Jack Ma e Li Ka Shing smentiscono, prende quota Robin Li

I due proprietari di Alibaba e Whampoa si defilano, ora diventa più probabile l’interessamento di Robin Li

di Gianluca Raspatelli
Silvio Berlusconi, Presidente del Milan

La domanda fondamentale che attanaglia le menti dei tifosi rossoneri negli ultimi giorni è: chi c’è a capo della cordata cinese interessata al Milan?

Fino a oggi i due principali indiziati erano Jack Ma, proprietario di Alibaba, e Li Ka Shing,  proprietario di Whampoa.

Per quanto riguarda il primo, proprietario anche del Guangzhou Evergrande, club cinese, ci sono state smentite sia da parte di Fininvest sia da parte di lui stesso. Fininvest ha smentito ufficiosamente di essere in trattativa con Jack Ma, mentre il cinese ha commentato ironico sul suo profilo Weibo (il Twitter cinese): “L’AC Milan è nella città di Milano?”, lasciando intendere di non avere mire per il club.

Secondo quanto riportato da calciomercato.com, anche da Li Ka Shing, e più in generale dalla Whampoa, arrivano smentite ufficiose.

Dunque improvvisamente riprende quota il nome di Robin Li, proprietario di Baidu, motore di ricerca cinese. Per ora da parte sua non sono arrivati commenti, e dunque potrebbe essere nel pieno della trattativa.

Intanto sempre calciomercato.com ha riportato alcuni nuovi dettagli della cordata. Si tratterebbe di una joint venture tra tre principali azionisti, di cui uno di maggioranza (probabilmente Robin Li) e un’azienda automobilistica. Il primo obiettivo sarebbe la quotazione sulla Borsa di Hong Kong del 30% del club, cosa che spinge a chiedere a Berlusconi subito l’80% delle quote. In questo modo, anche con mettendo il 30% in Borsa, i cinesi avrebbero comunque più della metà del marchio.

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