Amici di 'PianetaMilan.it', benvenuti a 'Casa Milan' dove tra poco, alle ore 15:30, avverrà la conferenza stampa di presentazione di Kyle Walker, nuovo difensore inglese dei rossoneri di Sérgio Conceição.
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Conferenza stampa Walker: “Non basta essere bravi, serve mentalità” | LIVE News
+++ MILAN, IL LIVE DELLA CONFERENZA STAMPA DI WALKER +++
—Restate con noi per il LIVE della conferenza stampa di Walker. Classe 1990, è giunto in prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro dal Manchester City. Tutte le dichiarazioni del pluridecorato giocatore qui, in diretta testuale.
Termina qui la conferenza stampa.
Sul paragone con Hamilton e se vincerà prima la Ferrari o il Milan la Champions League: "Grazie per le belle parole, è sempre un piacere. Avrei potuto restare a Manchester e portare avanti il contratto. La vita di un uomo si riduce alle sfide, la mia in particolare. A volte si sente di dover provare qualcosa di nuovo. Ho parlato con tanti giocatori, altri che hanno smesso... Mi hanno detto proprio questo. Se non si fossero spostati in un'altra grande squadra sarebbero rimasti. Però ci sono poche squadre a cui non puoi dire di no e il Milan è tra questi. Ibrahimovic è stato chiaro e mi sono sentito voluto. Ho pensato fosse la decisione giusta. La sensazione di comodità a casa era finita. Hamilton è inglese come me, gli auguro il meglio. Voglio che vinca come me".
Se può aiutare Theo Hernandez in fase difensiva: "Ho giocato contro Theo Hernandez in nazionale, è fortissimo e ha grande talento. La stessa cosa che ho detto per Rafa Leao. Ha 27 anni, per un difensore quell'età tra i 27 e i 32 sono gli anni più importanti. Può raggiungere il massimo potenziale perché ha consapevolezza in entrambe le fasi. Posso aiutarlo, ma anche lui me in fase offensiva. Ho parlato con Conceicao, anche se il suo inglese non è il massimo. È contento che sia qui e ha detto che devo mostrare il mio calcio. Conversazione breve, ma a parte il suo inglese è stato fantastico, tutti mi hanno accolto bene. Ho vissuto in Inghilterra tutta la vita, per me è un grande cambiamento, ma mi hanno accolto alla grande. Ora tocca a me".
In che categoria mette Rafa Leao: "Parla da sé, non servono altri commenti. Quando lo vedi giocare e allenarsi. Penso anche a Bernardo Silva, sono giocatori eccellenti. Sta a lui dimostrare di essere tra i migliori al mondo. Questa squadra è piena di qualità, tutti vorrebbero una squadra così. Però serve mentalità, non devi essere solo bravo, ma devi mettercela tutta. Non puoi fare il figo perché sei bravo, devi essere costante".
Se il Milan era nel suo destino: "Non credo nel destino, ma nel duro lavoro. Ottieni ciò che fai. Il fatto che il mio compleanno sia il 28 maggio non lo vedo come un segno. Il lavoro deve continuare fuori e dentro dal campo. Dobbiamo fare il massimo in Champions e in campionato".
Se Guardiola gli ha detto qualcosa: "Quando ho parlato con lui è stata una conversazione distesa. Abbiamo grande rispetto reciproco per ciò che abbiamo fatto e vinto. Conosce bene la Serie A, sa cosa ho portato nello spogliatoio e c'era un'atmosfera serena. Sono qui per giocare a calcio e raggiungere la stessa confidenza che avevo anche lì con tutti. Imparerò l'italiano, mi metterò sotto e prenderò lezioni. Sono impegnato su questo fronte, ho fame di vittorie e fare bene. Non voglio aver vinto anche Inghilterra, ma anche qua".
Cosa teme del Derby e chi toglierebbe ai nerazzurri: "Come hai ben detto ci ho già giocato, ma so che il Derby sarà una partita totalmente diversa. Sarà come una partita a scacchi, dovremo procedere per mosse diverse. Siamo a metà stagione, da ciò che ho visto e di cui parlavo, sarà diversa ed emozionante. Ricordo che nella Supercoppa il Milan ha vinto, speriamo che non vogliano vendicarsi, ma lo vorranno di sicuro, quindi dobbiamo giocare carichi al massimo, concentrati e dobbiamo vincere per migliorare la classifica e per i tifosi".
Se è pronto a fare da guida: "È ciò che devo fare. Ho sempre avuto a che fare con giocatori più giovani. Ciò che vedo nei primi giorni è ciò che dice Ibrahimovic: manca fiducia. Si vince una partita e quella dopo no. Dalle prime cose che ho sentito penso le idee siano buone, ma serve una guida. Serve più disciplina, emozione, che contagia e genera situazioni come ieri. Non ho avuto modo di vedere le dinamiche della squadra, sono qui da poco, ma so che devo fare da guida. Conosco Ruben, Fikayo Tomori, Tammy Abraham, gioco con lor anche nell'Inghilettera e sanno che possono fare affidamento su di me perché sono una guida, spero di fare qui altrettanto".
Se quando il Parma è passato in vantaggio si era pentito: "Neanche un attimo. Nel calcio succede, alla fine il Milan ha vinto ed era ciò che serviva. Ci sarà una grande partita mercoledì e poi il Derby, questa è la direzione da prendere. Ieri ho pensato che sarebbe stata una settimana impegnativa".
Se ha parlato con alcuni giocatori e come può aiutare la squadra e se c'è un bonus per la vittoria della Champions: "Naturalmente vincere la Champions è un sogno che si avvera. L'ho fatto, ho vissuto una finale incredibile. Essere lì a giocarsi quel trofeo è unico. I complimenti che arrivano sono unici e irripetibili. Vincere la Champions è la cosa più bella che può succedere. Non penso che il bonus abbia influenza. Il bonus vero è vincerla. Io gioco solo per la passione. Non metto bonus di mezzo. La ragione per cui sono qui è mettere tutto me stesso, giocare per molto e voglio vincere qui. Ho trascorso tanto in squadre che hanno vinto e perso. A volte ci siamo arrivati vicino e ci è voluto molto prima di vincere. Penso anche al Triplete fatto. Non voglio smettere, voglio continuare a vincere. Negli ultimi anni abbiamo raggiunto gli obiettivi che volevamo".
Come mai il Milan ha pensato a lui: "La storia della società e il progetto di cui parla Ibrahimovic è in linea con me, ma è meglio se parla Ibra".
Che idea si è fatto su cosa serve al Milan: "Innanzitutto, per ciò che riguarda ciò che ho visto alla fine, serve quello per tutti i 90 minuti. Serve l'atteggiamento così sugli avversari, la pressione. Per vincere campionato e Champions. Penso a quando si gioca con le più grandi d'Europa: dall'inizio alla fine ho notato tanta differenza per carica ed energia. Servono guide sul campo, serve un atteggiamento dell'allenatore di quel tipo. Dimostra la passione e quanto ci tiene. Se si fa per 90 minuti si può raggiungere un buon risultato".
Cosa conosceva dell'Italia e della Serie A: "Stiamo parlando di grandi squadre che sono in Serie A, sempre in Champions League, quindi abbiamo visto questi giocatori. Penso alle squadre di Serie A in cui avrei potuto giocare. Siamo in una grandissima squadra oggi. Abbiamo parlato con molti giocatori al telefono e sono contento di essere in Serie A".
Se ha parlato con qualche giocatore del passato rossonero e sull'impatto: "Sì, ho parlato con uno dei più grandi, è qui al mio fianco. Mi ha chiarito molte cose e mi ha spiegato tante cose. Mi ha detto a cosa si punta qui, si è parlato della Supercoppa, che è stato un buon inizio. A livello di campionato non va alla grande, ma c'è la possibilità di qualificarsi agli ottavi di Champions, spero di portare esperienza e carisma. Voglio dimostrare che il Milan può tornare a prendersi ciò che vuole sia in campionato che in Champions".
Che percezione ha avuto del Milan nella sua carriera: "Per me far parte di questa squadra è bellissimo. Una grande occasione qui dopo ciò che ho fatto al Man City, è un'opportunità per mettere a disposizione il mio talento".
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