Il rinvio del closing per la cessione del Milan a marzo apre ufficialmente l'era della coabitazione tra Adriano Galliani e Marco Fassone per il mercato
Con una nota stampa congiunta, emessa nella tarda mattinata di ieri, Fininvest e 'Sino-Europe Sports' hanno disposto la chiusura dell'operazione per il passaggio di proprietà del Milan al prossimo 3 marzo 2017. Automaticamente, ciò comporterà una sessione invernale di calciomercato, come recita il comunicato, basata “sul principio della condivisione delle scelte”.
Il 'Corriere della Sera' oggi in edicola ha spiegato come sarà l'amministratore delegato uscente, Adriano Galliani, ad occuparsi delle trattative: il dirigente brianzolo avanzerà le proposte in termini di acquisti e cessioni per il Milan a gennaio, ma potrà procedere soltanto una volta ottenuto l'ok dal fondo cinese, e quindi dal loro consulente, Marco Fassone, il quale dal closing in avanti ricoprirà proprio l'incarico attualmente di Galliani. Il tutto con budget non definito, ma limitato: l'ideale sarebbe uscirne, tra acquisti e cessioni, a 'saldo zero'.
Il problema, adesso, sorge proprio nella condivisione degli obiettivi. Per il 'CorSera' e 'La Stampa', mentre Silvio Berlusconi e Galliani proseguirebbero, anche a gennaio, sulla linea di una squadra giovane ed italiana, il consorzio cinese vorrebbe puntare, su nomi altisonanti, magari anche più esperti, ma pronti sin da subito ad innalzare il tasso tecnico della squadra rossonera. Galliani, per esempio, per il centrocampo punterebbe Roberto Gagliardini, classe 1994, dell'Atalanta, mentre Fassone (ed il suo braccio destro Massimiliano Mirabelli) punterebbe su Cesc Fábregas, classe 1987, del Chelsea.
Simbolo di questa diversità di vedute, in quello che si preannuncia come un problematico periodo di transizione e coabitazione forzata, è la situazione di Carlos Bacca: il colombiano, come già accaduto la scorsa estate, è giudicato sacrificabile dall'attuale proprietà, mentre per i cinesi è uno dei pochi giocatori da tenere assolutamente, poiché considerato tra i più forti della rosa ed il più conosciuto anche in Oriente. Insomma, come scritto da 'Repubblica', lo scenario in casa Milan per ora è bizzarro, con il mercato di Fassone e Mirabelli virtuale come quello del gioco 'Football Manager' e, invece, le mosse di Berlusconi vincolate al sì cinese a meno che non siano talmente brillanti da mettere tutti d'accordo.
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