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Milan, sfida allo strapotere Juve

Palermo-Milan Suso
Gli sbarbati rossoneri provano a fare l'impresa contro la Juventus a Doha. Montella vuole leggerezza e umiltà. Allegri cerca il sorpasso su Conte.

Stefano Bressi

Potrebbe essere il ventinovesimo trofeo di Silvio Berlusconi e il primo di Vincenzo Montella, che finora con le finali non ha avuto tanta fortuna. Con i Giovanissimi della Roma ha perso il campionato, mentre con la Fiorentina ha perso in finale di Coppa Italia contro il Napoli. Lui però non si fa troppi problemi e dice chiaramente che tende a dimenticare il passato.

Appare disteso, l'Aeroplanino. Non si sa come faccia, anche solo a fingerlo. Di certo se in realtà stesse nascondendo la tensione oggi lo scopriremo. Montella sa che servirà la partita perfetta, che il Milan dovrà spesso adattarsi all'avversario, senza mai perdere ordine. Vuole una squadra che dia il 100%. Non sarà semplice, ma il Milan non ha nulla da perdere, scrive il Corriere della Sera. Il ritardo aereo non avrà agevolato la preparazione, ma di certo ha dato una carica in più. Adriano Galliani, inoltre, ricorda ai giovani milanisti che giocano nella squadra italiana che ha vinto di più al mondo. Giusto per mettere le cose in chiaro, nessun timore reverenziale.

Il Milan, però, di esperienza ne ha davvero poca. L'unico presente l'ultima volta che si è alzato un trofeo è Ignazio Abate (proprio la Supercoppa Italiana del 2011). Per il resto solo Carlos Bacca (due Europa League), Gabriel Paletta (un campionato argentino) e Juraj Kucka (in Repubblica Ceca) hanno vinto qualcosa. Partire sfavoriti, inoltre, non è sempre uno svantaggio. Montella sa bene quale siano i punti di forza del Milan e li ribadisce: leggerezza, entusiasmo e un pizzico di incoscienza. Oltre a un po' di fortuna.

Per quanto riguarda la formazione, pochi dubbi. L'unico riguarda M'Baye Niang, in ballottaggio con Andrea Bertolacci. In vantaggio è l'ex giocatore del Genoa. Giacomo Bonaventura, quindi, passerà nel tridente offensivo. Saranno otto gli italiani in campo, per la gioia di Berlusconi. L'obiettivo, ricorda Montella, è anche quello di regalare quello che potrebbe essere l'ultimo trofeo al Presidente. Come detto, sarebbe invece il primo di Montella, che però è cambiato molto rispetto a quando si è giocato la finale con la Fiorentina. Addirittura qualcuno gli chiede se si sente difensivista, lui ovviamente resta sbigottito. La domanda, però, è giustificata dal Milan di oggi, squadra che gioca con un baricentro basso ed è brava a sfruttare le occasioni. Probabile accada questo anche oggi, ma Montella sa che non potrà lasciare troppo l'iniziativa alla Juventus. Infine, sul volo rinviato, Montella ha chiarito: "Se si era deciso di partire il 20 evidentemente era la cosa giusta da fare..."

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