Yonghong Li a rischio default? Milan, subentrerebbe Elliott

Nel caso in cui il proprietario cinese non ottemperasse agli impegni economici necessari, il Milan finirebbe nelle mani del fondo statunitense

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Come riporta la stragrande maggioranza dei quotidiani, sportivi e non, in edicola questa mattina, il proprietario e Presidente del Milan, Yonghong Li, è chiamato a versare 10 milioni di euro, prima tranche dell’aumento di capitale di 37,4 necessario a chiudere la stagione 2017-2018, entro stasera. O, al massimo, entro la fine di questo mese di marzo.

C’è la possibilità, secondo ‘La Gazzetta dello Sport’ ed il ‘Corriere della Sera’, che tali soldi arrivino, magari con qualche giorno di ritardo, e che li versi Yonghong Li, mantenendo fede agli impegni economici presi come ha sempre fatto in passato oppure che l’imprenditore cinese, in difficoltà in patria, possa appellarsi ancora una volta all’ancora di salvezza che corrisponde al nome del fondo statunitense di investimenti Elliott Management Corporation.

La realtà di Paul Singer vanta, al momento, un credito complessivo nei confronti di A.C. Milan e Rossoneri Sport Investments Luxembourg di 303 milioni di euro più interessi, suddiviso in 123 milioni (la parte di debito del club rossonero) e 180 milioni (la parte di debito che interessa direttamente la controllata di Yonghong Li). Nel caso in cui Elliott versi i 10 milioni di euro necessari al più presto, o anche l’intero importo dell’ultimo aumento di capitale da 37,4 deliberato dal Consiglio d’Amministrazione del Milan lo scorso 13 marzo, è logico e consequenziale l’aumento del debito della Rossoneri Sport Lux nei confronti del fondo U.S.A..

Yonghong Li, dunque, correrebbe seriamente il rischio di andare in default. In questa circostanza, cosa accadrebbe? Semplice: il club rossonero cambierebbe proprietà e ‘transiterebbe’ dall’imprenditore cinese ad Elliott. Il Milan, infatti, come evidenziato dalla ‘rosea’, al momento del prestito da 303 milioni di euro più interessi è stato dato in pegno a Project Redblack, la società costituita da Elliott e Blue Skye Investment, gruppo di investimento decisivo per il maxi-finanziamento nel Milan. Ecco perché, in caso di mancato pagamento, Elliott potrebbe procedere all’escussione del pegno, un procedimento complesso nell’ambito della legislazione lussemburghese, con cui in un tempo ragionevole (si parla di due mesi) il Milan cambierebbe proprietario.

Per il ‘CorSera’, addirittura, all’interno del CdA del Milan sarebbero in molti a vedere di buon occhio questa soluzione e, per questo, si spererebbe che sia Elliott ad intervenire versando già questi primi 10 milioni dell’ultimo aumento di capitale di modo da coinvolgerlo sempre di più nella gestione ordinaria del club rossonero. C’è però l’ipotesi di un prestito-ponte da 35-40 milioni, da Elliott a Yonghong Li, per potergli consentire di gestire il Milan fino a giugno: l’imprenditore cinese avrebbe così altri tre mesi di tempo per cercare il rifinanziamento. Resterebbe al comando, ma Elliott avrebbe un ruolo sempre più centrale, e decisivo, nelle sorti del Milan.

Presumibilmente, anche nei colloqui che la società avrà con la UEFA: il 19 o 20 aprile prossimo, infatti, i rossoneri discuteranno, a Nyon, il settlement agreement, ovvero il patteggiamento delle sanzioni sul mancato rispetto del Fair Play Finanziario. Lo spauracchio, ha chiosato ‘La Gazzetta dello Sport’, è la mancata iscrizione alle coppe per la stagione 2018-19: la UEFA pretende la continuità aziendale, con certezza sull’assetto proprietario e la ristrutturazione del debito in scadenza a ottobre, senza dimenticare che a Nyon non vedono di buon occhio l’invadenza dei fondi di investimento nella «vita» delle squadre di calcio.

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