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Il Milan saluta Ibrahimovic: festa a ‘San Siro’. Monza nel suo futuro?

Daniele Triolo Redattore 

Zlatan Ibrahimovic lascerà oggi il Milan: festa a 'San Siro' dopo la partita contro il Verona e poi conferenza. Ma vuole continuare a giocare

'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola ha parlato di Zlatan Ibrahimovic che, stasera, dopo Milan-Verona, lascerà ufficialmente il club rossonero. L'attaccante svedese, classe 1981, saluterà lo stadio di 'San Siro' e la sua gente. Ibra è uno dei 15 migliori marcatori nella storia del Milan e, da quando è tornato in rossonero, nel gennaio 2020, ha fatto scoccare la scintilla di una squadra che si era persa nella 'banter era'.

Intorno alle ore 23:00, dopo Milan-Verona, Ibrahimovic (che non è riuscito a tornare in campo in tempo dopo l'ultimo infortunio rimediato a marzo), entrerà sul prato di 'San Siro' e verrà omaggiato dallo stadio, guidato dallo speaker. La Curva Sud Milano farà la sua parte e poi il club rossonero gli farà un regalo simbolico. Al termine delle celebrazioni, Zlatan sarà in conferenza stampa.

Milan, addio a Ibrahimovic: tutti i dettagli della serata

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Tutti gli chiederanno, molto probabilmente, cosa farà nel suo futuro ed è probabile che Ibra si terrà sul vago. Non ha vissuto, secondo la 'rosea', settimane serene. Avrebbe voluto continuare a giocare con il Milan, ma il colloquio dei giorni scorsi con i dirigenti ha soltanto ufficializzato ciò che Ibra immaginava. Sa anche lui, infatti, che il suo corpo gli sta mandando segnali evidenti.

A maggio 2022, subito dopo lo Scudetto con il Milan, Ibrahimovic si era operato al ginocchio per giocare un'altra stagione. È tornato in tempo per segnare, su calcio di rigore, ad Udine, il gol più vecchio della storia della Serie A. Poi, però, il 23 aprile si è rifatto male al polpaccio destro mentre si scaldava durante Milan-Lecce e fine dei giochi.


Non giocare gli ha pesato. Ibra non ha cambiato idea, secondo 'La Gazzetta dello Sport'. Vuole giocare ancora, vuole andare agli Europei 2024 con la Svezia. Ha parlato con Adriano Galliani e la soluzione di andare un anno a Monza gli piace. Un club ambizioso, in cui potrebbe essere leader e aiuto per i giovani.

Ibra, in fin dei conti, sta aprendo un centro padel a Segrate. A Milano ha interessi imprenditoriali, i suoi figli giocano in zona. Meno attraente, invece, un futuro negli Emirati, in Arabia, ancora meno negli Stati Uniti. Stasera, dopo Milan-Verona, il Diavolo celebrerà due Ibra: quello di ieri, del biennio 2010-2012, e quello di oggi, dell'abbondante triennio 2020-2023.

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Il miglior Ibrahimovic della seconda carriera al Milan è quello dei primi 18 mesi, dei due campionati del CoVid chiusi in doppia cifra, della doppietta in un derby Inter-Milan 1-2 commentata con il messaggio a Romelu Lukaku: “Milano non ha mai avuto un re, ha solo un dio”.

Lo Zlatan più emozionante, bello e 'umano', però, ha chiosato il quotidiano sportivo nazionale, è quello dei primi sei mesi del 2022. È rimasto mesi senza il crociato anteriore del ginocchio sinistro, si è fatto più di 20 iniezioni, si è svuotato il ginocchio una volta a settimana per entrare, ogni tanto, negli ultimi 20 minuti per difendere palloni e lasciare il suo marchio sullo Scudetto. Milan, folle suggestione di mercato >>>