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Calciomercato Milan: risparmi e impatto a bilancio di acquisti/cessioni

Domenico Abbondandolo

E' da poco terminata la sessione invernale del mercato, che ha visto il Milan molto attivo. Ecco l'impatto a bilancio degli acquisti e delle cessioni

ULTIME NEWS MILAN - È stato un mercato intenso quello che si è appena concluso per il Milan. A dispetto di una lunga tradizione, che vuole la sessione invernale come sessione di riparazione, i rossoneri hanno rivisto in larga parte la rosa concludendo 5 operazioni in entrata e 5 in uscita. Si è trattato di un mercato intelligente e funzionale, fatto di operazioni tese ad assecondare il progetto tecnico e le esigenze di bilancio del club. Di seguito proponiamo un resoconto sul mercato dei rossoneri dal punto di vista delle spese e dei ricavi, dell’impatto sul bilancio, delle plusvalenze e dell’influenza sul monte ingaggi.

Spese – Il mercato condotto in prima linea da Maldini e Boban è stato privo di spese folli, quasi a saldo zero. L’unico investimento cash immediato è quello fatto per l’esterno belga Saelemaekers, arrivato in rossonero in prestito oneroso (3,5 milioni di euro) con diritto di riscatto (di ulteriori 3,5) che diventerà obbligo al raggiungimento di determinate condizioni. Le altre operazioni in entrata non hanno invece determinato alcun costo per ciò che concerne i cartellini. Ibra è arrivato a costo zero, Laxalt è stato richiamato dal prestito, Begovic e Kjaer in prestito (sul difensore danese c’è un’opzione d’acquisto per 2 milioni). L’impatto sul prossimo bilancio rossonero riguarderà dunque solo il costo per gli ingaggi lordi dei suddetti calciatori. Nello specifico, il Milan dovrà coprire spese per 8,5 milioni di euro (escluso l’ingaggio di Saelemaekers, al momento ignoto): 5,25 milioni per Ibrahimovic, 1,5 per Laxalt e 875.000 euro a testa per Begovic e Kjaer.

Entrate – Il Milan ha fatto cassa praticamente solo con la cessione di Piatek. Dalla partenza del centravanti polacco il club ha incassato 27 milioni di euro, generando un minore ammortamento di 3,9 milioni e risparmiando 1,57 milioni di ingaggio. L’operazione ha generato una minusvalenza minima (0,2 milioni), come successo per Borini. Con la partenza dell’ex Sunderland in direzione Verona, il Milan ha fatto registrare una minusvalenza di 0,9 milioni ma al tempo stesso si è assicurato un minore ammortamento di 0,9 milioni e un ingaggio risparmiato di 2,1 milioni. 

Il taglio degli stipendi ha rappresentato il filo rosso del mercato del Diavolo, che ha accettato di cedere quasi esclusivamente in prestito pur di tagliare i costi dettati dalla voce stipendi. È in questo senso che vanno interpretati gli addii Reina (risparmio di 2,62 milioni), Suso (2,62), Rodriguez (1,83; per lui anche 1 milione incassato dal prestito al PSV) e Caldara (1,92). 

Sul capitolo plusvalenze, in attesa di capire se i riscatti andranno in porto, è da registrare il riscatto di Gustavo Gomez da parte del Palmeiras. La cessione per 4,5 milioni del difensore brasiliano ha generato per le casse rossonere una plusvalenza di 1,6 milioni oltre che un minor ammortamento di 0,9 milioni.

Resoconto – Tracciamo di seguito, in maniera schematica, un resoconto su tutte le voci relative al mercato del Milan:

Entrate (costi dei cartellini): 32,5 milioni di euro (27 Piatek, 4,5 Gomez, 1 Rodriguez);

Spese (cartellini): 3,5 milioni di euro (Saelemaekers);

Costo ingaggi: 8,5 milioni di euro (5,25 Ibrahimovic, 1,5 Laxalt, 0,85 Begovic, 0,85 Kjaer; escluso Saelemaekers);

Risparmio ingaggi: 12,77 milioni di euro (Piatek 1,57, Borini 2,1, Reina 2,62, Suso 2,62, Rodriguez 1,83, Caldara 1,92);

Risparmio totale a bilancio (ingaggi e ammortamenti): 18,5 milioni di euro [12,7 ingaggi più ammortamenti Piatek (3,9), Borini (0,9) e Gomez (0,9);

Plusvalenze: 1,6 milioni di euro (Gomez);

Minusvalenze: 1,1 milioni di euro (Piatek 0,2, Borini 0,9).

Intanto ecco il comunicato dell'acquisto di Alexis Saelemaekers, continua a leggere >>>

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