Caos Milan: da Yonghong Li, all’inchiesta della Procura. Il punto

Ieri è stata una giornata molto dura per il Milan: dai problemi di Yonghong Li, presidente rossonero, all’apertura di un’indagine da parte della Procura

di Salvatore Cantone, @sa_cantone

Come viene sottolineato dalla Gazzetta dello Sport quest’oggi in edicola, il Milan non trova pace. Tra appuntamenti con la Uefa, rifinanziamento del debito da trovare, offerte di nuovi acquirenti, scadenze: insomma, è evidente che la situazione non sia tranquilla, e giornate come quella di ieri mettono ancora più ombre sul futuro del club rossonero. Una cosa sembra essere sempre più chiara: nessuno è più pronto a scommettere che Yonghong Li sarà il proprietario del Milan per i prossimo anni, anzi, salgono sempre più le quotazioni di Elliott, il fondo che un anno fa gli prestò ben 303 milioni di euro. In ogni caso, andiamo con ordine, ricostruendo tutta la vicenda

FALLIMENTO JIE ANDIE – Il Corriere della Sera nella mattinata di ieri ha rilevato il fallimento della società Jie Andie, che sarebbe tra i principali asset del portafoglio di Yonghong Li. In realtà, secondo il quotidiano, la società era già insolvente al momento della cessione del Milan, ma non sono stati fatti i controlli adeguati. Questa notizia non dovrebbe provocare problemi al club rossonero, ma tutto questo colpisce, considerando che il proprietario aveva garantito sulla solidità del suo patrimonio.

INCHIESTA – Nel pomeriggio, invece, c’è stata un’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Milano, che vuole vederci chiaro sul closing avvenuto il 13 aprile scorso. Tecnicamente questo fascicolo viene chiamato “modello 45”, cioè che non c’è nessuna ipotesi di reato. L’indagine però, è complessa, e il tutto nasce da un rapporto della Guardia di Finanza che comprende “tre segnalazioni sospette” che risalgono a dicembre scorso.

ORA COSA SUCCEDE? – Prossimamente ci sarà un nuovo consiglio d’amministrazione in cui verrà deliberato un nuovo aumento di capitale da 30-35 milioni di euro: il fatto che questi soldi arrivino da Elliott e non da Yonghong Li testimoniano come il broker non riesca a supportare il club. Resta anche da capire cosa deciderà di fare Elliott, che potrebbe scegliere di tenersi la società per un periodo di transizione, oppure rivenderlo subito. Inoltre, come detto, molto importante sarà l’incontro con l’Uefa, in programma il 19 o il 20 aprile a Nyon: in assenza del rifinanziamento l’iscrizione del club alle coppe europee è a rischio.

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