72 milioni di euro a stagione, per via del sommarsi della quota di ammortamento annuo del suo cartellino (3,5 milioni di euro) più l’ingaggio lordo.

Proviamo, ora, a togliere qualche dubbio dalla testa dei tifosi rossoneri. Per esempio, a quale cifra il Milan dovrebbe vendere Laxalt per evitare che una sua partenza incida in negativo sul bilancio 2019-2020? Il Diavolo ha già ammortizzato, per 3,5 milioni di euro, la spesa effettuata sul cartellino per il primo anno del suo contratto: quindi, in sostanza, ad oggi Laxalt per il Milan vale 10,5 milioni di euro.

Venderlo (o darlo in prestito con obbligo di riscatto, che ai fini del bilancio è la medesima cosa, n.d.r.) a qualsiasi cifra pari o superiore a 10,5 milioni, quindi, farebbe sì che il Milan non perda neanche un euro. Cedendolo, poi, la società si toglierebbe, dalla voce ‘impatto a bilancio’, 5,7 milioni di euro. Non male, per un calciatore che, nella sua prima stagione rossonera, ha disputato poche partite da titolare (ma 29 in totale tra campionato e coppe) senza neanche mai convincere.

Qualsiasi cifra inferiore ai 10,5 milioni di euro costituirebbe, per il Milan, una pericolosa minusvalenza; qualsiasi cifra superiore consentirebbe alla società milanista di incamerare una plusvalenza che si andrebbe a sommare a quelle già messe a bilancio, per il 2019-2020, grazie alle cessioni di Patrick Cutrone al Wolverhampton (18 milioni di euro) e Tiago Djaló al Lille (5 milioni). Ecco perché il Milan sta spingendo, con Parma, Spal e Torino, club interessati alle prestazioni dell’esterno sudamericano, per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Potrebbe lasciare il Milan, per lo stesso motivo, Jesús Suso: per le ultime sullo spagnolo, continua a leggere >>>

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