Milan, il turnover funziona in parte. A centrocampo la coperta è corda

Ieri Gattuso ha dato spazio a molte riserve e se alcune hanno brillato, in mezzo al campo le seconde linee del Milan ha mostrato qualche limite di troppo

di Edoardo Lavezzari, @Edolave

A fine partita Gennaro Gattuso si è detto soddisfatto. Difficile dargli torto: il Milan torna dal Lussemburgo con tre punti in tasca, un altro gol di Higuain e la consapevolezza di avere uomini importanti oltre ai titolari, da poter schierare nel momento del bisogno. Un discorso, questo, che vale per la difesa, dove Reina non si discute, mentre Caldara e Laxalt hanno mostrato di essere più di semplici alternative e per l’attacco, dove Castillejo ha messo in mostra il suo talento e la sua fame, oltre che un buon affiatamento con Gonzalo Higuain. Discorso diverso per il centrocampo (che a discolpa di chi è sceso in campo era l’unico reparto completamente rivoluzionato negli uomini) che ha mostrato più di una lacuna. Se Tiémoué Bakayoko ha mostrato qualche altro segno di crescita, soprattutto a livello tattico, lato del gioco in cui era parso più spaesato nelle primissime uscite, altrettanto non si può dire per Andrea Bertolacci e Josè Mauri.

Il primo, rientrato dal prestito dal Genoa è reduce da una buona stagione e da un’altrettanto positiva estate, tanto da aver convinto Rino Gattuso a stopparne la cessione. Il classe ’91 è tornato ad agire nel ruolo di mezz’ala e non centrocampista centrale, dove si trova maggiormente a suo agio, ma non può essere una scusante, anche e soprattutto alla luce della caratura dell’avversario, il modesto Dudelange. Discorso simile anche per Josè Mauri. L’ex Parma è tornato titolare dopo una vita e aveva a disposizione una grande occasione per mettersi in mostra, ma davanti alla difesa ha faticato più del previsto. Raramente è stato una fonte di gioco importante per il Milan, mostrando tutti i suoi limiti.

E’ vero, ieri sera mancava Riccardo Montolivo, ma la sensazione è che anche con lui in campo al posto di uno tra Josè Mauri e Andrea Bertolacci la situazione non sarebbe cambiata poi molto. In ultima analisi quindi, la linea mediana continua a essere il punto dolente del “Diavolo” e chissà che già a gennaio la dirigenza non intervenga in questo senso. Un’alternativa credibile in più ai titolari serve, soprattutto se davvero il Milan punta a tornare ai vertici del calcio italiano già nel corso di questa stagione.

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