Italia, Ventura: “Andremo ai Mondiali: non deluderemo”

Gian Piero Ventura, Commissario Tecnico dell’Italia, in conferenza stampa a Coverciano si è detto sicuro della qualificazione azzurra a Russia 2018

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Giornata di conferenza stampa, ieri, a Coverciano, per il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Gian Piero Ventura, in vista dei playoff per i Mondiali di Russia 2018: alle porte, infatti, il doppio appuntamento contro la Svezia (10 novembre alla ‘Friends Arena’ di Solna, Stoccolma; 13 novembre allo stadio ‘Giuseppe Meazza’ di San Siro, Milano), che potrebbe valere, per gli azzurri, la qualificazione alla rassegna iridata.

“Non è facile, ma siamo sereni – ha detto Ventura ai cronisti, nelle dichiarazioni riportate quest’oggi da ‘La Gazzetta dello Sport’ -: non ho mai avuto la sensazione di essere lontano dalla Federazione. La ringrazio: in questi due anni è stata molto disponibile. E’ evidente che abbiamo un obiettivo comune, io mi sento spesso con il Presidente, ma i ragazzi avevano voglia rivederlo e lui è venuto. C’è grande compattezza: una volta qualificati, ci sono presupposti per fare cose più importanti. Io penso già agli stage, alle amichevoli contro Inghilterra, Argentina, ed ovviamente Russia. Ora, però, testa alla Svezia”.

A proposito degli spareggi, Ventura ha commentato: “E’ un momento importante per me, ma anche per i giocatori. Andare al Mondiale conta: per alcuni è iniziare un ciclo, per altri è finirlo. Abbiamo convinzione, serenità, determinazione. Ringrazio i 65mila tifosi che saranno a San Siro lunedì. Il Paese ci spinge, l’Italia non ha mai deluso e noi non dobbiamo deluderla. Adesso, però, non dobbiamo sognare ma preparare le partite. Anzi, io un sogno ce l’ho: avere 20 giorni di tempo per allenare la squadra. Per far sì che questo si realizzi, bisogna andare al Mondiale. E ci andremo. Nessuno ha mai preso in considerazione il non andarci. Ci qualifichiamo. Tutto il resto viene dopo. All’Italia, in fondo, basterà essere l’Italia: quando si è giocato qualcosa di importante, ci è sempre stata”.

Ventura ha quindi affrontato l’argomento Svezia: “Per 5-6 undicesimi è la stessa squadra dell’Europeo. Giocano allo stesso modo, con fisicità ed organizzazione. Ma il problema non è quello che fanno loro, è quello che facciamo noi. Il gioco? In Spagna o in Inghilterra se vinci giocando male, esonerano l’allenatore. In Italia invece contano i risultati. Ma giocando bene si presume di fare risultato, così come, se vinci, poi troppo male forse non hai fatto”. Sulla scelta di convocare l’oriundo Jorginho del Napoli: “Abbiamo due match in 72 ore, per questo siamo 27. Abbiamo 4 diffidati. Jorginho? Non veniva chiamato perché ci schieravamo in un modo per cui non c’era il suo ruolo. Ora invece è dentro perché può essere molto utile in una doppia sfida importantissima. Ci giochiamo i Mondiali: non è una scelta politica per toglierlo al Brasile, sta facendo bene ed è qui per questo”. Poi su Simone Zaza: “Ha avuto un percorso, quando l’abbiamo chiamato era per recuperarlo, ora invece c’è non tanto per i gol, ma per come sta giocando. Tutti questi passaggi hanno contribuito alla sua maturazione: credo che sia un giocatore migliore rispetto l’Europeo”.

Mondiale, dunque, a tutti i costi: “Il modulo non è un’ossessione – ha chiosato Ventura -, l’importante è come giochiamo. Tutti contano. Se sapessi di vincere schierando Gianluigi Donnarumma centravanti, lo schiererei. D’altronde ricordiamo che, se andremo al Mondiale, il vantaggio non sarà solo per noi, ma per tutto il movimento”.

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