INTERVISTE

Milan, Loftus-Cheek si prende la scena: “Ibra leader. Pioli e Conte? Vi dico che …”

Daniele Triolo Redattore 
Ruben Loftus-Cheek, centrocampista del Milan, ha parlato a 'Cronache di Spogliatoio': le dichiarazioni sul 'Corriere dello Sport' di oggi

Ruben Loftus-Cheek, centrocampista del Milan, ha parlato a 'Cronache di Spogliatoio' e le sue dichiarazioni sono state riportate, in parte, dal 'Corriere dello Sport' oggi in edicola. Nella sua intervista, RLC ha toccato vari temi, tutti interessanti. A cominciare dal ruolo in cui, attualmente, lo impiega l'allenatore Stefano Pioli nel Diavolo.

«Ho giocato in molte posizioni in carriera, ma nel mio ruolo attuale mi sento bene - ha detto Loftus-Cheek -. Pioli mi dà continuamente feedback, anche attraverso i video. Lavoro con il mister e il suo staff sull’analisi del mio gioco, penso sia importante questo strumento nel calcio di oggi: guardare le partite, vedere dove e come migliorare».

Loftus-Cheek: "Nazionale? Conseguenza del mio rendimento al Milan"

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Sulle differenze che vede tra Pioli e gli altri due allenatori italiani avuti ai tempi del Chelsea, ovvero Maurizio Sarri e Antonio Conte, Loftus-Cheek ha poi aggiunto: «Con Sarri ho giocato sulla sinistra. Una cosa che ho notato degli allenatori italiani è che non ti vedono mai come un prodotto finale, ma vogliono sempre aiutarti a migliorare, lavorano su di te».

Il numero 8 del Milan ha parlato, poi, della Nazionale inglese, che non lo chiama ormai da diverso tempo. «Andare all’Europeo? Ci spero, ma al momento mi sembra difficile che sarò convocato. Mi piacerebbe tornare a giocare con l’Inghilterra, ma l’obiettivo è fare bene al Milan. Anche perché l’Inghilterra è soltanto una conseguenza del rendimento al Milan».


"Ibra leader fantastico: ti sprona a dare il massimo"

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RLC ha poi proseguito rivelando un retroscena su Zlatan Ibrahimović: «Lui è un grande aiuto da quando è arrivato in questo ruolo. È sempre fuori dallo spogliatoio, ad aspettare che passiamo, per incoraggiarci. Parla con tutti al campo, è una persona e un leader fantastico. Ti sprona a dare il massimo. Mi dice di buttarmi in area: ‘Prova, prova!’. Ed essere decisivo».

Spazio, infine, ai rapporti con i nuovi compagni di squadra, in particolare quello che - nel corso dei mesi - si è formato e consolidato con Tijjani Reijnders. «Con Reijnders siamo amici. Siamo arrivati insieme al Milan ed entrambi parlavamo inglese, quindi ci ha aiutato a conoscerci meglio. Recentemente è diventato padre e infatti lo chiamo papà. Non ho ancora visto suo figlio, ma non vedo l’ora. È una persona eccezionale». LEGGI ANCHE: Calciomercato Milan – Nuovo attaccante, spunta un nome che fa sognare >>>


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