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SACCHI: “Il Milan cresce, ma il gioco va migliorato”

Arrigo Sacchi (credits: GETTY Images)

Arrigo Sacchi analizza il derby di domenica fra Milan e Inter, in chiave tattica. Il Milan è in crescita, ma manca ancora di gioco

Redazione

Arrigo Sacchi, storico allenatore del Milan dei record, ha commentato così sulle pagine della Gazzetta dello Sport il derby di domenica tra Milan e Inter: "La vittoria è importante, ma lo è anche lo spettacolo che amplifica il successo stesso. Domenica sera il derby non è stato spettacolare, ma la vittoria dei rossoneri potrebbe migliorare morale e autostima. Il Milan ha vinto meritatamente dopo un primo tempo con difficoltà. Entrambe le squadre dovranno migliorare gioco e collettivo"

Sull'Inter: "L’Inter di Mancini, dopo i buoni risultati iniziali ottenuti prevalentemente grazie allo stato di forma e alla qualità dei singoli, oltre che all’abilità tattica e gestionale di Roberto, ora sta vivendo un momento assai difficile. Mancini è allenatore capace che vorrebbe vincere e convincere con un gioco spumeggiante e divertente. Purtroppo per realizzare ciò si è affidato a molti giocatori abili e forti, ma in difficoltà quando devono giocare per il collettivo".

La qualità del gioco dell'Inter: "Oggi il calcio totale non è un optional, ma è una necessità e l’ingaggio di calciatori con queste caratteristiche agevola il tecnico. In generale, l’Inter gioca a specchio del rivale confidando nella qualità dei singoli, ma così facendo non forma una squadra e tanto meno produce gioco.

Il gioco del Milan: "I rossoneri stanno lentamente migliorando, contro l’Inter la squadra è stata più connessa anche se non sempre compatta. In fase di possesso le ripartenze sono le cose migliori, mentre fluidità di manovra e distanze sono da perfezionare. In fase di non possesso bisognerebbe essere ancora più bravi nel pressing per agevolare le transizioni veloci. A volte manca la copertura e l’allineamento dei quattro difensori non sempre è buono. Le marcature a scalare a centrocampo e in difesa stanno migliorando, ma le chiusure e i posizionamenti preventivi dovrebbero essere una costante. Per poter diventare un vero collettivo occorrerà che il gruppo sia guidato dal gioco e non dal singolo".

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