Gazzetta – Il Milan ritrova l’Europa League: il TAS accoglie il ricorso

Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha ribaltato la sentenza UEFA: il Milan giocherà in Europa League. Ecco cosa è risultato decisivo

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Ieri, verso le ore 12:45, il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna ha dato inizio alla festa rossonera: proprio verso quell’ora, come ha ricordato ‘La Gazzetta dello Sport’ oggi in edicola, è arrivata la sentenza del TAS, che ha restituito al Milan la possibilità di disputare l’Europa League, invalidando il verdetto emesso poco meno di un mese fa dalla Camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club di Calcio UEFA (CFCB) ed invitando i rossoneri a ritornarvi per ricevere una sanzione disciplinare proporzionata alle violazioni commesse.

Bella vittoria, quindi, per il nuovo Milan del fondo Elliott Management Corporation: lo svantaggio accusato nei precedenti ‘round’ contro la UEFA, ha evidenziato la ‘rosea’, è stato annullato grazie ad una difesa finalmente solida ed a Paul Singer. È stata, infatti, la sostituzione di Yonghong Li in favore del fondo di investimenti statunitense a cambiare l’esito della partita. La UEFA ha dovuto fare un passo indietro, e il TAS ne ha fatto uno in avanti sul piano dell’attenzione. Ora, la prossima partita europea, per il Milan, sarà in campo, il prossimo 20 settembre, nei gironi di Europa League.

Il caso Milan, comunque, non si chiuderà qui: il club rossonero dovrà tornare, come detto, alla CFCB per una pena proporzionata all’attuale situazione finanziaria della società. Scenari possibili? Una multa (o anche una trattenuta sui premi per le competizioni UEFA), una restrizione alla rosa europea o l’obbligo a mantenersi in equilibrio tra entrate e uscite, strada che peraltro sta già cercando di percorrere dopo aver violato i parametri del Fair Play Finanziario nel triennio 2014-2017. Elliott, inoltre, si è di fatto impegnato di fronte la corte in un progetto Milan della durata di 3-5 anni.

La UEFA, ha scritto poi ‘La Gazzetta dello Sport’, ha avanzato un altro paio di dubbi di fronte a cui Franck Tuil, manager del fondo Elliott presente a Losanna al fianco del Milan, si è ben smarcato. Il primo: l’accusa faceva riferimento alla scarsa esperienza di Elliott nel calcio e il dribbling – riuscito – di Tuil è stato confermare la nomina di un management che più da vicino si occuperà di seguire le vicende del club. Secondo: di fronte all’insistenza UEFA sulla necessità di finanziare adeguatamente il club, Elliott si è detto disposto a intervenire aprendo il proprio portafogli.

Elliott, però, è stato il vero protagonista nella vittoria del Milan al TAS: se, infatti, nei processi precedenti, la presenza del fondo era interpretata come una ‘criticità’ da risolvere, vista un maxi-debito da rifinanziare, ora è diventata un’opportunità. Sì, perché, di fatto, la nuova proprietà americana ha azzerato il debito del club e cancellato la scadenza del prossimo ottobre sul rifinanziamento. Bravi anche gli avvocati del Milan, Roberto Cappelli e Andrea Aiello, che hanno insistito – e sono stati premiati – sulla disparità di trattamento con altri club con medesimo deficit, dal PSG al Manchester City fino all’Inter.

Elliott, adesso, dopo aver pagato la ‘pena proporzionata’, da nuova proprietà potrà anche richiedere il Voluntary Agreement. Intanto, però, a ‘Casa Milan’, è in corso una giornata campale per la definizione del nuovo board della società: segui qui tutte le news minuto per minuto!

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