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RASSEGNA STAMPA

Cessione Milan – Si resta negli USA: ora RedBird è a un passo

Stefano Bressi

Chiusura tra Elliott e RedBird vicina per la cessione del Milan, con Investcorp che si è ritirata. Operazione da 1,3 miliardi.

Ormai dovremmo esserci per la cessione del Milan da Elliott a RedBird, salvo clamorose sorprese. I fattori di rischio quando si fanno operazioni di questo tipo ci sono sempre, ma il margine di dubbio è davvero minimo secondo il CorSport, che assicura come si possa arrivare a una chiusura dell'affare in tempi brevi. Elliott avrebbe voluto dare l'annuncio dell'accordo lunedì, a campionato finito. Però le indiscrezioni sono uscite già ieri e la non smentita vale quanto un annuncio. Proprio prima di lasciare, tra l'altro, Gordon Singer dovrebbe essere per la prima volta in tribuna a seguire la squadra nella partita che può valere lo Scudetto numero 19. La dimostrazione che comunque la famiglia si è legata ai colori rossoneri, capaci di regalare emozioni forti. Sembrava impossibile, ma forse neanche loro si aspettavano questi risultati e questo calore.

Il motivo per cui Elliott preferisce RedBird va oltre il puro fattore economico, pur non secondario. Sembra che Investcorp avesse un po' di difficoltà a reperire le risorse finanziarie per coprire l'investimento. Ieri è arrivata la notizia che il fondo arabo si è ritirato per disaccordi con Elliott su una specifica clausola. La tardività dell'annuncio sembra figlia della fretta di non farsi scavalcare dalle fughe di notizie: che Investcorp preparasse il ritiro era ormai chiaro a tutti.

Ai piani alti di Elliott si riconosce enorme rispetto e si nutre grande considerazione per il fondo di Gerry Cardinale, a cui si riconosce competenza nell'industria sportiva e non solo. Un modo quindi non solo per migliorare l'aspetto finanziario, ma anche per riportare il Milan in alto a livello europeo. RedBird è in grado di gestire il Milan a 360°, migliorandolo sotto ogni aspetto. Lo ha già fatto Elliott, che si è occupato dell'emergenza di riportare il Milan con i conti a posto e competitivo sul campo. Ora bisogna raggiungere nuovi mercati geografici e fasce di consumatori diverse, stringendo collaborazioni sempre migliori. Insomma, per riportare il Milan a livelli europei in campo, bisogna farlo anche fuori.

Elliott però non ha intenzione di mollare. Anzi, vuole continuare l'avventura rossonera e, per questo, terrà una quota di minoranza. Monetizza sul valore costruito, ma si tiene così aperta la possibilità di guadagnare sul lavoro che farà RedBird, monitorando, ma anche affidandosi alla loro competenza. Questo un altro motivo per cui con Investcorp non è andata a buon fine: mancava l'intesa sui programmi futuri. A cominciare dal debito, che Elliott vede come limitazione alla crescita.

Invece l'acquisto di RedBird, da 1,3 miliardi, non caricherà debiti sul Milan per finanziare l'acquisto. Non è chiaro se comunque una parte dei soldi necessari all'acquisto verrà finanziata, ma intanto riceve secche smentite la possibilità che sia lo stesso Elliott a finanziare parte dell'acquisto.

Quindi il Milan si prepara a cambiare e i tifosi si chiedono cosa succederà e cosa aspettarsi. L'ipotesi più probabile è che ci sia una certa continuità con quanto fatto da Elliott finora. Tra l'altro, tutta la dirigenza dovrebbe essere confermata. C'è coincidenza di vedute sulle strategie tra i due fondi, con particolare attenzione alla crescita dei ricavi. È l'unico modo per poter poi aumentare gli investimenti nella rosa, fatti comunque sempre in modo intelligente. La presenza di Elliott garantisce che il Milan non farà investimenti azzardati, finanziati a debito e non coperti da ricavi addizionali. Gli accordi saranno regolati da patti parasociali e dal contratto di investimento. Parte del prezzo di acquisto potrebbe essere legata al raggiungimento di alcuni obiettivi.

Non si sa se RedBird porterà effettivamente di nuovo il Milan in alto, ma certamente dare continuità a un progetto che ha portato ottimi risultati non può che essere un'ottima soluzione, probabilmente la migliore. Molto meglio questo che una proprietà che spende senza senso, buttando letteralmente i soldi sul mercato. Anche i dubbi sulla grandezza di RedBird sono poco sensate: un fondo non si misura da quanto gestisce, perché può sempre comprare altro se ha la capacità di raccogliere nuovi capitali. Intanto il Milan prepara un doppio colpo dal PSG >>>

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