Gattuso il pacificatore: il rilancio del Milan passa da lui

Gattuso il pacificatore: il rilancio del Milan passa da lui

Nelle ultime due settimane ha gestito la rosa e il gruppo in maniera perfetta e con grande esperienza: Gattuso si è ripreso il suo Milan

di Alessio Roccio, @Roccio92

ULTIME MILAN – E’ al Milan da 18 mesi – come allenatore – ma parola sua gli sembra di esserlo da 20 anni. Rino Gattuso non nasconde il coefficiente di stress nell’allenare una squadra come il Milan in cui le pressioni sono all’ordine del giorno. Nelle ultime settimane lo ha vissuto appieno sulla propria pelle. Gli scarsi risultati sul campo, i comportamenti sbagliati di molti calciatori e addirittura uno scontro verbale con uno di loro durante una partita. L’avventura di Rino Gattuso sulla panchina rossonera sembrava giunta al capolinea dopo l’ennesima sconfitta in quel di Torino.

Eppure il tecnico ancora una volta ha dato prova di essere pieno di risorse. Dopo la sconfitta contro i granata Gattuso non avrebbe mai pensato che la soluzione migliore fosse quella di portare tutta la squadra in ritiro, ma i ritardi di alcuni – su tutti Bakayoko – lo hanno portato alla scelta estrema. Una decisione che, tuttavia, si è dimostrata ad oggi vincente sotto ogni punto di vista.

Il ritiro ha ricompattato il gruppo e la squadra ha mostrato la grinta giusta e la voglia di vincere sia contro Bologna che Fiorentina. Sei punti che tengono i rossoneri in piena scia della corsa Champions, rimanendo sempre costretti a sperare in un passo falso altrui (Atalanta o Inter ndr). La gestione del caso Bakayoko, poi, è stata da applausi. Per il bene del Milan i due si sono chiariti davanti a Leonardo e Maldini e Rino nella trasferta di Firenze lo ha riproposto dal 1′. Il francese per tutta risposta è stato uno dei migliori in campo.

Anche le scelte riguardanti quei giocatori che per tutta la stagione non sono stati in prima fila sono state decisive. Da Borini ad Abate, passando per Zapata. Riserve risultate decisive nel momento di maggiore necessità. E come non sottolineare anche il ritorno su buoni livelli di Suso e Calhanoglu, i pupilli di Gattuso, sempre difesi da tutto e da tutti anche quando il limite era arrivato all’estremo. Se il Milan si ritrova ancora in lotta a 180 minuti dalla fine la maggior parte dei meriti sono dell’ex numero 8 rossonero. Ecco #3motivi per continuare a credere alla zona Champions: continua a leggere>>>

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