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Milan-Sassuolo, Carnevali: “Non portiamo rancore, guardiamo avanti”

Stefano Bressi

Carnevali, dirigente neroverde, ha parlato ai microfoni di 'Sky Sport' prima del match Milan-Sassuolo a 'San Siro', per la 32^ giornata di Serie A.

Il dirigente neroverde Giovanni Carnevali ha parlato ai microfoni di 'Sky Sport' prima del match Milan-Sassuolo. La gara è valida per la 32^ giornata di Serie A ed in è programma a 'San Siro'. Queste le dichiarazioni: "Più che duro, De Zerbi è stato giusto. Ha detto il suo pensiero, che è quello anche dei giocatori e della società. Ci vuole però anche buonsenso e aspettare ciò che sarebbe successo. Era difficile pensare durasse la Superlega così poco, ma ci siamo sentiti traditi. Sapevamo che non fosse un progetto facile, che potesse concludere e andare avanti. Mancavano due cose principali: che agli sportivi piace vincere sul campo e che la meritocrazia va messo al primo posto e poi i tifosi. Noi facciamo calcio per loro e il nostro problema principale ora è non averli allo stadio. Credo che i problemi sono tanti ed è chiaro che certe problematiche si risolvono insieme, non con un gruppo di squadre. Ci sono problemi importanti, il sistema calcio va rivisto. La Superlega non so quanto possa risolvere queste problematiche. Ce le portiamo avanti da tempo, i club sono in difficoltà. Se la Superlega nasce dalle difficoltà dei grandi club è preoccupante, perché le abbiamo anche noi. Mi sorprende, perché queste decisioni andavano prese in modo diverso, non così scorretto. Non sapevamo assolutamente nulla. Penso che dobbiamo fare un passo oltre, ciò che è successo è successo. In questo momento dobbiamo essere uniti, non divisi. Per risolvere le problematiche che sono enormi. Dai contratti ai valori. I problemi vanno risolti, ma sedendosi e con la voglia di lavorare. Da parte nostra, come società, è chiaro che dobbiamo fare un salto e guardare avanti. Non dobbiamo portare rancore, ma trovare tutti una soluzione per migliorare il sistema, perché non funziona. Le valutazioni vanno fatte in base ai momenti. Noi chiediamo le cifre che crediamo giuste, ma dall'altro lato ci deve essere qualcuno che lo acquisti. Se nessuno può acquistarlo, non lo faccia. Non costringiamo nessuno. Il problema pandemia è momentaneo, questi problemi nascono da anni di cattiva gestione. Sono preoccupato, perché se l'idea è nata da questi presidenti, che sono i più preparati, credo che dobbiamo tutti guardare ad altre prospettive".