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Milan-Atalanta, Allegri: “Tutti devono lavorare per il bene del club” | PM Live

La conferenza stampa di Allegri pre Milan-Atalanta in diretta | PM Live
Alle ore 12:00, nel centro sportivo di Milanello, conferenza stampa di Massimiliano Allegri - allenatore dei rossoneri - alla vigilia di Milan-Atalanta, partita della 36^ giornata della Serie A 2025-2026: il LIVE testuale con le dichiarazioni
Stefano Bressi
Stefano Bressi Inviato, responsabile social, redattore 

Pochi concetti, molto chiari alla vigilia di Milan-Atalanta da parte di Massimiliano Allegri in conferenza: la partita di domani è fondamentale perché inizia un nuovo mini campionato e guardare al passato non ha senso; per quanto riguarda la dirigenza sostiene di non essersi mai sentito da solo a lavorare, ma poi avvisa: tutti devono lavorare per il bene del Milan, come se questa cosa non stesse succedendo realmente. Infine, sulla formazione: possibili cambiamenti in attacco, con un attacco a tre valutato e Gimenez possibile titolare. Qui sotto tutte le sue dichiarazioni.

10/05/2026 - 20:45
MILAN
ATALANTA

Termina qui la conferenza stampa.

Se si sente un allenatore da campo o se gli piacerebbe fare il CT da selezionatore, come affronterebbe la chiamata: "Non mi sono posto il problema. I problemi cerco di risolverli in un attimo. Per me la cosa più importante è il Milan, ora e il prossimo anno. Abbiamo lavorato dieci mesi con attenzione e dedizione. Dobbiamo avere rispetto di tutte le persone che si mettono a nostra disposizione. Dobbiamo sentire il senso di responsabilità. Non ho pensato ad altro, il mio obiettivo è rimanere a lugno".

Cosa può dare Jashari e cosa Ricci: "Sono due giocatori affidabili- Jashari è stato un ottimo acquisto. Però purtroppo viene da un infortunio, in più aveva Modric davanti che le ha giocate tutte. Non era semplice per lui al primo anno nel campionato italiano. È molto diverso. Ricci si è dimostrato un ragazzo e giocatore affidabile".

Come ha lavorato psicologicamente sui giocatori: "L'ho detto prima: i giocatori, da quando siamo partiti, hanno sempre lavorato al massimo. Per ottenere il massimo risultato. Poi nella stagione c'è un momento di difficoltà. Sicuramente abbiamo sbagliato, ma in questo momento dobbiamo guardare a domani".

Se riscontra questo nei dirigenti: "Sì, ma non è facile fare risultati. Se riuscissimo a entrare nei primi quattro, anche se abbiamo l'ambizione di vincere. Abbiamo lavorato per il massimo. Se il massimo sarà entrare nei primi quattro significa che abbiamo fatto un buon lavoro e con una buona base. L'importante è raggiungere l'obiettivo, dobbiamo arrivarci".

Se quando parla di compattezza societaria dice la verità ai tifosi: "Dico che quest'anno abbiamo lavorato bene. Nell'ultimo periodo sono mancati i risultati. Ora i tifosi ci devono dare una mano, tutti dobbiamo fare in modo che il Milan giochi in Champions League, poi quando si fanno confronti ci sono cose su cui siamo tutti d'accordo (che è difficile), ma attraverso il confronto si può crescere. L'importante è che tutti lavorino per il Milan: perché mi hanno insegnato che tutti passano, ma il Milan resta. Chi è nel Milan deve lavorare per il Milan, perché ha una storia e un DNA meraviglioso da difendere. Abbiamo un senso di responsabilità grosso".

Se pensa che questa società ha la mentalità vincente o se in estate si troverà a combattere da solo sul mercato: "Non mi sono mai trovato da solo. Nelle riunioni c'è stato un confronto, abbiamo cercato di rendere la squadra competitiva, in modo sostenibile. Ci sono giocatori che magari hanno fatto meno, ma arrivano da campionati diversi. C'è una buona base. Ciò che è stato fatto, se bene o male, non lo so. Ora serve energia positiva da tutti per arrivare in Europa il prossimo anno".

Le difficoltà dopo un anno per trovare un ambiente più coeso: "A livello dirigenziale, indipendentemente dai confronti in cui ognuno dice la sua giustamente, ed è normale non essere d'accordo, abbiamo tutti l'obiettivo di portare il Milan in Champions League: per domani abbiamo bisogno dei tifosi. In campo si va tutti insieme e dobbiamo raggiungere l'obiettivo. L'ho detto in tempi non sospetti sarebbe stato difficile. Ci siamo e ora dobbiamo concentrare le energie su domani".

Se pensa di giocare a tre davanti e se dopo l'obiettivo Scudetto sfumato c'è stato un distacco dai giocatori: "Dire cosa è successo significa entrare nella testa di ognuno. Abbiamo una grossa responsabilità: portare il Milan in Champions League e dobbiamo fare tutto il possibile. Il gruppo che è partito a luglio farà parte della prossima annata. Tutti dobbiamo avere voglia, ambizione e responsabilità che si ottenga il risultato. Attacco a tre vediamo, può darsi".

Che ruolo avrà Modric anche fuori dal campo e se si può vedere prima della fine: "Quasi impossibile che vada in campo, anche se viene ad allenarsi".

Sul perché c'è stato un calo mentale e se domani è una delle partite decisive: "Domani è una di queste perché siamo alla fine, ne mancano tre... L'ho detto prima: spendere energie al momento nell'andare a trovare spiegazioni, succede tutto e il contrario di tutto, non ha senso. Le spiegazioni le cercheremo a fine campionato. Domani vedremo la classifica e poi andremo a Genova per un'altra partita incasinata".

Sul clima fuori da Milanello e con chi è più compatibile Gimenez: "Hanno caratteristiche simili, se ci sarà Gimenez, ce ne saranno uno o due che gli gireranno intorno. Abbiamo lavorato bene a Milanello, ultimamente sono mancati risultati, dobbiamo invertire la tendenza".

Se è tentato di cambiare molto in formazione, magari con Gimenez: "Oggi c'è l'ultimo allenamento sul campo e domani la rifinitura. Domani deciderò chi far scendere in campo. Le partite sono lunghe e i cambi decidono la partita. Chi parte titolare e chi viene in panchina deve essere in partita, è un momento importante".

Se pensa a cambiamenti: "Ho bisogno di tutti, domani decido".

Sul girone di ritorno deludente, soprattutto dagli attaccanti: "Quello che è stato fatto in questi dieci mesi, bene e male come il girone di ritorno, non lo possiamo cambiare. Domani inizia un mini campionato di tre partite e partiamo con tre punti di vantaggio. Se facciamo risultati ci andremo e meriteremo, altrimenti non lo meriteremo".

Se è preoccupato: "No, preoccupato no. Bisogna vedere le cose positivamente. Quando vieni da una sconfitta come quella di Sassuolo, vedi le cose in modo più negativo di quello che sono. Abbiamo il destino nelle nostre mani e domani è importante. Il calcio è bello per questo: in 90 minuti può cambiare tutto, deve cambiare tutto in ogni senso. Domani, comunque andrà, non saremo né dentro la Champions League matematicamente, né fuori".

Anche l'Atalanta è scarica mentalmente, quanto conta come ci si arriva: "In questi momenti, più che parlare, c'è da fare. Ci siamo allenati bene. Però non è che l'Atalanta è scarica, è una buona squadra e noi dobbiamo fare una buona prestazione".

Il perché della partita peggiore della stagione e come sono andati questi giorni: "In questo momento la condizione atletica non cambia in due giorni con un allenamento in più o in meno. L'aspetto mentale è quello che conta. Non bisogna perdere entusiasmo, siamo in piena lotta per la Champions League: serve coraggio domani, come a Genova e nell'ultima. Non dobbiamo spendere energie in altre cose, ma pensando solo a domani sera, con un'Atalanta forte, che ha l'obiettivo settimo posto, che può portare un posto europeo. Bisognerà essere bravi. Domenica scorsa è stata una partita strana, dopo 20 minuti in dieci. Dovevamo evitare di prendere il secondo gol e invece l'abbiamo preso subito e facilmente. Per fortuna il calcio ti dà modo di rifarti".

Se domani sera c'è bisogno del sostegno dei tifosi in modo particolare: "Diciamo che finora c'è solo da ringraziarli. Dal 17 agosto ci sono sempre stati vicini, stadio sempre pieno e abbiamo sempre sentito il loro supporto. Lo faranno anche domani in un momento importante e decisivo della stagione. Abbiamo una partita complicata. Prima vincono tutti, poi c'è da scendere in campo. Abbiamo fatto una buona settimana di lavoro e affronteremo l'Atalanta per tornare alla vittoria, soprattutto in casa che manca da tempo".

Due sconfitte pesanti nelle ultime partite di Serie A: il Milan ha perso malamente contro l'Udinese e in trasferta contro il Sassuolo. Due partite, zero gol fatti e 5 subiti da parte dei rossoneri, con zero punti conquistati. Numeri che non sorridono per nulla al Diavolo se ci allarghiamo alle ultime 7 partite di campionato: i rossoneri hanno perso 4 partite, con due vittorie e un pareggio. 7 punti conquistati sui 21 disponibili, con 4 gol segnati e 9 gol subiti. Contro l'Atalanta non ci sono più jolly o scuse: la Roma, quinta, si trova a meno 3 e ora è un pericolo per i rossoneri.

Milan-Atalanta, Allegri parla in conferenza stampa

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Mancano tre partite al termine del campionato di Serie A 2025-26, e al Milan servono ancora due vittorie per la matematica certezza di giocare la Champions League, primo obiettivo stagionali per i rossoneri. Le prossime partite decisive saranno in casa contro l'Atalanta, in trasferta con il Genoa e contro il Cagliari ancora a San Siro. Si parte proprio contro la squadra di Palladino: gara in programma domani, domenica 10 maggio allo stadio San Siro alle ore 20:45. Come al solito, l'allenatore del Milan Massimiliano Allegri parla alla vigilia della sfida in conferenza stampa a Milanello. L'allenatore rossonero risponderà alle domande dei giornalisti a partite dalle 12:00 di oggi. Segui con noi di Pianeta Milan le sue dichiarazioni in live.