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Una conferenza, come sempre, poco su Cremonese-Milan e tanto su altri temi, quella di Massimiliano Allegri oggi. Non chiude le porte, ancora, al titolo, ma ammette il contraccolpo dopo la seconda sconfitta, la prima in sei mesi. Il tema centrale, però, è stato il suo futuro. Dopo le voci degli ultimi giorni, chiarisce la propria volontà: è abituato a restare a lungo in una squadra, è contento al Milan e pensa ci sia un progetto ambizioso e giusto. L'importante, però, è lavorare tutti per il bene comune.
Termina qui la conferenza stampa.
Se gli piacerebbe "Per sempre sì" col Milan diventando quasi un manager: "Ho sentito la canzone e mi è piaciuta. Basta vedere che ho passato 8 anni alla Juventus e 5 al Milan, la maggior parte in due società. È nel mio DNA non girare da una parte all'altra, almeno finora. Una cosa, e qui chiudo, di cui sono molto contento, è che chi lavora con me, come Bianco che poi va fuori e diventa bravo, è meraviglioso. Poi ci vuole gente fresca andando avanti con l'età. Finora ho fatto tanti anni alla Juventus, tanti al Milan, noi siamo legati ai risultati. Si può fare un percorso importante, la società ha le idee chiare: vuole tornare in Champions League stabilmente, per poi vincere trofei".
Se Jashari può fare la mezzala o c'è un doppio regista: "Sta crescendo molto, ha fatto buone partite. Ha meno inserimenti perché ha caratteristiche diverse, ma è stato un ottimo acquisto".
Come ha visto la squadra in questi giorni e come ha gestito il contraccolpo: "Abbiamo fatto una buona settimana, correndo tanto e pensando poco".
Sulle difficoltà di Pulisic sotto porta: "Penso sia vicino, se non già a un'ottima percentuale. Cresciuto fisicamente, più sereno e più in fiducia. Magari domani torna al gol".
Su Jashari: "Ha caratteristiche diverse da Rabiot, penso sia molto bravo nella costruzione di gioco. Ha meno inserimento, anche per struttura. Però è cresciuto molto. A inizio stagione l'infortunio l'ha un po' fermato, ma sono cresciuti tutti i giovani presi in estate e anche gli altri. Un gruppo ottimo, che ci dovrà portare a fine stagione in una posizione ottimale".
PM - Se pensa che i tifosi siano contenti dei primi quattro posti e cosa dice a chi non lo è: "Io non ho niente da dire ai tifosi che giustamente hanno l'ambizione di ottenere il massimo. Poi se il massimo è il primo posto ben venga, se è il secondo pure. Perché comunque hai fatto il massimo che potevi fare. Il campionato alla fine non finge. Se noi saremo bravi, vinceremo. Al momento gli altri sono più bravi. Vince la migliore. Noi dobbiamo continuare facendo il massimo, raggiungendo il nostro obiettivo. Per il Milan giocare la Champions League è importante, perché arrivare a marzo in tutte le competizioni è importante, il primo obiettivo di una grande. Noi dobbiamo entrare in Champions League per poi, l'anno prossimo, essere nella stessa situazione non solo in campionato".
Che voto darebbe al Milan oggi se si chiudesse la stagione: "54, come i punti fatti. Si parla per obiettivi. La stagione tanto finisce il 25 maggio. Cerchiamo di rimanere concentrati".
Sulle sconfitte europee di Juventus e Inter, se possono dare contraccolpi: "Lo dirà solo la classifica e i risultati. Innanzitutto dispiace siano uscite tutte le italiane. Speriamo che l'Atalanta, il Bologna, la Roma e la Fiorentina vadano più avanti possibile. Perché ci danno la possibilità del quinto posto. Siamo molto vicini. Mi è dispiaciuto per la Juventus, l'Inter stessa. Se vanno avanti è un bene. Ora inizia un nuovo campionato di 12 partite. Con l'Inter che parte da +10 e noi da +8 sulla Juventus, dobbiamo migliorare".
Se davvero Allegri può andarsene e se pensa che alcune dinamiche vadano chiarite: "Per quanto riguarda queste voci, con la società c'è totale sintonia. Ci confrontiamo e parliamo. Poi nei confronti c'è chi vede le cose in un modo e chi in un altro. Bisogna lavorare per il bene del Milan: io sono contento di essere tornato, di aver iniziato un lavoro con ragazzi meravigliosi che sta facendo un lavoro meraviglioso da finire al meglio. La società sta strutturando il futuro, ma bisogna ottenere il risultato più importante. Intanto avevo detto che dovevamo arrivare a marzo in buona posizione, ora dobbiamo rimanere lì o fare l'ultimo scalino. C'è sintonia però tra me e la società".
Sul Milan che è la squadra che fa meno pressione in Europa: "Non è questione di giustificazione, ma ci sono squadre che giocano in un modo e altre in un altro. Non c'è un metodo unico per vincere. Ci sono vari metodi, giocatori con certe caratteristiche e altre. Noi abbiamo fatto buoni risultati, con prestazioni buone e altre meno. Però abbiamo 54 punti e bisogna andare avanti".
Sul protocollo VAR snellito e sui paletti minori: "Ripeto, non mi va più di parlarne. Oggi ho letto, in una delle regole, è che il calcio d'angolo se sia sbagliato viene tolto. Perché è oggettivo. Poi saranno fatte migliorie, però miglioriamo intanto le cose oggettive. Poi ciò che è soggettivo lo rimane".
Sull'episodio arbitrale di Milan-Parma e sulla decisione opposta di ieri: "Dico subito che nelle ultime 3-4 settimane abbiamo parlato spesso, anche di VAR, la mia indicazione è che noi dobbiamo pensare a ciò che dobbiamo fare. Un episodio non può condizionare la partita. Poi oggi stanno cercando di cambiare cose in meglio, ma noi non dobbiamo avere alibi. Altrimenti andiamo in una direzione sbagliata. Dico che sempre che un episodio non deve condizionare una partita e noi dobbiamo gestire l'imprevisto. Che sia un gol subito, un rigore contro, un gol con un fallo... Non ci devono scalfire. Pensiamo solo alla partita".
Sul parere negativo di Capello su Rafa Leao centravanti: "Ci sentiamo spesso con Capello, lo stimo molto e mi ci confronto. Per quanto riguarda Rafa Leao, ha fatto gol importanti. Per le caratteristiche dei giocatori, lui è Fullkrug sono i due centravanti, con caratteristiche diverse. In area a volte diamo la sensazione che manca qualcosa, ma le occasioni le abbiamo. Magari non appoggiandoci sul centravanti. Poi con Fullkrug in campo è diverso. Lui attacca la profondità, sta in area. Rafa Leao si è mosso tante volte bene senza che gli sia data la palla, bisogna migliorare".
Sul pericolo diffidati e sul VAR a chiamata: "Sul VAR a chiamata, intanto oggi sono uscite nuove regole. Bel segnare. Cercano di migliorare la situazione e sfruttare al meglio lo strumento. Come in tutte le cose ci sono pro e contro sul VAR a chiamata. Le cose vanno fatte dopo averle provate. Altrimenti poi non puoi più tornare indietro. La partita più importante è domani, poi domani chi sta in piedi sarà pronto per il Derby, chi sarà squalificato andrà in tribuna".
Sull'obiettivo di recuperare l'affiatamento tra Rafa Leao e Pulisic: "Più che l'affiatamento, conta che stanno tutti bene ora. Domani non so ancora chi far giocare. Anche domani l'ultima mezz'ora ci sarà bisogno di chi sta in panchina. Pulisic è cresciuto mentalmente e fisicamente, tornerà al gol. Stanno tutti bene".
Se ha qualche rimpianto e pensa che la squadra ha dato ciò che doveva: "Difficile dirlo. Posso solo dire che la squadra viene tutti i giorni qui per migliorare. Poi ci sono gli avversari. Gli altri stanno facendo cose ottime. Su 26 partite ne hanno vinte 21, pareggiata una e perse 4. Noi abbiamo 54 punti, potevamo farne di più o di meno. Abbiamo quelli che meritiamo. Siamo arrivati a marzo, ora appuntamento al 25 maggio".
Come ha gestito la prima settimana dopo la sconfitta dopo tanto tempo: "Dopo sei mesi senza perdere, tutti abbiamo preso il contraccolpo. Normale, martedì eravamo rintronati. Poi mercoledì abbiamo fatto un bell'allenamento. Prima o poi si doveva scivolare. Si sperava di no, ma è successo. Ora bisogna tornare a camminare e correre. Domani partita difficile, la Cremonese finora ha fatto un buon campionato, ha qualità buone e ottime per la permanenza in Serie A, nelle ultime tre partite a Cremona il Milan non ha mai segnato. L'ultima vittoria risale al 93/94. Storicamente complicata, dobbiamo tornare alla vittoria. Gabbia sarà fuori, ha ancora un'infiammazione. Speriamo rientri il prima possibile. Hanno rimesso tutti i denti a Ruben e la buona notizia è che Gimenez ha finito la pre atletizzazione, è in una buona condizione. Da questa settimana potrebbe allenarsi con la squadra. Bel segnare e bel recupero".
Domani primo marzo, come ci è arrivato il Milan: "A marzo ci siamo arrivati, anche discretamente bene. Potevamo fare meglio, ma ora si decide la stagione. Negli ultimi tre mesi si decide campionato, posti Champions League e da domani inizia la discesa".
Siamo in attesa che inizi, alle ore 15:30, nella sala stampa del centro sportivo rossonero di Milanello, la conferenza stampa dell'allenatore Massimiliano Allegri alla vigilia di Cremonese-Milan.
Archiviata la sconfitta interna (0-1) contro il Parma, il Milan di Massimiliano Allegri è chiamato ad un altro delicato impegno di campionato. Domani, domenica 1° marzo, alle ore 12:30, i rossoneri saranno di scena allo 'Zini' contro i padroni di casa della Cremonese di Davide Nicola. Una sfida importante tanto per la zona Champions League, quanto per quella per 'calda', per evitare la retrocessione in Serie B.
Attualmente, il Milan è secondo in classifica, a quota 54 punti, a 10 punti di distanza dalla capolista Inter e 4 punti sopra il Napoli e la Roma (50), terze in graduatoria. Juventus (46) e la coppia Como - Atalanta (45) sono sempre pronte ad 'aggredire' la zona Champions. All'andata, la Cremonese espugnò 'San Siro' vincendo per 2-1.
Tre punti contro i grigiorossi sarebbero, per il Milan, di vitale importanza per continuare la scalata verso il vertice della graduatoria! Mister Allegri presenta i temi principali di Cremonese-Milan, nella sala stampa del centro sportivo rossonero di Milanello, in una conferenza che inizierà alle ore 15:30. Seguitela con il nostro LIVE testuale e non perdetevi neanche una dichiarazione in diretta!
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