INTERVISTE

Italia, Spalletti: “Sinner un esempio, vicini alla famiglia di Joe Barone”

Matteo Boninsegna
Luciano Spalletti ha parlato in vista dei prossimi impegni della Nazionale. Un pensiero anche su Jannik Sinner e Joe Barone

Luciano Spalletti, commissario tecnico della Nazionale, si è concesso ai canali ufficiali degli Azzurri. Le sue parole.  

Sulle scelte: "Ormai c’è questa apertura ad andare ad essere calciatori che sanno interpretare o squadre che sanno interpretare più moduli, più sistemi di gioco dentro la stessa partita. Dobbiamo fare qualcosa di moderno. Prima avevamo poco tempo e ci siamo focalizzati solo in un sistema. Anche quando abbiamo perso ho dichiarato rimaniamo li dentro non cambia niente perché c’era da mettere a fuoco una cosa. Ora avendo lo spazio di queste amichevoli bisogna andare a fare qualche prova".

Su cosa inciderà nell'Europeo: "Incide tutto. Noi saremo attenti e saremo presenti dentro gli allenamenti della squadre, dentro gli incontri di campionato. Ci porteremo dietro quel che succederà come comportamento in queste due amichevoli. Abbiamo da vedere qualcuno di nuovo, c’è sempre possibilità di inserirsi. Avendo il bisogno di creare sempre roba più forte e nuova è chiaro che si va a fare quest prove e ci si porta via quelli che sono i risultati di queste prove".

Su Sinner: "È già un esempio da tanto, da quando ha cominciato. Da ragazzino normalissimo, da situazione più difficile di altri, è riuscito a scalare tutte le posizioni, a esseer lì, vicino ad essere il top, il numero 1. Ieri ci ha fatto vedere che per essere sul tetto del mondo uno deve diventare top non solo in allenamento e nei match, ma anche nella gestione dele altre ore in cui non fa stop. Lui è mentalizzato in maniera corretta. Lui lo dice quelle che sono state le sue scelte, che ha cambiato allenatore perché sa che cosa gli ci vuole, conosce benissimo la sua personalità e il suo carattere. Sa dove vuole arrivare".


Su Joe Barone: "Noi come gruppo Nazionale, ma ci ha già pensato il presidente Gravina, siamo tutti vicini alla famiglia di Barone e di Commisso. Sappiamo che valore perdiamo per il nostro sport e il calcio particolare. Ha influenzato più lui il calcio in questi 5 anni da amministratore delegato della Fiorentina che tanti altri che sono da una vita nel calcio e non hanno fatto niente di quel che ha fatto lui. Il Viola Park è l’esempio di cosa vuol dire fare le cose da grande imprenditore".

Ecco, di seguito, l'intervista.

 


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