archivio2015

LITE CON INZAGHI, #3MOTIVI PER CUI…#IOSTOCONBOBAN

Renato Boschetti

Il post-partita di Milan-Sampdoria è stato caratterizzato, nuovamente, dai fischi dei tifosi rossoneri alla ennesima, deludente prova dei rossoneri: un pareggio, quello di ieri, che probabilmente condanna il Milan al secondo anno...

2) Difficile per Inzaghi dare un gioco a giocatori estemporanei e inaffidabili: Superpippo ha sempre dichiarato, nei momenti di massima emergenza, che il gioco rossonero latitasse a causa delle tante assenze. Vero, ma non al 100%: da qualche settimana, con l'infermeria ridotta ai soli El Shaarawy e Montolivo, il gioco rossonero non è decollato affatto. Ci sono stati leggeri miglioramenti, questo è insindacabile, ma non tali da giustificare le parole di Inzaghi, che ieri si definiva contento della prestazione offerta dai suoi. Il Milan, attualmente, si affida solo a giocatori estemporanei e ampiamente inaffidabili: caso emblematico è Menez, il vero ago della bilancia rossonero. Se gioca bene, o meglio decide di applicarsi, allora il Milan vola; se gioca svogliato, perdendosi in preziosismi come l'inutile tacco di ieri, il Milan difficilmente ottiene tre punti.

3) Il Milan quest'anno non ha mai avuto un bel gioco. Inzaghi sbaglia quando afferma il contrario: A prescindere da Menez, però, il Milan anche ad inizio stagione, quando viaggiava ad una media di due punti a partita non ha mai entusiasmato per il suo bel gioco. Si è partiti da una constatazione di inferiorità manifesta che spingeva il Milan a colpire sempre e solo in contropiede, per passare ad una cervellotica ed inutile ricerca di gioco tramite l'imposizione del proprio "gioco" e del proprio ritmo. Ovviamente, visti i punti precedenti, la missione è clamorosamente fallita, ma quel che più colpisce è l'ostinarsi a pensare il contrario. In trenta giornate il Milan non ha mai colpito grazie al suo "gioco", ma grazie ai colpi dei singoli, anzi ai colpi di Menez quando è in giornata di grazia.