Milan, l’intervista a Michele Persechini: ecco chi è lo chef rossonero

Milan, l’intervista a Michele Persechini: ecco chi è lo chef rossonero

Il sito ufficiale del Milan ha pubblicato un’intervista allo chef rossonero Michele Persechini, che dal 1988 si dedica alle trasferte della squadra

di Renato Panno, @PannoRenato

ULTIME MILAN – (fonte: acmilan.com)

“Si chiama Michele Persechini ed è lo storico cuoco del Milan. Dal 1988 si dedica alle trasferte: ha visto e vissuto partite, finali e vittorie, ma soprattutto ha cucinato. Con i suoi piatti si è preso cura, negli anni, di tutti gli allenatori e i giocatori rossoneri. Un grande personaggio, pieno di ricordi aneddoti e retroscena che ci ha raccontato nel corso della tournée americana in occasione della ICC 2019. Da Sacchi a Capello ad Ancelotti, da Inzaghi ad Abate e Romagnoli, fino alla spaghettata dopo il trionfo di Atene nel 2007. Un’intervista… di qualità”.

Sulla sua giornata tipo: “La mattina mi alzo alle 6 per preparare la colazione ai ragazzi e la giornata termina alle 21/21:30, insomma tutta la giornata è occupata, soprattutto quando si va all’estero”.

Sulle differenze tra il presente e il passato: “Adesso è molto più facile, prima bisognava portare dall’Italia tutti gli ingredienti all’estero. Ci portavamo il cibo per tre pasti al giorno e quando ci fu la partita rimandata per la nebbia (Stella Rossa-Milan del 9 novembre 1988 n.d.r.) rimanemmo spiazzati.

Sullo scherzo a Fabio Capello: “In occasione di una trasferta misi dei fiori sul tavolo. Lui era molto scaramantico e non voleva. Quindi chiamò Silvano Ramaccioni arrabbiatissimo e capì in un secondo momento che era uno scherzo”.

Sul post Milan-Liverpool di Atene nel 2007: “Dopo la partita qualcuno verso le 5 di mattina qualcuno lanciò l’idea di una spaghettata a bordo piscina e quindi alle 5 e mezza tutti facemmo una spaghettata aglio e olio, dopo mi buttarono in piscina (ride n.d.r.)

Sulle abitudini di alcuni giocatori: “A Romagnoli non bisogna togliere i rigatoni al ragù alla vigilia della partita, Abate non vedeva l’ora di mangiare gli spaghetti al pomodoro il giorno della partita, Inzaghi mangiava un po’ di pasta in bianco e nel piatto metteva anche un po’ di pasta al sugo e bresaola. Ancelotti era un buongustaio”.

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