Non si sbilancia Allegri, che vede l'obiettivo vicino, alla vigilia di Milan-Juventus: mancano 7 punti, forse meno, dice. E secondi, terzi o quarti non conta molto. L'importante è entrare in Champions League, anche per costruire un Milan con ambizioni diverse da quelle di oggi. Perché bisogna tornare a vincere e tutti hanno l'ambizione di farlo. Parla di futuro, finalmente in modo netto e deciso: "L'anno prossimo partiremo da una buona base". Se ne farà parte anche Rafa Leao non è detto, anche in base alla sua risposta. Trovate tutte le sue parole qui sotto.
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Milan-Juventus, Allegri: “I giocatori di esperienza sono già pronti” | LIVE News
Termina qui la conferenza stampa.
Cosa dice al tifoso che prova un senso di disagio per le scarse vittorie: "Il risultato è l'unica cosa che conta. Sono arrivato quest'anno, stiamo facendo un buon lavoro e c'è una buona base. L'ambizione di tutti sarà quella di lottare ed essere competitivi per campionato e Coppa Italia, come quest'anno. Poi a fine anno bisogna tirare una linea e capire cosa si poteva far meglio. Però partendo da una buona base. Altrimenti rischi di buttare anche tante cose buone. E chiudo: non mi piace, ma finché non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di entrare nelle prime quattro, che serve per rinforzare la squadra e ottenere anche guadagni, servono ancora risultati".
Qual è il suo desiderio più grande a parte arrivare nelle prime quattro: "Arrivare nelle prime quattro".
Sulle parole di stima e sui tifosi presenti: "Bisogna solo ringraziare i tifosi, riempiono lo stadio dalla prima partita. Se arriveremo in Champions League sarà merito di tutti, loro compresi. Mi fanno piacere le parole dei ragazzi, ma credo che questa squadra abbia un pregio: fa il massimo per impegno. Poi possiamo sbagliare, potevamo giocar meglio o peggio".
Cosa sta succedendo a Pulisic: "Per quanto riguarda la condizione fisica, è migliorata come per tutti. Gimenez non ha ritmo partita, ma sono tutti a disposizione. Pulisic ha fatto decisamente meglio nelle ultime. Il calcio è bello perché basta un'azione per cambiare tutto, nel bene e nel male. Domani tutti possiamo fare una bella partita, serve una grande prestazione".
Cosa è successo in settimana per sistemare tutto, se si è chiarito con la società: "Dico sempre che in una stagione, ed è così, c'è un momento di difficoltà. L'abbiamo passato con due sconfitte, soprattutto quella con l'Udinese è stata brutta, ma non bisognava buttare tutto a mare. Non bisognava esaltarsi né deprimersi. I ragazzi sono stati bravi, giocare a Verona in quel momento non era semplice".
Se è l'ultima possibilità per Rafa Leao in vista del futuro: "Rafa Leao, come tutti, si è sempre messo a disposizione. Quando è rientrato dal problema al polpaccio a fine ottobre, poi ha avuto un problema di pubalgia e si è messo a disposizione. Non è la partita di domani la partita, ne mancano cinque. Non viene valutato per quest'annata, se uno è bravo rimane bravo e lui lo è".
Su Pavlovic: "Molto migliorato, vuole migliorare. Credo che sia uno dei difensori più bravi in Europa al momento".
Se le aspettative del Milan sono di vincere: "Le aspettative della società, dei tifosi e di noi devono essere di poter vincere. Nessuno, anche quest'anno, come l'anno prossimo, quando sei in un grande club, pensa di non vincere. Se fai così, ottieni il massimo. Poi vince uno solo. Poi ci sono i cicli. L'Inter lavora da anni molto bene, il Milan ha vinto uno Scudetto 4 anni fa. Tutti hanno l'ambizione di vincere, bisogna mettere una buona base e l'abbiamo fatto. Però bisogna mettere arrivare in Champions League".
Su Yildiz: "Ha qualità importanti. Non l'ho lanciato io. Credo che la Juventus abbia lavorato bene dall'attività di base alla seconda squadra. Poi sono stati portati dentro ottimi giovani di valore. Il merito non è mio, ma di chi li ha tirati su. Tutto sta nel lavoro al di sotto della prima squadra. Secondo me può fare ancora molto meglio".
Se servono più Modric e Rabiot: "Posso dire solo una cosa. Nel calcio i giocatori non sono come le macchine. Ci sono giocatori di esperienza che hanno partite alle spalle per cui la maglia del Milan non pesa. Poi ci sono situazioni, tipo Jashari: un ottimo investimento e giocatore di valore, che ha avuto un infortunio importante, ha giocato meno, ma non è che è scarso. Ha avuto difficoltà e ha trovato meno spazio, ma ha 24 anni e sarà importante nel Milan del futuro. Così come Koni è cresciuto e Athekame pure. Ci vuole pazienza. Poi è normale che se prendi giocatori che hanno anni di Champions League alle spalle, vengono qui e sono pronti. Bisogna mischiare le due cose e le società hanno fatto bene".
Di cosa parlano negli incontri: "Parliamo delle problematiche che ci sono state, delle eventualità per l'anno prossimo. Parlare di mercato è poco rispettoso. Non devo farlo io poi, c'è una società. Poi i ragazzi hanno riportato il Milan in una posizione consona per entrare nei primi quattro. Tutto ciò che leggiamo su chi può arrivare non è vero. La rosa è competitiva, non lo dico io, lo dicono i risultati".
Se domani bisogna aspettarsi un Milan da grande notte: "Credo che non ci siamo mai spenti. Poi ci sono momenti. Abbiamo fatto 24 partite senza perdere, poi nel girone di ritorno abbiamo perso 4 partite. Fa vedere le cose in modo diverso. Il risultato è la somma dei punti. Poi se li fai prima o dopo, cambia poco. Magari se ora facevi due sconfitte invece di 4, con due pareggi, la vedevi diversamente. Ora abbiamo 66 punti, possiamo farne ancora per entrare nei primi quattro. Se su 14 partite che giochi ne perdi 4, devi fare delle riflessioni. Però magari in altri momenti non le perdevi. L'importante è non perdere di vista l'obiettivo, perché la percezione è diversa. Sicuramente abbiamo fatto peggio nell'ultimo periodo, ma conta il totale".
Quanto sarebbe importante arrivare secondi: "Capisco tutto, arrivare secondi e batterli, ma io so solo una cosa e dobbiamo rimanere concentrati. Il nostro obiettivo è entrare nelle prime quattro. Faremo il massimo per arrivare secondi, se non ci riusciremo qualcuno avrà fatto meglio. Noi non dobbiamo pensare alla cosa singola: secondo posto o Juventus, ma entrare nei primi quattro. L'importante è raggiungere il risultato, tutti bisogna pensare solo a questo".
Che tipo di Juventus si aspetta domani e se è preoccupato dagli attaccanti: "Loro stanno facendo bene dal punto di vista del gioco e della solidità. Non prendono gol da tre partite, speriamo domani lo prendano. Ora non bisogna pensare ad attaccanti o centrocampisti, conta il risultato finale".
Cosa manca al Milan per vincere lo Scudetto l'anno prossimo: "Parlare ora di mercato non serve a niente. Anche perché quando sei in questi momenti, che sei preso dal finale di stagione con l'obiettivo davanti, che non possiamo raggiungere matematicamente domani. Quando avremo raggiunto l'obiettivo saremo più lucidi nel valutare le cose. Ora magari vedi le cose in modo meno chiare perché preso dal momento".
Se il secondo posto darebbe un valore diverso alla stagione: "Diciamo che vincere è una cosa straordinaria, non commento le parole di Conte che sta facendo benissimo. Per una società italiana è fondamentale essere in Champions League, sotto tanti aspetti. Noi dobbiamo fare il massimo, poi vedremo se arriveremo secondi, terzi o quarti. Speriamo non quinti. Finché la matematica non ci dà certezze, bisogna rimanere coi piedi per terra. Ora abbiamo cinque partite, servono 7 punti. Due vittorie e un pareggio. Domani abbiamo la Juventus e dobbiamo fare un altro passettino".
Se è la sua partita vista la storia, se è l'ultima partita snodo e su Gabbia che dice che la rosa ha fatto il massimo: "Non è snodo, ormai siamo alla fine. La matematica dice che mancano 7 punti, forse meno, vedremo. La partita più importante è stata quella di domenica scorsa, era importante vincere dopo due sconfitte. Domani bellissima partita che ci consentirebbe di fare un passettino in avanti. Quando sei al Milan devi lavorare per il massimo e noi l'abbiamo fatto. Devi lavorare ogni giorno per migliorare e l'anno prossimo partiremo da una buona base. Con la società c'è sempre un confronto aperto e scambio di idee, abbiamo una base buona sia tecnicamente che sotto l'aspetto morale".
Sulle ultime partite con la Juventus sempre con pochi gol e se si aspetta equilibrio: "Difficile dirlo, il calcio è imprevedibile. Magari viene un gol subito e si stappa. Resta una partita meravigliosa del campionato e ci giochiamo un posto nei primi quattro. Loro stanno facendo benissimo e Spalletti gli ha dato qualcosa di più".
Siamo in attesa dell'inizio della conferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia di Milan-Juventus di campionato.
Tornato a vincere, di 'corto muso', sul campo dell'Hellas Verona, il Milan di Massimiliano Allegri si prepara al big match della 34^ giornata della Serie A 2025-2026: domani, domenica 26 aprile, alle ore 20:45, a 'San Siro' infatti arriverà la Juventus di Luciano Spalletti. Una sfida che, graduatoria alla mano, pesa come un macigno ai fini della qualificazione alla prossima edizione della Champions League.
Milan-Juventus, tre punti per blindare la Champions
—Attualmente, il Milan è terzo in classifica, a quota 66 punti, a 3 punti di distanza dal Napoli secondo e 3 punti sopra la Juventus. In caso di vittoria, i rossoneri aggancerebbero nuovamente il Napoli in seconda posizione; in caso di sconfitta, invece, si vedrebbero raggiunti dalla 'Vecchia Signora'. Per una lotta Champions che, a quel punto, potrebbe vedere rientrare anche Como e Roma, attualmente a quota 58 punti.
+++ Milan-Juventus, la conferenza di Allegri LIVE +++
—Tre punti contro i bianconeri sarebbero, per il Milan, di vitale importanza per continuare la scalata verso il vertice della graduatoria! Mister Allegri presenta oggi i temi principali di Milan-Juventus. Avverrà nella sala stampa del centro sportivo rossonero di Milanello, in una conferenza che inizierà alle ore 12:00. Seguitela con il nostro LIVE testuale e non perdetevi neanche una dichiarazione in diretta!
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