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Pagelle Lazio-Milan: analisi, giudizi, Flop della gara

Giacomo Magnani

Tutto il meglio ed il peggio di Lazio-Milan, terza giornata del campionato di Serie A, andata in scena questo pomeriggio allo Stadio Olimpico

L'ANALISI

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Fin dal 1º minuto si registrano sonori fischi per Lucas Biglia, ex-capitano biancoceleste che ha lasciato Capitale con non poche polemiche. Prima occasione per i rossoneri al 5' con un destro al volo di Borini che impatta sulla difesa della Lazio. Al 9' è Kessié a inserirsi e lasciar partire la conclusione morbida bloccata da Strakosha. Nonostante siano i rossoneri ad avere il pallino del gioco, sono gli uomini di Inzaghi ad avere la prima grande occasione da gol: al 17' è Bastos che, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, non riesce a ribadire la palla in rete a un metro dalla linea di porta. I rossoneri, forse intimoriti, perdono la supremazia del campo a favore dei biancocelesti che trovano più coraggio. Al 37' la svolta del match. Kessié stende Luis Alberto in area di rigore e l'arbitro Rocchi non ha dubbi: calcio di rigore. Immobile, dal dischetto, non sbaglia: vantaggio Lazio. L'attaccante della Nazionale si esalta e al 43', con una perla al volo, punisce per la seconda volta Donnarumma: raddoppio biancoceleste. Il primo tempo termina quindi 2-0, con i ragazzi di Inzaghi sulle ali dell'entusiasmo e quelli di Montella ammutoliti.

Comincia la ripresa, ma la storia non cambia. La Lazio fa quello che vuole nell'area di rigore rossonera, portando Immobile a freddare per la terza volta Donnarumma al 3'. 60 secondi più tardi i biancocelesti ripartono in contropiede e sfruttano una difesa completamente scoperta trovando il quarto gol con Luis Alberto. Le telecamere indugiano su un Vincenzo Montella annichilito. Al 10' Suso scalda i guantoni di Strakosha con una conclusione mancina a giro. All'11' è Montolivo ad accorciare le distanze su una conclusione deviata dal neo-entrato Çalhanoğlu. I rossoneri continuano a cercare di accorciare le distanze, senza mai essere realmente pericolosi. Anzi, è la Lazio che a più riprese trova le occasioni di ripartire in contropiede creando continue occasioni gol con ancora una volta con Immobile protagonista. Il match terminerà senza ulteriori squilli, con i rossoneri a uscire dal campo a testa bassa da quella che doveva essere una sfida totalmente diversa.

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I FLOP

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Franck Kessié è senz'altro una delle note negative, la più grave insieme a Davide Calabria. Tutti i gol sono nati dalla fascia destra rossonera, zona di campo in cui hanno giocato proprio i due giovani rossoneri. Male anche la coppia di difesa composta da Bonucci e Musacchio. Da rivedere gli esterni d'attacco: Borini è stato servito a più riprese senza mai incidere realmente sul match, mentre Suso non è mai entrato in partita. Lo spagnolo è l'unico giocatore capace di inventare nella metà campo offensiva rossonera e per questo motivo non può permettersi di defilarsi, vivendo la partita da spettatore come ha fatto oggi.

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IL MISTER

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Nella partita di quest'oggi sono emersi diversi difetti. Manca un vice-Kessié, vista e considerata la penuria della panchina rossonera per quanto concerne il reparto di centrocampo. Da rivedere la scelta di Calabria sulla fascia destra: il numero '96 si è ritrovato in balia degli attacchi biancocelesti e per questo motivo forse sarebbe stato meglio puntare sul più esperto Abate. È vero, con il senno di poi è molto facile parlare, ma il risultato parla chiaro. Questo 4-1 servirà ai rossoneri per ridimensionarsi e per trovare dentro di sé le motivazioni per riscattarsi. O almeno questa è la speranza di ogni tifoso rossonero...

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