Ancelotti: “La Champions League del 2003 il mio trofeo più importante”

Ancelotti: “La Champions League del 2003 il mio trofeo più importante”

Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha ricordato ai microfoni della ‘UEFA’ la Champions League vinta con il Milan a Manchester: “Sapore speciale”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Questa settimana torna la Champions League e Carlo Ancelotti, alla vigilia di Salisburgo-Napoli, ha raccontato, ai microfoni della ‘UEFA‘, le emozioni che gli procura il massimo trofeo continentale per squadre di club.

“Il trofeo vinto con il Milan nel 2003 è stato il mio primo, quindi sicuramente il più importante. Ho vinto altre due volte, ma la prima ha un sapore speciale, anche perché fu una finale tra due squadre italiane, quando il calcio italiano era al massimo livello”, ha detto Ancelotti sulla finale di Manchester vinta dai rossoneri ai calci di rigore contro la Juventus.

“Nel 2014 giocammo una grande Champions, quel Real Madrid voleva fortemente conquistare ‘La Décima‘ – ha detto a proposito della ‘Coppa dalle grandi orecchie’ vinta in Spagna -. Per il Napoli la Champions League è una verifica. In passato, non ha mai ottenuto grandi risultati in questa manifestazione nella sua storia, quindi per noi rappresenta un test per cercare di fare sempre meglio”.

Sulla sua carriera da allenatore, iniziata alla Reggiana, in Serie B, nella stagione 1995-1996, Ancelotti ha ricordato: “Non ho mai rimpianto di aver smesso presto di giocare. Mi ritengo fortunato, invece, di aver iniziato la carriera da allenatore. Sono sempre vicino all’azione, anche se non posso intervenire direttamente. Un allenatore dipende dai suoi giocatori in campo. Può dare delle istruzioni, su ciò che i calciatori possono fare in campo. Conoscenza ed esperienza sono molto importanti per un tecnico. Se pensi che possa bastare essere un grande calciatore per diventare un grande allenatore, ti sbagli”.

Sui segreti delle sue conquiste, Ancelotti ha concluso: “Ci sono molti aspetti: non solo tattica, ma anche il rapporto con i giocatori, con la società e con i media. Io ho avuto molta fortuna ad allenare grandi giocatori. Rende tutto più semplice, oltre ad avere grande qualità sono quasi sempre i più seri e professionali”. Su un suo possibile ritorno al Milan si è espresso, in questi giorni, un suo ex compagno di squadra in rossonero: continua a leggere >>>

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