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Calhanoglu, da certezza a mistero: Milan hai un problema

Hakan Calhanoglu, esterno del Milan (credits: GETTY images)

La spirale negativa di Hakan Calhanoglu non conosce sosta, anche ieri una partita sottotono. Il turco è l'ombra del giocatore visto la scorsa primavera

Edoardo Lavezzari

Arrivato al Milan come oggetto misterioso e dopo un lungo stop, Hakan Calhanoglu aveva fatto alzare più di un sopracciglio, soprattutto nella gestione Montella. Con l'arrivo di Rino Gattuso, il passaggio al 4-3-3, una migliore conoscenza dell'Italia e dell'italiano e soprattutto una ritrovata fiducia nei propri mezzi, il numero 10 rossonero era cresciuto con il passare delle settimane, fino a diventare uno dei giocatori più importanti per il Milan. Alla fine della scorsa stagione le sue presenze totali sono state 45, i minuti giocati 3159 i gol realizzati 8 e gli assist serviti 13. Numeri importanti, soprattutto alla luce dell'inizio di stagione difficile.

Con queste prospettive, il 2018/19 dell'ex Bayer Leverkusen iniziava nel migliore dei modi, o almeno avrebbe dovuto farlo, invece le cose sono andate in maniera molto diversa per il giocatore turco, che tra una vita privata un po' troppo chiacchierata e una serie di piccoli infortuni che gli hanno impedito di allenarsi e giocare con continuità è sembrato più il giocatore visto nel tardo 2017 che quello del 2018. I passi indietro del numero 10 rossonero, sono evidenti. Gattuso gli ha sempre dato fiducia, lo ha spronato a tirare di più e a giocare con la testa più leggera, il tutto ricordando sempre i problemi al collo del piede che gli hanno impedito di essere al 100%. Il mister, insomma, ha fatto di tutto per proteggere il suo talento, compreso dargli il più fiducia possibile, ma non è bastato. L

e prestazioni di Calhanoglu continuano a non entusiasmare, per usare un giro di parole. Ieri sera, in Milan-Torino, il turco è stato uno dei peggiori, se non il peggiore tra le fila del Milan. Nessun dribling tentato, 10 palloni persi, solamente il 79% di passaggi riusciti e due tiri in porta, uno dei quali largo di molto e con un compagno di squadra pronto per essere servito al centro dell'area di rigore, sono il simbolo di un momento difficilissimo e non è un caso che Rino Gattuso, al 71', abbia sostituito proprio lui per dare una scossa alla partita, scossa peraltro arrivata visto l'ottimo spirito con cui è entrato in campo Castillejo.

Pensare di rinunciare a Calhanoglu, qualche mese fa, era utopia per il Milan e anche adesso lasciarlo fuori o addirittura cederlo (per lui si sarebbe fatto avanti il Lipsia) sembra prematuro, anche perchè si parla di un classe '94 con ampi margini di miglioramento e che ha già dimostrato di avere qualità importanti, anche per il Milan, ma qualcosa dovrà essere fatto e anche piuttosto velocemente: recuperare Calhanoglu deve essere una priorità per i rossoneri.

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