PM – Calciomercato Milan: bilancio della sessione estiva tra acquisti e cessioni

PM – Calciomercato Milan: bilancio della sessione estiva tra acquisti e cessioni

Andato in archivio il mercato estivo, analizziamo com’è cambiata la rosa rossonera rispetto la scorsa stagione: campagna acquisti mirata e intelligente

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – È terminata, ieri sera alle ore 22:00, una sessione estiva di calciomercato che ha visto accostare al Milan circa 200 nomi. Questo perché, per la prima volta dopo tanti anni, la società rossonera ha lavorato nell’ombra.

Il direttore tecnico Paolo Maldini, il Chief Football Officer Zvonimir Boban ed il direttore sportivo Frederic Massara hanno fatto mercato come si usava fare tanto tempo fa, battendo piste in gran segreto e tendendo a divulgare poco o niente sui loro movimenti.

Questo ha consentito ai rossoneri di poter perseguire i propri obiettivi nella riservatezza, arrivando a mettere a segno degli acquisti mirati, in maniera intelligente, senza dover necessariamente allargare (troppo) i cordoni della borsa per via, magari, di aste improvvisate scatenatesi intorno ad un obiettivo divenuto comune.

In difesa, partiti Ignazio Abate e Cristián Zapata (svincolati), Tiago Djaló ceduto al Lille, concretizzatosi il passaggio di Raoul Bellanova al Bordeaux, che era già stato definito lo scorso mese di gennaio, e spedito Diego Laxalt in prestito al Torino, il Diavolo ha acquistato il promettente Léo Duarte dal Flamengo, pagandolo 11 milioni di euro: un nome su cui sono pronti a scommettere il grande ex Serginho, che ne ha curato l’acquisizione da intermediario con Alessandro Lucci, e Lucas Paqueta, che lo aveva già avuto come compagno di squadra.

Il rientro di Matteo Gabbia, convincente in precampionato, dal prestito con la Lucchese per completare il pacchetto di centrali a disposizione di Marco Giampaolo nell’attesa che si riprenda totalmente Mattia Caldara. Per la fascia sinistra, invece, è arrivato, con l’etichetta di primo acquisto dell’estate rossonera, il forte terzino francese Theo Hernández, pagato 20 milioni di euro al Real Madrid, un elemento di tecnica, velocità e gamba scelto da Maldini in prima persona.

Il centrocampo, però, era il settore dove il Milan, giocoforza, doveva operare maggiormente, visto che hanno lasciato la squadra rossonera, rispetto la stagione precedente, ben quattro giocatori, vale a dire gli svincolati José Mauri, Andrea Bertolacci e Riccardo Montolivo, nonché Tiémoué Bakayoko, rientrato al Chelsea per fine prestito e successivamente tornato al suo Monaco con la medesima formula.

Soltanto due gli innesti rossoneri, ma di qualità, ed entrambi dall’Empoli, compagine retrocessa in Serie B al termine dello scorso campionato ma capace di far vedere un gran gioco. Si tratta di Rade Krunic, mezzala, ed Ismael Bennacer, playmaker, pagati rispettivamente 8 e 16 milioni di euro. Soprattutto sul secondo il Milan conta tanto: nell’idea di calcio di Giampaolo, spetterà al giovane franco-algerino essere il cuore pulsante della manovra rossonera, quella che dovrà produrre un gioco ‘apprezzabile e godibile’.

In attacco, il Diavolo ha invece, sostanzialmente, sostituito due giocatori. Dolorosa, ma inevitabile la cessione al Wolverhampton di Patrick Cutrone, sacrificato per 18 milioni di euro più bonus sull’altare delle plusvalenze, i rossoneri sono riusciti, al fine, a dare via anche André Silva, una missione che sembrava quasi impossibile fino a 24 ore prima del ‘gong’ finale del mercato. Al posto di Cutrone, il Milan ha scommesso su Rafael Leao, pagato 30 milioni di euro al Lille, strappandolo ad una folta concorrenza europea; Silva, invece, è finito, in prestito biennale, all’Eintracht Francoforte nell’operazione che ha vestito di rossonero il croato Ante Rebic con la stessa formula.

Si è trattato, dunque, di una campagna acquisti mirata ed intelligente per soddisfare, senza svenarsi troppo, nel pieno rispetto delle regole del Fair Play Finanziario UEFA, le esigenze tecniche dell’allenatore, il quale, adesso, ha un organico completo in tutti i suoi reparti per poter provare (missione difficile, ma non impossibile) la scalata ad un posto nella prossima Champions League.

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